Primavera alle porte

Andenna, Marmai, Revelant, Zilli

Davvero inaspettati i risultati delle elezioni regionali e provinciali per Gemona. Tre amministratori, con una discreta esperienza alle spalle, e una giovane outsider. Persone che avranno la possibilità di rappresentare, da prospettive politiche e culturali diverse, le esigenze e le peculiarità del nostro territorio. Per prima è la vittoria del vicesindaco Roberto Revelant [] ad aver sorpreso molti, soprattutto nel campo del centrodestra (Luigi Cacitti si è fermato a 1.445 voti, Franco Baritussio a 763). Con le sue 1.701 preferenze Revelant ha realizzato un piccolo terremoto, affermandosi su un territorio politico che negli ultimi anni era ormai in stato di abbandono, mancando figure di riferimento gemonesi che riuscissero a catalizzare i consensi “moderati”. Anche le 1.044 preferenze conquistate nel collegio provinciale di Gemona da Stefano Marmai [] sono un risultato notevole. Sebbene partisse penalizzato dalle evidenti difficoltà dell’UdC, locali e nazionali, l’assessore alla cultura è riuscito a convincere l’elettorato a prediligere la scelta personale piuttosto che quella dell’appartenenza partitica. Può dirsi soddisfatta pure l’avvocatessa leghista Barbara Zilli []. I 1.305 voti che ha incassato le garantiranno, da quanto è dato sapere, un assessorato in Provincia, nell’attesa (speriamo accada quanto prima) che l’ente venga soppresso e sostituito con un più efficace e meno pletorico assetto istituzionale.
In ultimo, ma non per ultimo in termini di soddisfazione e di merito, la quasi-vittoria di Martina Andenna []. A differenza degli altri concorrenti, la venticinquenne del Partito Democratico non partiva con un’esperienza (e una visibilità) pregressa. Eppure ha riscosso un notevole consenso: 984 preferenze. Una spanna dall’ingresso in consiglio regionale.
Si tratta di inequivocabili segnali di novità. Crediamo non siano semplici “accidenti” politici, ma indicatori chiari che qualcosa è tramontato nelle vecchie logiche del potere locale. Segnali che intendiamo considerare e accogliere con attenzione e disponibilità. Lo diciamo ormai da tempo: Gemona si merita – e si deve guadagnare – una più consistente rappresentatività e un maggiore peso politico a livello sovracomunale. Ciò può essere garantito solo dal superamento dei vecchi conflitti – spesso personalistici – che hanno governato la nostra cittadina e i suoi rapporti con le comunità contermini. E allora, mentre facciamo le congratulazioni ai neo-eletti, ci auguriamo che le elezioni del 21 e del 22 aprile scorso siano l’avvisaglia che una nuova primavera, per Gemona e per il Gemonese, sia alle porte.

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10 Commenti a “Primavera alle porte”

  1. admin scrive:

    A parziale correzione di quanto abbiamo scritto, è in vista la possibile elezione di Barbara Zilli in consiglio regionale. Qualora Stefano Mazzolini dovesse rimettere la nomina in quanto non si era dimesso per tempo dalle sue cariche in Promotur, entrerebbe proprio Zilli, prima dei non eletti nella circoscrizione di Tolmezzo per la Lega Nord.

  2. ANDREA scrive:

    Revelant, anche con umiltà, senza vantarsi di essere “er mejo”, ha dimostrato di avere un buon rapporto anche con le realtà dei Comuni vicini a Gemona. Da qui il suo successo. Un operazione che sarebbe stata impossibile per Urbani che, costantemente sul giornale, si pavoneggia di sapere una pagina più del libro, mettendosi in competizione con le realtà fuori Gemona. Dopo il successo di Revelant, Urbani può dire addio alla Regione. Immagino che si mangerà le mani…. Ma va bene cosi!

  3. p.c. scrive:

    Un consigliere regionale deve pero’ saper anche parlare, scrivere, elaborare un pensiero politico… Forse sarà il caso di farsi dare una mano… Nn basta la determinazione e la buona volontà…. Servono anche competenze…. Proviamo a pensarci, altrimenti andiamo in consiglio solo ad alzare la mano e a prendere lo stipendio!

  4. Pigi scrive:

    A ANDREA
    Urbani ne avrebbe presi 3000 di voti. Solo che gli è mancato il coraggio per provarci, visto che avrebbe dovuto dimettersi 6 mesi prima, diversamente da Revelant.
    Il neo consigliere regionale deve fare un monumento a Urbani, e non è affatto detto che il prossimo giro Urbani non vada in Regione e non solo ad alzare la mano.
    Parliamoci chiaro: resta lui il politico di punta di Gemona e del Gemonese.

  5. Plinio scrive:

    Per pigi

    semmai è urbani che deve fare un monumento a revelant. ricordo che alle elezioni comunali del 2009, la lista del sindaco X Gemona, è stata la meno votata, contrariamente a Gemona nel cuore guidata da Revelant e era fra le più votate. In pratica, senza quel sostegno, oggi non sarebbe neanche sindaco.

  6. Carlo scrive:

    @ plinio
    non esageriamo….. qualcuno sa dirmi cosa ha fatto revelant per gemona? qualche festicciola sulla sabbia….. portato in giro pistorius (e lasciamo stare come è andata a finire)…… il piano regolatore-vergogna che sappiamo chi è stato aiutato…… diciamo che il sistema democratico non premia i piu’ competenti e i piu’ capaci…… premia chi prende piu’ voti…… e i voti si possono prendere in molti modi….. anche andando a tutte le sagre a pagare birre…… o sbaglio?

  7. Michele scrive:

    @ Carlo

    In democrazia chi prende più voti, prende più voti e basta!!! (salvo brogli e non è questo il caso…)
    E gli altri o si rimboccano le maniche e si danno da fare per capire come convincere gli elettori della bontà delle loro opinioni e delle loro scelte, oppure passano il tempo a rosicare… o sbaglio?

  8. Laura scrive:

    @ Michele

    E’ vero. Revelant ha preso i voti e con questi è stato eletto. Non fa una piega.
    Non credo però che gli elettori siano stati convinti “dalla bontà” delle idee e dei programmmi di Revelant quanto da una buona operazione di marketing.
    Il consenso in politica, di questi tempi, va così. Come si spiegherebbe altrimenti il fenomeno Berlusconi?

  9. Michele scrive:

    @ Laura

    Io credo che l’elettore non sbagli mai. Per me questa è la democrazia. Semmai è chi si propone per farsi eleggere che deve riuscire a far arrivare un messaggio, utilizzando le strategie che ritiene più opportune e se raccoglie il consenso: bravo lui! Poi una volta eletto si vedrà se ha raccontato balle o meno.
    Poi, tanto per chiarire, Berlusconi non ha niente – ma niente niente – a che fare con me e le mie idee, ma trovo insopportabilmente riduttivo pensare che sono vent’anni che è li solo per colpa della stupidità degli italiani. Questo è l’atteggiamento di chi – in particolare in una certa sinistra radical chic – si deresponsabilizza, si indigna, fa l’intellettuale, scomoda etica e morale, ma sempre senza sporcarsi nel mondo reale. Magari altri, nel frattempo, anche bevendo birre riescono anche ad ascoltare le vere esigenze di molta gente e farsi portavoce dei loro bisogni. Forse su questo bisognerebbe interrogarsi…

  10. Plinio scrive:

    Concordo con quanto detto da Michele. Del resto, in questo paese tutti quelli che mettono in discussione l’operato degli altri, sono, guarda caso, quelli che non si ha ancora capito che cosa hanno fatto. E che passeranno la vita a fare osservazioni, critiche e certamente non sbaglieranno mai, proprio perché non hanno fatto niente. e uno che non fa niente, non può neanche compiere errori.