Tornare allo spirito della Resistenza

Sophie Scholl

Domani ricorre il 25 aprile. Nel giorno in cui dovremmo celebrare il riscatto dal «me ne frego» fascista che i nostri padri e i nostri nonni hanno saputo imporre a se stessi e alla storia, l’Italia sta sprofondando nel cupio dissolvi di una politica alla paralisi e di una società disorientata e stordita, in cui si fa fatica a recuperare il senso di un orizzonte etico, culturale, politico.
E allora vale la pena voltarsi indietro, tornare allo spirito di quella storia di 70 anni fa, storia di immani carneficine, ma anche di luminose testimonianze di libertà e di volontà di rinascita. Molte le conosciamo, molte sono ancora occultate dal velo del passato, ed emergono di tanto in tanto grazie al prezioso lavoro degli storici. Come quello della giovane gemonese Silvia Madotto, recentemente laureata presso l’Università di Padova con una tesi dal titolo Le capitali della Resistenza universitaria. Padova, Oslo e Praga. La tesi, vincitrice l’anno scorso del Premio nazionale “Giacomo Matteotti” [], ricostruisce la storia delle tre università europee nel contesto della Resistenza al nazismo e al fascismo.
Il lavoro di Silvia Madotto sarà presentato domani sera alle ore 17.00 presso Palazzo Boton. L’incontro è promosso dall’ANPI Gemona-Venzone, dall’Associazione Partigiani Osoppo, dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese e dall’Amministrazione comunale di Gemona.
A concludere le celebrazioni del 25 aprile il concerto “Cosa importa se ci chiaman banditi” del gruppo musicale Canzoniere Popolare della Brianza, che avrà luogo nella ex chiesa di San Michele a partire dalle 20.30. Il gruppo proporrà un’antologia di canti della Resistenza, nell’Italia oppressa dalle forze naziste e fasciste.

[Foto: Sophie Scholl, la studentessa universitaria tedesca appartenente al gruppo “La rosa bianca” che si oppose con metodi nonviolenti al III Reich. Sophie Scholl fu arrestata e condannata a morte nel febbraio del 1943]

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