Bocce di casa nostra

Bocce

Nonostante sia “città dello sport”, negli ultimi mesi Gemona ha rischiato di perdere il bocciodromo di via Cjarnescule, attivo da anni nella storica sede del Dopolavoro ferroviario (DLF) []. Nell’ottobre del 2011 infatti il DLF di Udine aveva comunicato la decisione del proprietario dei locali, la società RFI [], di rivedere i parametri di locazione dei propri immobili. Al gruppo di Gemona fu richiesto di sobbarcarsi il costo dell’affitto per 10 mila euro annui, una cifra al di sopra delle disponibilità della bocciofila. Una richiesta che stava per far sparire il gioco delle bocce da Gemona. Ma a cui fortunatamente si è trovata una soluzione.
Ne abbiamo parlato con Gabriele Contessi, collaboratore del nostro blog e presidente dell’associazione “ASD Bocciofila Gemonese”.

Quando avete saputo dell’aumento dell’affitto da parte di RFI cosa è successo?
Dopo lo scoramento iniziale siamo subito “passati all’azione”. Abbiamo iniziato a ragionare su come si poteva affrontare una situazione così complessa, in cui gli attori, troppo distanti dalla nostra piccola realtà e poco interessati alle nostre ragioni, non comprendevano il valore che uno sport così “semplice” possa rivestire per una comunità come la nostra. Con le mani legate ci siamo rivolti agli amministratori locali. In questa fase è stato importante l’appoggio dell’assessore Loris Cargnelutti e del consigliere Andrea Palese che ci hanno dato preziosi consigli.

Qual è l’iter che avete seguito per risolvere il problema e per non chiudere?
Per prima cosa volevamo far comprendere alla società proprietaria del bocciodromo quanto fosse importante per noi utilizzare quella struttura. Ci siamo costituiti in associazione e abbiamo fortemente sposato il progetto “Gemona città dello sport e del benstare”. Poi abbiamo organizzato una manifestazione regionale a cui hanno partecipato oltre 90 formazioni e più di 200 atleti provenienti da tutto il Friuli. In questo modo abbiamo dato visibilità alla nostra realtà sportiva sensibilizzando il panorama bocciofilo regionale e ricevendo l’appoggio e la solidarietà di tanti. Grazie al sostegno economico degli sponsor siamo riusciti a creare un evento importante, riconosciuto da molti dirigenti provinciali e regionali della Federazione Italiana Bocce.

E tutto questo senza che RFI e amministrazione avessero stipulato il contratto di locazione del bocciodromo?
Sì, in un primo momento il DLF Udine era riuscito a tardare la consegna delle chiavi. Ciò ci ha garantito un po’ di tempo per avviare le trattative e proseguire con le nostre attività.

C’è stato un momento in cui le attività sono state interrotte. Giusto?
Vero. A maggio abbiamo ricevuto lo sfratto. A malincuore siamo usciti dal bocciodromo e abbiamo chiesto “asilo temporaneo” a Osoppo. Con loro abbiamo collaborato molto bene.

E a quel punto come siete giunti a rovesciare la situazione a vostro favore?
Gli assessori Loris Cargnelutti e il Luigino Patat, con l’appoggio del sindaco Urbani, hanno da subito avviato trattative con RFI. Innanzitutto hanno trattato sul prezzo della locazione e approvato il budget di spesa: il Comune ha ottenuto in locazione l’edificio dell’ex Dopolavoro e in cambio dovrà garantire la messa a norma dell’impianto di riscaldamento. La manutenzione ordinaria sarà invece a carico della bocciofila.

Ma voi avete ricevuto l’“ok” definitivo solo a dicembre scorso.
Sì, sebbene le pratiche siano state avviate subito, purtroppo i tempi per la firma del contratto si sono prolungati non poco. Assieme all’assessore Patat abbiamo operato per sollecitare tutti gli uffici di RFI affinché risolvessero la vicenda al più presto.

Dopo aver scongiurato la chiusura, quali prospettive vi aspettano?
Devo dire che tutto il consiglio dell’ASD Bocciofila Gemonese si sta dando molto da fare per guardare al futuro. Stiamo seguendo un piccolo gruppo di giovani molto promettenti. Stiamo cercando di allargare il cerchio delle collaborazioni con le società limitrofe ma anche con quelle più distanti in provincia di Udine. È nostra intenzione non trascurare nessuno, perché riteniamo che lo sport delle bocce sia un “toccasana” per la salute fisica e mentale, faciliti le relazioni con gli altri, stimoli al miglioramento, alleni coordinazione e concentrazione. Queste caratteristiche possono diventare opportunità per bambini e ragazzi, anziani e disabili, associati di altre realtà sportive e culturali. Lo sport delle bocce può diventare punto di incontro per appassionati sportivi e “promotore di socialità” per tutta Gemona.

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2 Commenti a “Bocce di casa nostra”

  1. Gino scrive:

    Gente con le palle!!!

  2. Anonimo scrive:

    … di ferro!!!!!