Numeri

Numeri

Entrate tributarie del Comune di Gemona (anni 2010/2014):

AnnoEntrate tributarie
20102.891.386 €
20112.800.284 €
2012 (in corso: previsione)3.579.000 €
2013 (dal bilancio di previsione)4.463.563 €
2014 (dal bilancio di previsione)4.408.000 €

[Le entrate tributarie derivano dalla somma di imposte, tasse e tributi speciali]

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6 Commenti a “Numeri”

  1. Gino scrive:

    Però bisognerebbe anche vedere quanti trasferimenti sono stati tagliati dallo Stato o dalla Regione Vs. il Comune.

  2. oRESTE scrive:

    bisognerebbe forse anche specificare quante di queste entrate sono il frutto di accertamenti fiscali per mancati pagamenti di imposte negli anni precedenti (es. ICi e Tarsu).
    Perché non dividete le entrate in maniera specifica e per anni, indicando nello specifico le quote di IMU, Cosap, Tarsu accertamenti fiscali, multe ecc.. Così si capisce se la pressione fiscale è aumentata o meno e soprattutto chi colpisce.

  3. admin scrive:

    @ Gino, oReste,

    il post non intendeva rappresentare un esaustivo quadro del bilancio comunale, bensì un semplice “indice” di alcuni dati macroscopici.
    Da ormai quattro anni, in nome del diritto dei cittadini di essere informati, imvitiamo la giunta comunale, insieme con i revisori dei conti, a introdurre dei sistemi di gestione più trasparenti e facilmente fruibili.
    Uno di questi strumenti è il bilancio sociale. Bastebbe qualche migliaio di euro per predisporre un sintetico opuscolo da inviare a tutte le famiglie gemonesi in cui riassumere i capitoli principali del bilancio comunale.
    In questo modo, di anno in anno, i gemonesi comprenderebbero quanti dei loro soldi vanno al Comune e soprattutto come vengono spesi.

  4. Ragionier Giulio scrive:

    Se questi dati vogliono essere solamente un “indice” di dati macroscopici ebbene mi si permetta senza voler mancare nè di riguardo nè tantomeno di rispetto in realtà non si indica un bel nulla visto che per indicare (nel senso statistico del termine) bisogna in primis confrontare (assicurandosi bene che ciò che si confronta sia quantomeno omogeneo). Mi spiego sarebbe più corretto quando si parla di entrate raffrontarle al numero di abitanti (soggetti passivi delle imposte) per determinare un coefficiente, quello si, statisticamente definibile con il termine di “indicatore” (= cioè di un dato numerico che mette in evidenzia) e soprattutto, mi si permetta di nuovo, non si possono paragonare dati qualitativamente diversi (bilanci preventivi e consultivi non sono proprio la medesima cosa), mi si permetta sarebbe come confrontare mele e pere con il risultato di avere un dato che in realtà non indica proprio nulla. Ma veniamo al bilancio sociale che , mi par di capire sia quasi la panacea da alcuni indicata per riassumere e riepilogare il bilancio comunale ai cittadini. Concordo in parte è vero ma a patto di capire che “superior stabat lupus” (come diceva Fedro)…la colpa non è di chi sta sopra ovvero una caratteristica che accomuna gran parte delle Pubbliche Amministrazioni è il non conoscere e soprattutto non avere una mappatura completa dei processi che si svolgono al loro interno. Ne deriva inevitabilmente che molto di rado sono in grado di comprendere se quello che si segue è il miglior procedimento possibile non essendoci a monte una mappatura dei processi. Per poter effettuare l’analisi cosidetta di processo sarebbe necessario adottare il PEG (piano esecutivo di gestione) che però ai sensi del decreto legislativo 267/2000 non è obbligatorio per i comuni (come il nostro) ai disotto dei 15.000 abitanti. Senza questa necessaria premessa che, mi sia permesso, non costa poche migliaia di euro, i dati che verrebbero fuori da un nobile e utile strumento come è il bilancio sociale avrebbero poca valenza e soprattutto direbbero abbastanza poco, insomma farebbero della pessima informazione. Con la conseguenza poi che si rischierebbe di attaccarsi sui numeri, come diceva George Bernard Shaw, “come gli ubriachi si attacano ai lampioni”.

  5. admin scrive:

    @ Ragionier Giulio,

    grazie delle precisazioni. Che tuttavia necessitano di qualche commento.
    1. Che questi dati non indichino «un bel nulla», come Lei afferma, non ci trova d’accordo. Sono invece il chiaro “indice” che le tasse e le imposte stanno aumentando in misura considerevole, per non dire drammatica. Certo, su questo concordiamo, accanto a questi dati bisognerebbe aggiungerne millanta altri, soprattutto inerenti alle imposte statali. Ma sarebbe un compito improbo per noi e forse non adeguato alle finalità di questo blog.
    2. I dati da noi riportati sono stati estrapolati direttamente dalla “Relazione previsionale e programmatica 2013/2015” del Comune di Gemona, documento “ufficiale” approvato dal consiglio comunale. Lei non è tenuto a conoscerlo, certo, e tuttavia se avrà modo di visionarlo, potrà vedere che si mettono a confronto proprio “bilanci preventivi” e “bilanci consuntivi”, pari pari come scritto da noi, in modo da comparare il “trend storico 2010/2012” della spesa” con la “programmazione pluriennale 2013/2015”. Se poi ritiene, nessuno Le vieta di criticare, accanto alle nostre tabelle, anche le modalità di analisi della spesa adottati dalle amministrazioni comunali.
    3. In ordine al Piano Esecutivo di Gestione, è vero, un piccolo Comune come il nostro non ha l’obbligo di adottarlo. E tuttavia, i revisori dei conti del Comune di Gemona nel “Parere sul bilancio di previsione 2013” avanzano queste proposte (le ripetono da 4 anni almeno!): «Il revisore richiama […] l’attenzione sulla necessità di adottare un sistema di controllo della gestione che funga da guida per incrementare il livello di efficienza della spesa […]. L’adozione di tale strumento di controllo di gestione può rivelarsi utile ai fini del rispetto dei parametri su cui si fonda il patto di stabilità interno». Non serve aggiungere altro. In consiglio comunale abbiamo più volte sollecitato la maggioranza a prendere in seria considerazione l’opportunità di dotarsi di strumenti più efficaci per monitorare i processi di gestione. Che poi costino, Le ricordo che il Comune di Gemona solo per la Città dello sport spende 300 mila euro l’anno. Impossibile tagliare un po’ di queste spese per rendere più efficiente la macchina comunale? Suvvia, non prendiamoci in giro!
    Se poi, come si sta facendo, non si ritiene di adottare questi criteri “impegnativi” (?!), almeno si operi nel senso di una maggiore trasparenza. Permettere ai cittadini di conoscere come il loro Comune spende i loro soldi ci sembra un’azione di buon senso, se non doverosa. È così difficile pensare a un “bilancio semplificato”, in cui riportare i principali capitoli delle entrate e delle uscite, in modo che sia comprensibile dal cittadino “medio”?

  6. Anonimo scrive:

    Abbiamo appena perso un Giulio che ne sapeva più del diavolo e ne spunta subito un altro. Speriamo almeno senza gobba!