Archivi per la categoria ‘Lavori pubblici’

Un impegno concreto per i candidati: far partire i cantieri del “Magrini”

mercoledì, 17 aprile 2013

Liceo Magrini - Gemona

I candidati locali alle elezioni provinciali e regionali si impegnino fin d’ora, se saranno eletti, a garantire l’avvio immediato dei lavori di ampliamento del liceo “Magrini”. È dall’estate del 2011, quando assessore provinciale all’edilizia scolastica era Mario Virgili, che studenti, famiglie e insegnanti si sentono fare promesse di un’imminente apertura dei cantieri. A oggi però tutto è ancora fermo. Vista la crisi in cui versano i bilanci degli enti locali, temiamo che i ritardi possano continuare, e non vorremmo che a qualcuno venisse l’idea di dirottare i fondi stanziati per l’istituto di via Praviolai su altri capitoli di bilancio.
Nonostante negli ultimi tre anni vi sia stato un fisiologico assestamento verso il basso delle iscrizioni, gran parte delle classi del “Magrini” sono ancora costrette a “ruotare” al cambio di ogni ora a causa della mancanza di spazi adeguati. L’ampliamento è necessario e urgente: si tratta di una decina di aule che offrirebbe nuove potenzialità e prospettive al liceo. Tanto più necessario viste le difficoltà che il mondo della scuola sta vivendo a seguito dei tagli del Governo, difficoltà che si ripercuotono in special modo sugli istituti di provincia sottodimensionati.
La politica locale ha il compito prioritario di concentrare i suoi sforzi sulla formazione delle future generazioni. Il polo scolastico di Gemona è una delle risorse più preziose del territorio Non solo costituisce un ambiente formativo di eccellenza, ma rappresenta un’opportunità di sviluppo e un volano di idee e di progettualità per l’intero contesto culturale, sociale ed economico. Tra tutte le urgenze, quella educativa è preminente rispetto alle altre. Di qui la rischiesta di “Con te Gemona” a tutti i candidati locali alle prossime elezioni affinché si esprimano in modo chiaro e deciso in difesa del polo scolastico gemonese e, più specificamente, si facciano carico di sbloccare l’inizio dei lavori di ampliamento al liceo “Magrini”.

Più bici più vita

venerdì, 1 febbraio 2013

Bicicletta verde

Il lavori di realizzazione del primo lotto della ciclabile “Venzone-Gemona-Trasaghis”, nel tratto che da via Dante [] conduce al centro studi di via Praviolai [], dovrebbero iniziare a breve. Tra una settimana scade infatti il bando per l’aggiudicazione dell’appalto. Dopo un iter di oltre 3 anni, ora i cantieri dovrebbero partire. Si tratta di un breve tratto, poco più di un chilometro, ma importante per migliorare la viabilità “sostenibile” della zona circostante alla stazione. Il percorso, che si snoderà in parte lungo la Roggia, permetterà a molti studenti di raggiungere il centro studi in piena sicurezza e autonomia, evitando gli ingorghi di via Roma nelle ore di punta. Questo primo lotto, realizzato dalla Comunità Montana per un importo complessivo di circa 450 mila euro, si inserisce nel più ampio tracciato che da Venzone entrerà a Gemona, attraversando il lago Minisini, e condurrà verso Artegna, da una parte, e verso il lago di Cavazzo dall’altra []. Si tratta di una bella notizia, nonostante la tempistica dilatata. Un passo positivo verso nuovi modi di pensare la mobilità e la vivibilità nella nostra cittadina.

Numeri

domenica, 26 agosto 2012

Numeri

Costo totale previsto per la costruzione della nuova scuola materna di Piovega, i cui lavori del primo lotto sono stati recentemente aggiudicati all’impresa “Di Betta Giannino Srl” di Nimis.

Costo previsto scuola materna di Piovega2.048.600

Via Caneva: così era, così doveva essere, così è

lunedì, 30 aprile 2012

Via Caneva

I lavori di via Caneva sono stati ultimati e la strada riaperta []. Doveva rappresentare uno dei fiori all’occhiello della giunta Urbani. Simbolo della «politica del fare» e dell’efficienza degli attuali amministratori, è finita invece nelle polemiche, con un intervento che non soddisfa i più, specchio di una modalità di decidere e di progettare ancorata a vecchi metodi dirigistici, con uno scarto evidente tra il progetto iniziale e il risultato finale.
Eppure si era partiti con il piede giusto, tutto sommato. Il Comune, cosciente dell’importanza dell’opera, aveva deciso di affidare la “consulenza architettonica” a un professionista competente, Alberto Antonelli, che con l’amministrazione aveva avviato una buona intesa nella fase di ideazione dell’intervento. Cominciati i lavori, però, sono emerse divergenze, confusione tra i ruoli, intromissioni inopportune del politico sul tecnico. Tutti ricordano i manifesti (costati oltre 2 mila euro, del resto) con la scritta «Via Caneva: così è, così sarà» []. Immaginavano attraverso una simulazione renderizzata la nuova strada, arricchiata della presenza di molto verde, sia di alberi che di fiori, elemento essenziale per farne un percorso vivibile e turisticamente attraente, come vediamo in molte città della Francia e della Germania. Chiunque passi per la via oggi, può constatare quanta distanza vi sia tra quei manifesti e i lavori completati. Nessun albero, ma vasi neri, stile Ikea, a dividere un marciapiede troppo largo e troppo indistinguibile dal manto stradale. Uno spazio spoglio, scialbo, inespressivo. Il contrario di quanto si voleva realizzare.
Siamo certi che non vi è stata malafede. Ma si è trattato – come ormai siamo abituati a Gemona – di un problema di metodo e di presa delle decisioni, in cui un singolo assessore rischia di assumere, cosciente o meno, i ruoli più diversi: architetto, progettista, direttore dei lavori, selezionatore di essenze floreali, lighting designer. Il risultato è evidente. Non serve ricordare quanti problemi siano emersi nel corso dei mesi: le dimissioni dall’incarico di Alberto Antonelli, il ritardo dei lavori, il taglio delle pietre cinquecentesche del San Giovanni [], l’installazione di luci inadeguate (con tanto di “lamierino” posticcio per correggerne la direzione []), l’aumento dei costi del 16% sul preventivo. Non ultima la scelta di coprire con acciottolato i fori per gli alberi [], per poi dichiarare sulla stampa che ora si sta pensando di fare marcia indietro e quindi – chissà – l’acciottolato verrà levato e gli alberi piantumati. La conclusione è sotto gli occhi di tutti. Anche della giunta Urbani. Al momento non è stata prevista alcuna inaugurazione.

500 anni dopo rivive il lavadôr

mercoledì, 4 aprile 2012

Lavatoio Glemine

La giunta comunale ha recentemente approvato il progetto esecutivo per il restauro dell’antico lavatoio del Glemine []. A 7 anni dall’erogazione di un finanziamento regionale (richiesto e ottenuto dalla precedente giunta guidata da Gabriele Marini), finalmente la prima fase di riqualificazione dell’area che porta dalla fontana di Silans a Porta Udine dovrebbe partire.
La progettazione dell’intervento è stata realizzata dall’architetto gemonese Sandro Pittini dello Studio T14 di Preganziol (Tv). Il suo lavoro ha preso le mosse dai disegni e dai documenti dell’archivio comunale che descrivono il “passato” del lavadôr e riportano importanti notizie per comprenderne l’antica consistenza architettonica e la regolamentazione delle acque. Il manufatto dovrebbe risalire alla metà del Cinquecento, mentre la via rurale che conduce da Godo a Porta Udine potrebbe essere ancora più antica, presumibilmente trecentesca.
Il progetto – ben lontano da altre inziative estemporanee che l’attuale amministrazione sta attuando [] – è un tassello importante per la valorizzazione della memoria dei luoghi della nostra cittadina. Luoghi che, sebbene abbiano perso la loro antica funzione, costituiscono un patrimonio per tenere viva la “rete” della comunità e, insieme ad altri elementi, possono diventare occasione di rilancio turistico per l’intera Gemona.

C’è lavatoio e lavatoio

mercoledì, 21 marzo 2012

Gemona - Lavatoio via Trasaghis

Durante l’ultima seduta del consiglio comunale, la maggioranza guidata dal sindaco Paolo Urbani ha approvato la 45a variante al Piano Regolatore che prevede la modifica della destinazione urbanistica per l’area del lavatoio di via Trasaghis []. L’amministrazione comunale ha in programma la ricostruzione del vecchio lavatoio in cemento e la riqualificazione dell’area di fronte, fino ad oggi piazzola ecologica per la raccolta dei rifiuti. L’opera è in fase avanzata di definizione. La giunta ha appena approvato il progetto preliminare, realizzato dall’architetto Antonella Indrigo. Nella relazione allegata al progetto leggiamo che «il manufatto [verrà] ricollocato ad un’altezza superiore all’attuale, in modo da essere visibile dalla strada». Verrà costruito «un sistema di captazione dell’acqua dall’acquedotto comunale» e realizzata una fontana. Inoltre, «due corpi illuminanti, ad incasso, sono previsti allocati uno nella parte superiore della quinta scenica ed un secondo in prossimità della statua, in modo da rendere visibili i riflessi generati dal movimento dell’acqua anche di notte».
Il costo previsto dell’intero intervento è di 84 mila euro, di cui 21 mila euro per la ricostruzione del lavatoio, 12 mila per l’acquisto di una scultura marmorea da apporre sul manufatto, 28 mila per espropri, frazionamenti e spese tecniche e 23 mila euro per la sistemazione dell’area prospiciente.
[QUI l’immagine renderizzata del lavatoio di via Trasaghis come dovrebbe apparire a conclusione dei lavori]

Numeri

domenica, 11 marzo 2012

Numeri

Costo preventivato per la costruzione del nuovo lavatoio di via Trasaghis [].

Costo lavatoio
via Trasaghis
€ 84.000

La Gemona del volo libero

lunedì, 5 marzo 2012

Parapendio

Durante l’ultimo consiglio comunale è stato approvata – con i soli voti della maggioranza – una nuova variante al piano regolatore, la n. 46. Il progetto, predisposto dall’architetto Fabiana Brugnoli, prevede la realizzazione di un’area per l’atterraggio del volo a vela (parapendio e deltaplano) e la realizzazione di alcune strutture di servizio alle attività sportive. L’area individuata dall’amministrazione comunale si trova in Godo all’imbocco di via Paludo venendo da via Vuarbe []. L’ambito è suddiviso in 3 zone distinte: la prima, di circa 28 mila metri quadrati, sarà destinata all’atterraggio ["1" sulla cartina ]; sulla seconda ["2" sulla cartina], di circa 18 mila metri quadrati, è prevista la realizzazione di strutture di servizio (bar, ristorazione, magazzino, sala riunioni), per una volumetria complessiva di 1.800 metri cubi; sulla terza area ["3" sulla cartina], di circa 3.000 metri quadrati, è prevista la costruzione di un edificio di volumetria complessiva di 700 metri cubi destinato ad agriturismo e a punto di ristoro.
In consiglio comunale “Con te Gemona” ha scelto l’astensione. Siamo convinti che Gemona debba valorizzare e promuovere il volo a vela. Abbiamo un territorio che per orografia e condizioni ambientali richiama ogni anno migliaia di sportivi di questa disciplina. È dunque il momento di offrire loro strutture adeguate, che sappiano davvero costituire un volano di promozione per il nostro territorio. Nel contempo, è necessario valutare gli investimenti con grande attenzione. Non possiamo permetterci di non centrare l’obiettivo. Per questo non abbiamo potuto approvare la variante presentata dalla giunta Urbani. Diversi gli ordini di motivi alla base della nostra scelta.
Innanzitutto risulta carente il piano complessivo. Ancora una volta si rileva quanto il progetto “Città dello sport” sia composto da interventi sconnessi l’uno rispetto all’altro e manchi di una visione organica e coordinata, che tenga insieme l’intera offerta sportiva, turistica e del “benstare” che la nostra cittadina può offrire. Se si decide di investire su una nuova struttura ricettiva di Bed & Brekfast, ciò va valutato tenendo conto dell’intera offerta sul territorio. Soprattutto va pensato un sistema di accoglienza che riesca a coinvolgere anche il centro storico o zone limitrofe al centro, tutt’ora carenti.
In secondo luogo, la variante tiene conto dell’aspetto urbanistico ma è manchevole rispetto alla viabilità. Si afferma che decine di migliaia di sportivi raggiungeranno la zona in occasione di manifestazioni di livello regionale o nazionale, ma non si verifica se il sistema viario sia compatibile con un traffico da “grandi eventi”. Chi abita in via Paludo e in via Vuarbe sa bene quanto siano strette queste strade!
Il terzo motivo che ci ha spinto ad astenerci da un voto favorevole il fatto che non si sia preventivamente indagato se fosse possibile riattare edifici esistenti. Nella zona di via Paludo ci sono diversi fabbricati, anche dismessi. Nell’ottica del buon uso delle risorse, un’indagine preventiva avrebbe forse evitato di dover concedere nuove licenze edilizie.
Vi è infine la questione più importante. Il progetto di Cainero, dal quale è nata la variante, manca di un “piano industriale”. Si costruirà un bar, una sala riunioni e soprattutto un agriturismo con posti letto. Sono state fatte previsioni economiche a supporto di tali scelte? Se costruire una struttura ricettiva è (relativamente) facile, ben più complesso e farla marciare. Un chiaro piano di sviluppo economico e turistico avrebbe dato ai consiglieri comunali maggiori sicurezze sulla bontà degli interventi che si intendono realizzare. In troppe occasioni a Gemona si è costruito con facilità strutture che poi hanno faticato ad andare avanti (basti pensare al percorso vita e alla piscina).
A questo punto, la scelta più sensata, prima di procedere alla progettazione dei lavori, sarebbe quella di intraprendere una seria analisi dei costi e dei benefici che tali opere porteranno. Per il privato che investirà, in termini di ricavi economici. E per la collettività.

[QUI la relazione VAS della variante “Volo a vela”]
[QUI l’estratto del Progetto “Gemona città dello sport” riguardante il volo a vela]