La solita politica dei bluff

Bluff

È uno degli innumerevoli bluff del governo Tondo. Accanto alla Riforma sanitaria, il piano che avrebbe dovuto realizzare le Unioni Montane è naufragato prima di nascere. La palla passa ora alla futura giunta regionale, che dovrà decidere se andare avanti o riprendere in mano d’accapo l’intera questione. La storia è risaputa (ne abbiamo già parlato su questo blog QUI). Dopo due anni di commissariamento delle Comunità montane, nel novembre 2011 la Regione ha approvato la nuova legge per il riassetto delle autonomie locali, in cui si sono fissati i termini generali delle future Unioni dei Comuni. Due per quanto riguarda l’Alto Friuli: quella del Tarvisiano e quella del Gemonese. Mentre si attendevano ulteriori chiarimenti normativi da parte della Regione – che non sono mai arrivati e non arriveranno in questa legislatura – i Comuni hanno compiuto i primi passi, definendo l’assetto territoriale e approvando gli Statuti. Del Gemonese fanno parte le amministrazioni di Artegna, Montenars, Venzone, Trasaghis, Forgaria, Bordano, Moggio, Resiutta e ovviamente Gemona.
L’ultimo atto è andato in scena ieri, martedì 5 marzo, quando a Palazzo Boton i sindaci dei Comuni interessati hanno approvato lo Statuto definitivo dell’Unione. Un atto poco più che formale – nonostante il sindaco Paolo Urbani l’abbia definita una «svolta epocale» – in quanto lo Statuto rimarrà in un cassetto, un semplice documento informale, in attesa di vedere la luce qualora la Regione deciderà di completare l’iter normativo e soprattutto procederà a definire le coperture finanziarie.
Un bluff, insomma. Giocato mentre attendiamo l’esito delle elezioni regionali. Nella speranza che si cambi e che finalmente si affronti con serietà il tema degli assetti istituzionali degli enti locali. Per Gemona è una questione strategica, vitale. Siamo una zona “cerniera”: dobbiamo poter decidere le “alleanze” e non farcele imporre da una politica sempre più distante dalle reali esigenze del territorio. Dalla futura Unione del Gemonese, per esempio, può rimanere escluso Osoppo, zona di insediamenti produttivi, a cui partecipiamo attraverso il Cipaf? Oppure Buja, che per le scuole superiori fa riferimento al nostro Polo Scolastico? Schiacciare Gemona verso la montagna e impedirle un’apertura verso i comuni più a sud è la soluzione più funzionale ed efficiente? Questioni complesse che la prossima giunta regionale non potrà esimersi dal prendere in considerazione.

[QUI il testo definitivo dello Statuto dell'Unione Montana del Gemonese]

Tag:

I Commenti sono chiusi