Uno sforzo comune per rinnovare il Paese

Rinnovare
[di Sandro Venturini]

Che la credibilità della classe politica fosse ai minimi storici era noto da tempo, meno evidente era l’entità del fenomeno. Il successo del M5S l’ha svelato. Ben oltre i contenuti programmatici di Grillo e del suo movimento, ha giocato la repulsione verso il “sistema” e la voglia di cambiare. In democrazia bisogna prendere atto e accettare il giudizio popolare. Da qui si riparte. E oggi è questa la sfida più difficile.
Dei molti commenti che ho letto in queste ore, mi ha colpito quello di Luca Sofri, perché mette in risalto un elemento di fondo che ha caratterizzato la politica degli ultimi vent’anni (da quella nazionale a quella locale) e che rischia di pervadere anche la nuova. Mai come in questo momento, dopo il confronto in campagna elettorale, ci sarebbe bisogno di uno sforzo rinnovatore comune, di una sintesi di idee e responsabilità: in fondo tutti convergono sul fatto che la priorità sia quella di ridare fiducia e speranza al nostro Paese e sulla necessità di fare spazio alla creatività dei giovani. Del resto come potrebbe essere altrimenti? E invece il confronto è diventato scontro e l’aver esasperato i toni, aizzato le folle l’un contro l’altro, aver demonizzato il “nemico”, non contrastato l’avversario dell’avversario politico sul piano dei contenuti, dopo tutto ciò pare davvero difficile rimettere insieme i cocci e far sintesi positiva, nell’interesse di ciascuno.
Così conclude Luca Sofri: «Vincere, in politica, è guadagnare consenso, convincere. Diventare maggioranza. Qualcosa cambierà quando in Italia cambierà questo. Quando qualcuno farà un progetto che pensi a tutti gli altri italiani come suoi potenziali partecipanti, quando qualcuno farà un progetto non per far vincere la sua solita curva, ma per far giocare la nazionale, quando qualcuno penserà alla condivisione del progetto con più persone come a un tesoro e non come a una minaccia, quando il nemico non sarà più una priorità né una necessità: quando la priorità sarà pensarlo amico, e farlo diventare amico. Quando nessuno troverà insopportabile questa ovvia ambizione, definendola ingenua, collaborazionista e via dicendo solo perché non ci è abituato o perché ha poco coraggio: o cambia abitudini e ci fa un pensiero, o è corresponsabile di questo fallimento. E se le cambia, siamo già sulle buona strada». C’era un giovane personaggio politico che qualche mese fa, giocandosi in prima persona, diceva più o meno le stesse cose: ma non ha trovato sufficiente consenso. Sono fiducioso che lo farà in futuro.

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2 Commenti a “Uno sforzo comune per rinnovare il Paese”

  1. marina scrive:

    Temo che tanti ora si siano resi conto di non aver valutato le idee di tale Matteo Renzi come quelle più spendibili e attrattive per creare un nuovo corso per il centrosinistra, speriamo che non sia troppo tardi per riprovare…

  2. Anonimo scrive:

    ed anche una assunzione di responsabilità! per favore!!!

    PD e Pdl come sempre non hanno ascoltato la gente, in modo autoreferenziale hanno creduto di interpretare il volere degli elettori… per essere poi smentiti dal voto!
    Onore poi alla campagna elettorale di Berlusconi, come sempre vincente, fatta di promesse irrealizzabili, da italiani che si fanno facili illusioni e non hanno memoria, ma vincente!

    PD…. stendiamo un velo pietoso, anche questa volta partendo da un vantaggio consistente è riuscito a non farsi superare solo per alcuni decimali di punto…….. Campagna elettorale pessima, leadership inesistente.
    A questo punto i responsabili dovrebbero andare a casa e dovrebbero essere gli elettori a decidere se questi possono o meno essere ancora dei mozzi o devono fare a meno di salire sulla nave.