Archivi per la categoria ‘Famiglia’

Dialogo è benessere

martedì, 12 marzo 2013

Madre e figlio

Una corretta comunicazione è uno strumento indispensabile per formare l’identità di un bambino. Chi ha figli lo sa: l’educazione passa attraverso parole, gesti e segni che aiutano i piccoli a comprendere se stessi e il mondo circostante mentre crescono.
Dialogo e intelligenza emotiva sono le tematiche che verranno trattate durante il primo appuntamento, previsto per giovedì prossimo 14 marzo alle 20.00 presso l’Auditorium “San Michele”, del ciclo di incontri per genitori di bambini frequentanti le scuole dell’infanzia e le classi I e II della scuola primaria di Gemona.
I tre incontri in programma (14 , 21 marzo e 4 aprile) sono realizzati nell’ambito del progetto “Tessitori di reti ed altri racconti”, con la collaborazione del Comune di Gemona, dell’Istituto Comprensivo di Gemona del Friuli (Scuole dell’infanzia di Capoluogo, Lessi e Piovega e Scuole primarie di Ospedaletto e Piovega), della Scuola dell’infanzia paritaria “Padre Tarcisio Martina” di Ospedaletto e delle Scuole paritarie “Santa Maria degli Angeli”. Il ciclo intende aiutare i genitori a costruire e potenziare le competenze d’ascolto e di empatia, per favorire la messa in atto di comportamenti protettivi rispetto ai fattori di rischio relativi in particolare alla pedofilia.
Analoghi appuntamenti verranno realizzati nelle prossime settimane,e successivamente nei mesi di ottobre e novembre negli altri comuni del Gemonese, del Canal del Ferro e della Val Canale.
Gli incontri saranno condotti da Andrea Mian, psicologo e psicoterapeuta della Società Cooperativa Sociale Co.S.M.O., impegnata, a fianco del Servizio sociale dei Comuni nell’attuazione degli interventi di promozione del benessere e di prevenzione della pedofilia finanziati dalla Regione.[ap]
[QUI la locandina dell’iniziativa]

Un sostegno per le famiglie numerose

venerdì, 28 dicembre 2012

Famiglia

Le famiglie di Gemona con più di quattro figli di età inferiore ai 26 anni e un ISEE che non superi i 30 mila euro potranno richiedere, entro il prossimo 20 febbraio, di accedere ai fondi che la Regione mette a disposizione per i nuclei familiari numerosi. L’amministrazione comunale di Gemona ha a disposizione oltre 9 mila euro per l’erogazione dei benefici. Il rimborso non potrà superare i 1.500 euro per ciascun nucleo. Le famiglie interessate riceveranno una comunicazione scritta da parte del Comune con tutte le informazioni utili. La richiesta di rimborso comprende moltissime tipologie di spese: servizi educativi e sociali; mense scolastiche; servizi e attività formative extrascolastiche e sportive; servizi di trasporto scolastico e pubblico; protesi sanitarie; utenze domestiche; acquisto di prodotti alimentari; imposte e tasse locali. Questo aiuto economico alle famiglie numerose, che a Gemona non sono molte – circa una quindicina -, sarà certamente accolto con favore perché potrà coprire alcune spese per i figli. Basti pensare che l’abbonamento del treno per Udine costa circa 400 euro l’anno; e la quota per qualsiasi attività sportiva va dai 300 euro in su. Un giusto e doveroso sussidio che, tuttavia, rappresenta l’ennesimo segno della mancanza in Italia di adeguate ed organiche azioni a supporto della famiglia e della genitorialità. La politica italiana da una parte “prende” moltissimo, dall’altra “dà” pochissimo, e anche quel poco come fosse un regalo natalizio a ricordo delle imminenti elezioni regionali.

Meno lavatoi e più attenzione alle famiglie

venerdì, 13 luglio 2012

Famiglia

L’amministrazione comunale ha recentemente affidato la redazione del progetto definitivo ed esecutivo per il lavatoio in cemento di via Trasaghis, di cui abbiamo già avuto modo di parlare []. E ciò nonostante le rimostranze di alcuni cittadini, che si chiedono se il lavatoio risponda a una reale priorità o non piuttosto ad altre logiche, meno conformi all’interesse “pubblico”. È di alcuni giorni fa una lettera comparsa sul Messaggero Veneto [], in cui una gemonese si diceva indignata perché ha scoperto lo spreco del lavatoio, mentre a lei, mamma lavoratrice, il Comune non riesce ad offire un centro estivo che copra i pomeriggi. Alla lettera ha risposto il sindaco Paolo Urbani [], confermando (implicitamente) quello che tutti ormai sanno: la nostra amministrazione comunale non ritiene di assumersi l’onere dei centri estivi per i minori, ma li scarica sulle spalle dei privati (che spesso svolgono un egregio servizio con volontari disponibili e motivati). Non è una semplice questione economica – anche se con gli 84 mila euro del lavatoio si potrebbero garantire almeno 3 anni di centri vancanze di qualità! –, ma soprattutto di volontà di farsi carico di un’esigenza molto sentita dalle famiglie con figli piccoli. Il sindaco è assai impreciso quando parla di “attivazione” dei centri estivi: sa bene infatti che da diversi anni il Comune non se ne occupa, se non elargendo contributi (modesti) ai privati o garantendo lo scuolabus. Fino ad alcuni anni fa, perlomeno, veniva delegato il Servizio Sociale. Ora niente: non c’è nessun appalto, né affidamento diretto. Il privato, sia cooperativa, società sportiva o parrocchia, è lasciato solo nell’organizzazione dei centri vacanze. In altre realtà, invece, l’amministrazione, attraverso gara pubblica, definisce i tempi, i costi, le modalità di gestione, e, nei casi più virtuosi, accompagna il privato nel coordinamento delle attività.
A Gemona invece – anche a causa di un assessorato inesistente e improduttivo – l’amministrazione ha pensato bene che il modo migliore sia non pensarci. Meno spese, meno “rogne”, più “efficienza”.
La distanza dell’attuale giunta comunale dalle reali esigenze delle famiglie con figli si coglie infine nelle affermazioni del sindaco, quando dichiara che vi è «un’esigua richiesta da parte dell’utenza» rispetto ai pomeriggi estivi. Basterebbe chiedere ai volontari della parrocchia, che quest’anno hanno visto lievitare le iscrizioni, sobbarcandosi un carico di lavoro ingente (per cui ci sentiamo in obbligo di ringraziarli pubblicamente per il servizio che svolgono), oppure agli organizzatori dei laboratori “Tutti artisti!”, che non hanno potuto dare seguito a tutte le domande pervenute.
Insomma, non è con gli slogan del «meno costi per lo scuolabus» o contro le «odiose tasse cimiteriali» che offriremo servizi di qualità ai nostri cittadini, ma con una reale “presa in carico” delle persone, con i loro bisogni e le loro aspettative. E non è proprio detto che oggi i cittadini gemonesi sentano il bisogno di risistemare un lavatoio in cemento su cui più nessuno laverà i propri panni.

Genitori non si nasce. Si diventa

martedì, 7 febbraio 2012

Mamma con bambino

Riprendono domani, mercoledì 8 febbraio, gli incontri per neo-mamme e neo-papà con bambini da 0 a 12 mesi promossi dall’Azienda Sanitaria. Quattro appuntamenti a cadenza mensile in cui saranno affrontati alcuni temi legati alla genitorialià: la crescita e lo sviluppo del bambino, le relazioni tra i genitori e il neonato, l’organizzazione della famiglia dopo la nascita di un figlio, la “culla sociale” (nonni, zii, amici), e altri argomenti che saranno definiti in base alle esigenze dei partecipanti. Il percorso sarà coordinato dalla psicologa Veronica Rosati affiancata da un’ostetrica e da una puericultrice. L’attività prevede anche la presenza dei bambini. Tra gli obiettivi infatti la socializzazione e lo scambio di esperienze tra genitori alle prime armi per affrontare con serenità questo nuovo stadio della vita.
Gli incontri si svolgeranno presso la Struttura dell’Azienda Sanitaria in piazzetta Baldissera al I piano dalle ore 16.30 alle ore 18.00.
[QUI ulteriori informazioni]

Nido familiare

mercoledì, 2 marzo 2011

Nido

«Tutte le cose positive – quali emozioni, esperienze, relazioni affettive – che il bambino riceve nei primi tre anni di vita, le porterà con sé nell’arco della sua esistenza come uno zainetto di positività» (C. Donadel). E questo zainetto molti bambini lo riempiono in un asilo nido. Il servizio pubblico comunale, per gli orari e per i costi, non riesce sempre a soddisfare le esigenze delle mamme con figli molto piccoli. Ben vengano allora forme alternative di assistenza ai bambini, come quella della «Tagesmutter» di cui avevamo parlato tempo addietro []. La «mamma di giorno» è una figura professionale sorta proprio per sopperire alle carenze dell’assistenza infantile pubblica, garantendo personalizzazione del servizio e flessibilità di orario. L’asilo familiare può permettere di conciliare meglio il lavoro e la famiglia, dando una nuova possibilità lavorativa alle neo-mamme, e nel contempo offrendo un servizio flessibile e sicuro alle altre mamme lavoratrici.
Anche a Gemona c’è la possibilità di affidare i propri figli. Michela Contessi ha avviato da poco la propria attività di «Tagesmutter». Mamma di tre figli, per oltre dieci anni animatrice Scout di gruppi di bambini e ragazzi. L’attività si coordina con l’associazione «La Gerla» [], che riunisce diversi asili nido familiari in Friuli e a Trieste. Da parte nostra auguriamo a Michela che questa nuova «impresa familiare» le porti molta soddisfazione e riempia di belle esperienze lo zainetto di tanti piccoli gemonesi.
[QUI ulteriori informazioni sul servizio]

Ossigeno alla famiglia

martedì, 28 dicembre 2010

Famiglia numerosa

Sono 17 le famiglie gemonesi con 4 o più figli sotto i 26 anni, che potranno ottenere benefici economici grazie a un contributo regionale di 1.165 euro per nucleo familiare. Una bella boccata di ossigeno in questi tempi di crisi. Un valido sostegno e riconoscimento a chi ha deciso di «investire» sui figli.
La giunta comunale ha da poco predisposto le procedure e comunicato le modalità per i rimborsi. I soggetti interessati avranno tempo fino al 15 febbraio 2011 per inoltrare le domande, con l’obbligo di documentare le spese sostenute (valide quelle dal 2008 al 2010).
Purtroppo l’attività in capo al Comune di Gemona è stata la più debole dell’intera procedura: l’amministrazione infatti non ha preso minimamente in considerazione la strada che noi indicavamo già alcuni mesi fa [], in linea con quanto fatto da altre amministrazioni friulane. Proponevamo infatti di incontrare le famiglie prima di deliberare le modalità di erogazione del contributo, in modo da rilevarne le reali esigenze e magari venire incontro a specifiche richieste, anche oltre l’aspetto meramente economico.
Ma si sa, il sindaco di Gemona vuol essere un politico pragmatico, un uomo del «fare», non delle «chiacchiere», come spesso suol dire. È presumibile che si accontenti di elargire questi fondi regionali senza farsi carico di altro. E soprattutto senza ascoltare bisogni, urgenze, proposte. Dimostrandosi tutto sommato poco attento alla realtà della famiglia, sebbene sia un esponente politico del’UDC. Dovrebbe sapere, invece, che l’Italia è tra i paesi europei che spendono di meno per le politiche di sostegno alla famiglia, destinando solo l’1.1% del Pil contro l’1.7% del Regno Unito, il 2% della Germania e il 2.4% della Francia. Paesi che comunque non raggiungono le cifre assicurate da Austria, Finlandia, Olanda, Svezia, Norvegia, Islanda, Lussemburgo e Danimarca, che dedicano alle famiglie tra il 3% e il 3.9% del loro Pil.

Numeri

lunedì, 27 dicembre 2010

Numeri

Dati sulla natalità e sul numero di componenti delle famiglie in Friuli -vg.

Numero medio componenti per famiglia in Friuli -vg (2009)2.20
Tasso di natalità* totale in Friuli -vg (2000/2009)8.19
Tasso di natalità* popolazione straniera in Friuli -vg (2003/2010)14.99

* Il tasso di natalità è il rapporto tra il numero delle nascite durante il periodo indicato e la quantità della popolazione media dello stesso periodo.
[Fonte: I Comuni e le politiche familiari, Anci Ricerche]

Noi crediamo nella famiglia

martedì, 30 novembre 2010

Famiglia Simpson

Tutti gli indicatori economici evidenziano quanto la famiglia sia uno dei cardini attorno a cui ruota la coesione sociale in Italia, specialmente nei momenti di crisi come quello attuale. Allo stesso tempo, però, rispetto ad altri Paesi europei, la famiglia non viene sufficientemente tutelata e sostenuta. Lo Stato italiano non sta mettendo in atto politiche familiari eque, efficaci e coordinate. Tanto che molti enti locali (regioni, province e comuni) devono farsi carico delle deficienze del governo centrale con misure a supporto dei nuclei familiari, con politiche di redistribuzione e di integrazione dei redditi.
Qui a Gemona, giusto un anno fa, anche in previsione dell’accentuarsi della crisi, proponemmo la costituzione di una «Consulta per la famiglia» [], organismo di monitoraggio, consultazione e proposta per la giunta comunale. La nostra mozione fu bocciata dalla maggioranza [], che rispose con la sua «Agenzia a sostegno dei giovani e delle famiglie», «strumento agile – si legge nella relazione istitutiva – con forti capacità operative in cui sperimentare concretamente per la prima volta forse a Gemona il costruttivo coinvolgimento tra operatori economici e quelli dei servizi del sociale, degli istituti finanziari e del mondo imprenditoriale cittadino». A distanza di un anno, e in mancanza di atti formali di costituzione e di riscontri delle attività svolte da quest’organismo consultivo, abbiamo ritenuto nostro dovere chiedere conto all’amministrazione dei frutti e del lavoro compiuto da questa consulta consiliare partorita dalla maggioranza. Lo abbiamo fatto attraverso un’«interpellanza a risposta scritta», con l’intenzione di rendere conto, con trasparenza, di quanto si sta facendo per la famiglia nel nostro Comune.
[QUI il testo dell’interpellanza sull’«Agenzia a sostegno dei giovani e delle famiglie»]