L’orologio segna il tempo

Castello di Gemona

I Gemonesi lo attendono da quasi 40 anni. Un periodo interminabile, che indica tutta l’inerzia e l’inadeguatezza politica di molti dei passati amministratori. Ora, la ricostruzione del castello dovrebbero giungere a termine. La campana ha suonato di nuovo e a breve dovrebbe essere ricollocato l’orologio della torre. Campana e orologio hanno scandito il tempo della comunità di Gemona per secoli. E proprio sul tempo l’associazione “Valentino Ostermann” [], d’intesa con la Pro Loco [], ha deciso di accompagnare l’ultimazione del castello riflettendo sul valore simbolico di questo bene che viene restituito alla comunità, con un progetto, intitolato “L’orologio e il castello”, che si svilupperà nell’arco di alcuni mesi. Dopo l’incontro introduttivo di Paolo Citran su “Il senso del tempo”, questa sera, giovedì 20 giugno presso l’Auditorium “San Michele” alle ore 20.30, si terrà la conferenza di Elisa Zedde dal titolo “Il tempo misurato: dallo gnomone all’orologio da torre”. La relatrice ripercorrerà un tratto di storia medioevale, quando dalla fine del Duecento in Europa cominciarono a comparire i primi orologi meccanici da torre, che fornivano agli abitanti delle comunità urbane una scansione regolare delle ore del giorno e della notte. Poi le città fecero a gara per dotarsi di una torre dell’orologio, struttura civica utile ai nuovi ritmi di vita ed assieme segno di prestigio. Partecipò a questa gara anche Gemona, dotandosi di un orologio pubblico meccanico già nel 1389/90.

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