Gemona, futuro baricentro

Baricentro

Sono 18,85 i milioni di euro che arriveranno dall’Europa per finanziare il recupero e lo sviluppo di alcuni centri storici della Regione. Si tratta dei finanziamenti dei Piani Integrati di Sviluppo Urbano Sostenibile, i cosiddetti Pisus. Alcune settimane fa è stata formalizzata la graduatoria. 19 i Comuni partecipanti, per complessivi 119 interventi di riqualificazione e infrastrutturazione urbana, 74 progetti di rigenerazione e 18 iniziative per favorire o mantenere gli insediamenti delle Piccole e medie imprese appartenenti ai settori dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi alle persone. Le prime 4 amministrazioni comunali si divideranno la torta. Sono Tarvisio (che si porta a casa oltre 6 milioni di euro), Trieste, Pordenone e Gorizia. Entro l’estate dovrebbero essere finanziati anche i progetti di Maniago e Udine, per un totale di 6.
Dei 19 Comuni partecipanti al Pisus, 15 (Tarvisio, Trieste, Pordenone, Gorizia, Maniago, Udine, Latisana, San Vito al Tagliamento, Cividale, Manzano, Gradisca, Monfalcone, Codroipo, Sacile e Muggia) sono stati ammessi in graduatoria, mentre 4 sono stati esclusi. Gemona è tra questi.
Della questione abbiamo parlato più volte [1.►, 2.►]. Come lista civica in consiglio comunale, avevamo presentato alcune proposte []. È stata un’occasione persa, purtroppo: Gemona, più di altri Comuni, avrebbe le potenzialità e l’urgenza di rivitalizzare il proprio centro urbano.
Ora si tratterà di fare una riflessione sui perché del fallimento e di riprendere in mano l’elaborazione di un progetto complessivo per la “città alta”. Da tempo lo stiamo sollecitando. Ma per realizzarlo, accanto a competenze progettuali e ideative, serve la volontà politica, la disponibilità al dialogo e la capacità di mettere in rete tutte le risorse del territorio.
Un punto da cui partire dovrebbe essere la ricostruzione del castello, che non può fermarsi al rifacimento edile, ma deve diventare un volano per l’immagine dell’intero Gemonese. Per questo sarebbe necessario pensare fin da subito alle funzioni da allocare e, come una prima tessera di un grande puzzle, affiancargli le altre tessere (i musei di via Bini, il duomo, la ricettività, la ristorazione, la viabilità). Con un quadro di questa natura, le strade per attingere le risorse si troveranno, anche attingendo alle microeconomie del territorio. La prossima amministrazione comunale dovrà darsi obiettivi all’altezza delle sfide che i tempi ci impongono, guardando alla vocazione di “baricentro” della nostra cittadina, punto di riferimento dell’intero territorio del Gemonese.

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2 Commenti a “Gemona, futuro baricentro”

  1. Un lettore scrive:

    Perché non includere, in un eventuale futuro progetto per una eventuale nuova domanda di contributo, non solo «obiettivi all’altezza delle sfide» ma anche azioni formative a favore degli attori locali – amministratori compresi – sui temi della progettazione partecipata, del lavoro di rete, dello sviluppo sostenibile, dell’empowerment di comunità, della valutazione d’impatto, eccetera? Proprio perché le sfide che si aprono davanti a noi sono complesse, ci si deve attrezzare. Non si nasce esperti, si può (e si deve) imparare. Un buon progetto necessita non solo di grandi idee, ma anche di un solido metodo, che consenta di “tenere la bussola” nel mare della complessità. Un metodo che motivi ad uno sguardo congiunto e non frammentato, che faciliti il dialogo tra le diverse e numerose realtà di un territorio, la valorizzazione del capitale sociale esistente e il coordinamento delle risorse. Ci vorrebbe forse un bel seminario formativo da attuare prima di iniziare (o mentre si inizia a) progettare. Oppure una scuola permanente per adulti. Per preparare cittadini ed amministratori alle sfide del domani.

  2. admin scrive:

    @ Un lettore,

    parole condivisibilissime. Gemona possiede le risorse per realizzare questi percorsi virtuosi. Serve però che chi possiede questo sguardo lungo decida di giocarsi in politica e che i gemonesi decidano di dare fiducia a chi può mettere in campo competenze e progettualità “all’altezza delle sfide”.