Archivi per la categoria ‘Politica’

Au revoir

domenica, 7 luglio 2013

Au revoir

Dopo quattro anni di servizio Contegemona.it si prende una lunga, speriamo meritata, vacanza. Era il luglio 2009 quando abbiamo inaugurato questo spazio di discussione che ha accompagnato il lavoro e l’azione politica dell’omonima lista civica in consiglio comunale. Quattro anni in cui abbiamo cercato di offrire il nostro punto di vista sugli aspetti più importanti della vita della nostra comunità. Confidiamo di averlo fatto con serietà, correttezza e libertà. I risultati rinforzano questa fiducia: una media di 523 visite giornaliere, con punte di 900.
Ora, ci prendiamo una pausa di riflessione. Tra meno di un anno i gemonesi saranno chiamati a eleggere un nuovo sindaco e una nuova assemblea cittadina. Il vecchio progetto politico di “Con te Gemona”, che ci ha offerto la possibilità di entrare in consiglio comunale e di portare un contributo di idee e di proposte concrete, dovrà essere arricchito con nuovi obiettivi e nuovi programmi, per meglio affrontare le sfide future. Altrettanto la nostra comunicazione: cercheremo di migliorarla e di renderla sempre più efficace e vicina alle reali esigenze di chi ci legge.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno collaborato per la realizzazione del blog e i tanti che hanno lasciato un commento, una critica, una proposta. La democrazia cresce quando crescono la partecipazione, il confronto, l’informazione trasparente.
Au revoir, alle prossime sfide.
Sandro Venturini, capolista di “Con te Gemona” in consiglio comunale

Rimpasto gemonese

venerdì, 24 maggio 2013

Rimpasto

Sono bastati due minuti per il rimpasto di giunta. Durante il consiglio comunale di mercoledì scorso [], il sindaco Paolo Urbani ha comunicato i nominativi dei nuovi assessori e delle deleghe, senza commenti e senza dare la parola agli uscenti e ai nuovi nominati.
Loris Cargnelutti sostituirà Roberto Revelant, dimessosi da vicesindaco a seguito dell’incarico regionale, ma manterrà le deleghe precedenti: protezione civile e piani di emergenza; attuazione D.Lgs 81/2008 tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; opere pubbliche. Giulio Ragalzi, capogruppo di “Gemona nel cuore”, sostituirà invece Luigino Patat, anch’egli dimissionario, e ne assumerà le deleghe: tutela e promozione dell’ecologia e dell’ambiente; ciclo dei rifiuti; politiche di riqualificazione ambientale; piano generale sull’inquinamento elettromagnetico; servizi cimiteriali; edifici municipali ed attività amministrativa relativa al patrimonio comunale; ufficio espropri.
Infine, Adalgisa Londero, primo assessore donna della giunta Urbani, prenderà in carico le deleghe dell’uscente Revelant: urbanistica; piano regolatore; politiche per l’energia, le risorse idriche e la qualità dell’aria; attività amministrativa relativa all’edilizia pubblica e privata; relazioni tecniche con enti e consorzi gestori di impianti e reti tecnologiche comunali.
Da parte di “Con te Gemona”, auguri ai nuovi nominati. Che possano dare il loro meglio per il bene della nostra cittadina.

Gemona, futuro baricentro

giovedì, 9 maggio 2013

Baricentro

Sono 18,85 i milioni di euro che arriveranno dall’Europa per finanziare il recupero e lo sviluppo di alcuni centri storici della Regione. Si tratta dei finanziamenti dei Piani Integrati di Sviluppo Urbano Sostenibile, i cosiddetti Pisus. Alcune settimane fa è stata formalizzata la graduatoria. 19 i Comuni partecipanti, per complessivi 119 interventi di riqualificazione e infrastrutturazione urbana, 74 progetti di rigenerazione e 18 iniziative per favorire o mantenere gli insediamenti delle Piccole e medie imprese appartenenti ai settori dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi alle persone. Le prime 4 amministrazioni comunali si divideranno la torta. Sono Tarvisio (che si porta a casa oltre 6 milioni di euro), Trieste, Pordenone e Gorizia. Entro l’estate dovrebbero essere finanziati anche i progetti di Maniago e Udine, per un totale di 6.
Dei 19 Comuni partecipanti al Pisus, 15 (Tarvisio, Trieste, Pordenone, Gorizia, Maniago, Udine, Latisana, San Vito al Tagliamento, Cividale, Manzano, Gradisca, Monfalcone, Codroipo, Sacile e Muggia) sono stati ammessi in graduatoria, mentre 4 sono stati esclusi. Gemona è tra questi.
Della questione abbiamo parlato più volte [1.►, 2.►]. Come lista civica in consiglio comunale, avevamo presentato alcune proposte []. È stata un’occasione persa, purtroppo: Gemona, più di altri Comuni, avrebbe le potenzialità e l’urgenza di rivitalizzare il proprio centro urbano.
Ora si tratterà di fare una riflessione sui perché del fallimento e di riprendere in mano l’elaborazione di un progetto complessivo per la “città alta”. Da tempo lo stiamo sollecitando. Ma per realizzarlo, accanto a competenze progettuali e ideative, serve la volontà politica, la disponibilità al dialogo e la capacità di mettere in rete tutte le risorse del territorio.
Un punto da cui partire dovrebbe essere la ricostruzione del castello, che non può fermarsi al rifacimento edile, ma deve diventare un volano per l’immagine dell’intero Gemonese. Per questo sarebbe necessario pensare fin da subito alle funzioni da allocare e, come una prima tessera di un grande puzzle, affiancargli le altre tessere (i musei di via Bini, il duomo, la ricettività, la ristorazione, la viabilità). Con un quadro di questa natura, le strade per attingere le risorse si troveranno, anche attingendo alle microeconomie del territorio. La prossima amministrazione comunale dovrà darsi obiettivi all’altezza delle sfide che i tempi ci impongono, guardando alla vocazione di “baricentro” della nostra cittadina, punto di riferimento dell’intero territorio del Gemonese.

Primavera alle porte

venerdì, 26 aprile 2013

Andenna, Marmai, Revelant, Zilli

Davvero inaspettati i risultati delle elezioni regionali e provinciali per Gemona. Tre amministratori, con una discreta esperienza alle spalle, e una giovane outsider. Persone che avranno la possibilità di rappresentare, da prospettive politiche e culturali diverse, le esigenze e le peculiarità del nostro territorio. Per prima è la vittoria del vicesindaco Roberto Revelant [] ad aver sorpreso molti, soprattutto nel campo del centrodestra (Luigi Cacitti si è fermato a 1.445 voti, Franco Baritussio a 763). Con le sue 1.701 preferenze Revelant ha realizzato un piccolo terremoto, affermandosi su un territorio politico che negli ultimi anni era ormai in stato di abbandono, mancando figure di riferimento gemonesi che riuscissero a catalizzare i consensi “moderati”. Anche le 1.044 preferenze conquistate nel collegio provinciale di Gemona da Stefano Marmai [] sono un risultato notevole. Sebbene partisse penalizzato dalle evidenti difficoltà dell’UdC, locali e nazionali, l’assessore alla cultura è riuscito a convincere l’elettorato a prediligere la scelta personale piuttosto che quella dell’appartenenza partitica. Può dirsi soddisfatta pure l’avvocatessa leghista Barbara Zilli []. I 1.305 voti che ha incassato le garantiranno, da quanto è dato sapere, un assessorato in Provincia, nell’attesa (speriamo accada quanto prima) che l’ente venga soppresso e sostituito con un più efficace e meno pletorico assetto istituzionale.
In ultimo, ma non per ultimo in termini di soddisfazione e di merito, la quasi-vittoria di Martina Andenna []. A differenza degli altri concorrenti, la venticinquenne del Partito Democratico non partiva con un’esperienza (e una visibilità) pregressa. Eppure ha riscosso un notevole consenso: 984 preferenze. Una spanna dall’ingresso in consiglio regionale.
Si tratta di inequivocabili segnali di novità. Crediamo non siano semplici “accidenti” politici, ma indicatori chiari che qualcosa è tramontato nelle vecchie logiche del potere locale. Segnali che intendiamo considerare e accogliere con attenzione e disponibilità. Lo diciamo ormai da tempo: Gemona si merita – e si deve guadagnare – una più consistente rappresentatività e un maggiore peso politico a livello sovracomunale. Ciò può essere garantito solo dal superamento dei vecchi conflitti – spesso personalistici – che hanno governato la nostra cittadina e i suoi rapporti con le comunità contermini. E allora, mentre facciamo le congratulazioni ai neo-eletti, ci auguriamo che le elezioni del 21 e del 22 aprile scorso siano l’avvisaglia che una nuova primavera, per Gemona e per il Gemonese, sia alle porte.

Giocare con la stessa maglia

venerdì, 19 aprile 2013

Maglia Gemona
[di Sandro Venturini]

È compito della politica rappresentare i cittadini. È compito della politica delineare la visione strategica del futuro e creare le condizioni perché essa si realizzi. Oggi la politica ha perso queste fondamentali funzioni. Nel grande, come nel piccolo. A Roma, a Trieste, a Gemona.
Eppure le priorità da inserire nell’agenda di coloro che si apprestano a sedere nei Consigli Regionale e Provinciale sono sul tavolo da tempo. Da un lato riallacciare il rapporto di fiducia con i cittadini. Ciò comporta prima di tutto non considerarli come dei semplici “bagagli di voti”, utili solo al momento delle elezioni, ma farne davvero un punto di riferimento, portatori di idee e di istanze la cui sintesi deve trasformarsi in azione politica. Poi, considerare davvero una priorità della moralità pubblica il contenimento dei costi e il taglio dei privilegi della “casta”, la semplificazione della macchina amministrativa, la riduzione della burocrazia. Anche su questo versante i segnali dei cittadini sono stati forti e chiari.
Quanto a Gemona, pur scontando problemi analoghi al resto del Paese, presenta alcune sue specificità che derivano dalla sua storia e dalle gestioni politiche del passato. A me Gemona sembra una squadra di calcio arroccata in difesa, una squadra in cui non tutti indossano una maglia con gli stessi colori. E così, anche in difesa, Gemona prende gol. Cerchiamo di difendere l’Ospedale, le scuole, il polo industriale, la stazione ferroviaria, i trasporti locali, l’agenzia delle entrate, il giudice di pace, … Ci sentiamo inesorabilmente assediati dalle squadre avversarie. Ma qual è il nostro piano d’attacco? La nostra visione di gioco? Sappiamo dove vogliamo portare la palla? Abbiamo mai pensato di indossare una sola maglietta durante le partite che contano?
A che cosa ci servirà avere un rappresentante in Regione o in Provincia? Solo per continuare a giocare in difesa? Non è forse l’ora di chiederci come mai siamo così poco rappresentati nelle sedi sovracomunali? Non sarà perché non abbiamo un progetto condiviso, almeno nelle grandi linee, da affidare ai nostri rappresentanti? Questa, insomma, mi sembra la questione nodale: ridare speranza, creare unità, lavorare in rete. La politica deve guidare questo processo. I cittadini gemonesi, ne sono certo, faranno la loro parte.

Triello gemonese

giovedì, 14 marzo 2013

Il bello, il brutto, il cattivo

Tre candidati gemonesi alle prossime elezioni regionali. Un numero che non si vedeva da tempo. Un segnale di vivacità politica o un indicatore di debolezza del nostro territorio? Difficile dirlo ora. Il voto chiarirà. Di certo un rinnovamento. Tre candidati giovani, giovanissimi se confrontati con la gerontocrazia cui ci ha abituati la politica nostrana.
Tra tutti, il più “del mestiere” è Roberto Revelant, classe 1978, da quattro anni vicesindaco e assessore all’urbanistica, in consiglio da nove. Correrà con la lista “Autonomia responsabile” a sostegno di Renzo Tondo, lista che intende intercettare i voti moderati in fuga dal PdL e dai partiti tradizionali. Revelant ha già annunciato i principali punti della sua campagna elettorale: valorizzazione del turismo, incentivi per l’edilizia, lotta alla burocrazia.
Sul versante del centro-sinistra la venticinquenne Martina Andenna. Da tempo convinta sostenitrice di Debora Serracchiani, ha deciso di giocare le sue energie e il suo entusiasmo candidandosi per il rinnovamento del Partito Democratico, con l’obiettivo di dare nove prospettive e nuove slancio a Gemona e al territorio del Gemonese.
Terza new entry Barbara Zilli, anche lei classe 1978. Inserita nella lista della Lega Nord due giorni fa, la sua candidatura avrà come effetto certo quello di sottrarre, da destra, voti a Roberto Revelant. Dal 2009 Zilli è consigliere comunale e da due anni siede, in quota Lega, nel consiglio di amministrazione di Agemont.
Tre candidature giovani, dunque, che potrebbero far preludere a una nuova stagione della politica gemonese. Se sapranno intercettare i consensi necessari. Se sapranno convincere con idee e programmi credibili, con azioni coerenti, con la serietà e l’onestà che è a troppa politica regionale (e gemonese) è mancata. Se son rose, fioriranno.

La solita politica dei bluff

mercoledì, 6 marzo 2013

Bluff

È uno degli innumerevoli bluff del governo Tondo. Accanto alla Riforma sanitaria, il piano che avrebbe dovuto realizzare le Unioni Montane è naufragato prima di nascere. La palla passa ora alla futura giunta regionale, che dovrà decidere se andare avanti o riprendere in mano d’accapo l’intera questione. La storia è risaputa (ne abbiamo già parlato su questo blog QUI). Dopo due anni di commissariamento delle Comunità montane, nel novembre 2011 la Regione ha approvato la nuova legge per il riassetto delle autonomie locali, in cui si sono fissati i termini generali delle future Unioni dei Comuni. Due per quanto riguarda l’Alto Friuli: quella del Tarvisiano e quella del Gemonese. Mentre si attendevano ulteriori chiarimenti normativi da parte della Regione – che non sono mai arrivati e non arriveranno in questa legislatura – i Comuni hanno compiuto i primi passi, definendo l’assetto territoriale e approvando gli Statuti. Del Gemonese fanno parte le amministrazioni di Artegna, Montenars, Venzone, Trasaghis, Forgaria, Bordano, Moggio, Resiutta e ovviamente Gemona.
L’ultimo atto è andato in scena ieri, martedì 5 marzo, quando a Palazzo Boton i sindaci dei Comuni interessati hanno approvato lo Statuto definitivo dell’Unione. Un atto poco più che formale – nonostante il sindaco Paolo Urbani l’abbia definita una «svolta epocale» – in quanto lo Statuto rimarrà in un cassetto, un semplice documento informale, in attesa di vedere la luce qualora la Regione deciderà di completare l’iter normativo e soprattutto procederà a definire le coperture finanziarie.
Un bluff, insomma. Giocato mentre attendiamo l’esito delle elezioni regionali. Nella speranza che si cambi e che finalmente si affronti con serietà il tema degli assetti istituzionali degli enti locali. Per Gemona è una questione strategica, vitale. Siamo una zona “cerniera”: dobbiamo poter decidere le “alleanze” e non farcele imporre da una politica sempre più distante dalle reali esigenze del territorio. Dalla futura Unione del Gemonese, per esempio, può rimanere escluso Osoppo, zona di insediamenti produttivi, a cui partecipiamo attraverso il Cipaf? Oppure Buja, che per le scuole superiori fa riferimento al nostro Polo Scolastico? Schiacciare Gemona verso la montagna e impedirle un’apertura verso i comuni più a sud è la soluzione più funzionale ed efficiente? Questioni complesse che la prossima giunta regionale non potrà esimersi dal prendere in considerazione.

[QUI il testo definitivo dello Statuto dell'Unione Montana del Gemonese]

Autonomie par mût di dî

venerdì, 1 marzo 2013

Acuile

La campagne eletorâl pes elezions regjonâl e jè scomençade. E parie i slogan dai contindints. Pal plui pôc di sest, come che aromai o sin abituâts. Bufulis par imbussulâ la int, impen di judâle a capî di ce bande votâ cun programs concrets e responsabii. Fra dutis lis sflocjis, une nus à fat plui câs di altris. Chê da “autonomie”. Renzo Tondo, candidât pal PdL, al sta metìnt adun une liste di ispirazion “autonomiste”. Ancje cualchi politic nostran i fasarà part, grampât su la strade di Damasc de «specialitât regjonâl», dal «fasìn di bessoi» e da «i nestris bêçs a cjase nestre». Ma cuale idee di autonomie aial Tondo tal cjâf? Cuale ese seont lui la fonde culturâl, politiche e sociâl ch’e po garantî il nestri dirit di sei “autonims” e “speciâi”?
Domandis legjitimis, parcè che Tondo al è un furiôs nimì de lenghe furlane. I furlans a àn simpri pensât, anzit sintût, che la lôr “specialitât” e “diference” a vessin la lôr fonde te lenghe, parie cu la storie e la lôr “vision dal mont”. E invecit, propit orsere, Tondo, cjargnel di Tumieç, vie par une trasmission radiofoniche de Rai regjonâl si è sbrocât disint: «Quando il mio predecessore (Riccardo Illy, ndr) volle fare una legge per il friulano, pensai che aveva fatto una cazzata». E no content, criticant la leç 482/99 ch’e tutele lis lenghis di minorance in linie cul dirit european, al à continuât: «Al massimo queste cose si potevano fare quando eravamo nei tempi dell’abbondanza. Nella prossima legislatura dovremmo mettere il naso in queste questioni».
Ma saial Tondo ce ch’e dîs la Costituzion taliane tal articul 6 («La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche»)? Aial mai let l’articul 3 dal Statût de Regjon autonime Friûl-vj («Nella Regione è riconosciuta parità di diritti e di trattamento a tutti i cittadini, qualunque sia il gruppo linguistico al quale appartengono, con la salvaguardia delle rispettive caratteristiche etniche e culturali»)? Si esal domandât ce ch’a podaran pensâ i miârs di paris e di maris ch’a àn volût pai lôr fîs l’insegnament de lenghe furlane a scuele?
O podìn dome sperâ che la campagne eletorâl, cun chestis bufulis indecentis, e finissi biel prest. E che si puarti vie, plui lontan possibil, chescj “autonomiscj-par-mût-di-dî”. [ru]