Una politica che sappia unire e farsi carico

Corda

A seguito delle richieste di alcuni “navigatori” pubblichiamo una sintesi dell’intervento di Sandro Venturini al consiglio comunale di martedì scorso 26 marzo in merito all’approvazione del bilancio 2013:
«È il tempo della responsabilità. È il tempo della coesione. È il tempo della sobrietà. Mai come in questo periodo stiamo assistendo ad una crisi di sistema: da un lato vi è una evidente crisi di una politica che ha perso ogni rapporto di fiducia con i cittadini, che non sa più dare risposte e speranze alle difficoltà in cui versano le famiglie, dall’altro la crescente crisi economica dalla quale non si vede alcuna via d’uscita. Ciascuno di noi ha sopportato con fiducia pesanti sacrifici, ma ora sembrano inutili. Anche sulle famiglie di Gemona in questi ultimi anni la pressione fiscale si è accentuata. Se prendiamo come esempio una famiglia di 4 persone (due adulti e due figli) con una casa in proprietà, oltre agli aumenti generalizzati dei servizi (energia, trasporti, …) e dei generi di prima necessità (alimentari, abbigliamento, …), nel 2012 si è vista gravare di circa 300 euro in più di IMU e nel 2013 vedrà crescere di circa 80-90 euro la nuova “tassa sui rifiuti”, la Tares (peraltro in maniera più cospicua per le famiglie numerose, considerato che la nuova tassa tiene conto non solo della superficie dell’alloggio ma anche del numero degli occupanti).
Questo stato di cose chiede risposte concrete e immediate, risposte che è chiamata a dare la politica “alta” (che ora è “impallata”), ma che devono dare anche gli amministratori locali. Ad iniziare da noi, con comportamenti personali e scelte politiche misurate e serie, che vadano davvero nella direzione di una maggiore attenzione per i cittadini ed in particolare per quanti vivono in difficoltà.
È per questo che chiediamo, non da oggi, che si abbassino le contrapposizioni, i personalismi, gli aspetti mediatici (e le relative spese) per progettare insieme una visione complessiva dello sviluppo del Gemonese. Uno sviluppo che deve necessariamente andare oltre i confini comunali, comprendendo nell’“area vasta” anche i Comuni della pedemontana, ora esclusi, e che riguarda l’insieme di molte azioni: è evidente a tutti che in futuro non potremo affidarci ad un nuovo sviluppo industriale, almeno come l’abbiamo pensato fino ad ora, ma dovremo pensare a una rete di servizi e di funzioni integrate che valorizzino le eccellenze del territorio e puntino sull’innovazione, la creatività, l’ambiente. Penso ad esempio alla necessità, più volte richiamata, di sviluppare subito la rete ciclabile, il collegamento strategico con Venzone, che innesta Gemona sulla rete dell’Alpe Adria: ci sono nelle casse della ex Comunità Montana 1.700.000 euro che aspettano di essere investiti in quest’opera da più di 4 anni. Ulteriori ritardi non sono tollerabili. Non possiamo farci soffocare dalla burocrazia se vogliamo guardare al futuro con rinnovata fiducia. Anche sul piano della nuova imposta Tares si può e si deve fare di più: bisogna sensibilizzare i cittadini a contenere la produzione di rifiuti, prima di tutto la riduzione alla fonte, se vogliamo minori spese. Quindi il riuso: con piacere osserviamo che la nostra proposta di realizzare una zona “filtro” presso la ricicleria di via San Daniele per recuperare materiali ancora in buono stato prima di trasformarli in rifiuti, ha trovato posto nei programmi di sviluppo del nostro piano di gestione dei rifiuti. Anche questo progetto va attuato rapidamente. Già da quest’anno. Ciò ridurrà il costo dei rifiuti, potrà creare qualche posto di lavoro, sarà una risposta per qualche famiglia in difficoltà che potrà trovare utile usare ancora qualche materiale (mobilio, elettrodomestici, …) diventato per alcuni superfluo, ma ancora in buono stato.
Abbiamo detto che è il tempo della responsabilità, della coesione, della sobrietà. Perciò per primi ci facciamo carico di questi propositi. E per questo, come segno di apertura e di disponibilità, non daremo un voto negativo al bilancio e ai programmi di opere pubbliche che ne conseguono, ma ci asterremo.
Speriamo che questa disponibilità venga accolta! Guardiamo con favore alla concertazione con le forze sociali che il Sindaco ha intrapreso anche in occasione di questo bilancio. Gli ricordiamo tuttavia che ci sono anche le forze politiche di minoranza, che rappresentano una rilevante quota dei cittadini gemonesi, e che sono disponibili a portare il proprio fattivo contributo per migliorare la nostra città e sostenere la nostra comunità».

Un Commento a “Una politica che sappia unire e farsi carico”

  1. P.G. scrive:

    Siamo davvero in un frangente molto difficile; c’è l’evidente necessità del cambiamento ma ci vogliono anche le idee e l’esperienza. E soprattutto bisogna affrontare i problemi concreti che inquietano le persone: il lavoro e l’investimento sui giovani, prima di tutto.
    Concordo sulla necessità di una forte unità nazionale, a tutti i livelli; solo unendo le migliori capacità, usciremo del guado. Altrimenti affoghiamo tutti.