Archivi per la categoria ‘Politica’

Acquistiamo o continuiamo a noleggiare?

sabato, 4 febbraio 2012

Spazzatrice stradale

Il preventivo non è ancora stato acquisito. Dal marzo del 2010. A questo punto ci mettiamo a disposizione dell’amministrazione comunale per provarci noi. Con due o tre telefonate e qualche email crediamo di poter raggiungere il risultato entro alcuni giorni. Al massimo una settimana. Possibile che a distanza di due anni si continui a noleggiare una spazzatrice - prima per due mesi, poi per tre, infine di sei in sei – e si continui a scrivere sulle delibere «in attesa che l’amministrazione comunale di Gemona acquisisca i preventivi per la riparazione del vecchio mezzo»? Eppure è così, nero su bianco. La vecchia spazzastrade del Comune si è guastata. Il Comune decide di farsi fare un preventivo per ripararla o acquistarne una nuova. Nel frattempo si rivolge a un’azienda del settore e ne affitta una per la pulizia delle strade comunali. Temporaneamente. Solo che dopo due anni si continua a procedere con i noleggi – senza una gara pubblica e trasparente – e il costo ha già superato i 73 mila euro. Quattro volte quelli dell’acquisto di un analogo mezzo di seconda mano. Basta navigare un po’ nel web e di occasioni ce n’è a iosa. L’avevamo anche già scritto [].
A parte metterci a disposizione per reperire il preventivo, come opposizione non possiamo fare altro che inoltrare un’interpellanza al sindaco. Nella speranza che i tempi di una risposta chiarificatrice non siano come quelli della spazzatrice.
[QUI l’interpellanza sui costi del noleggio della spazzatrice comunale]

Un’ottima idea i concorsi di idee

martedì, 31 gennaio 2012

Lampadina

Abbiamo appreso con piacere la notizia che il “concorso di idee” bandito dall’amministrazione comunale per la risalita meccanizzata al colle del castello ha riscontrato un notevole successo. 27 partecipanti. Buona parte da Gemona, ma anche da Verona, Firenze, Napoli. Addirittura da Vienna. Un chiaro segnale: c’è attenzione attorno a Gemona e c’è il desiderio da parte di molti professionisti di partecipare alla valorizzazione di uno dei luoghi simbolo della Ricostruzione.
Ora un’apposita commissione avrà il compito di valutare il progetto più adeguato dal punto di vista funzionale, architettonico e dei costi di realizzazione. Successivamente si potrà passare alla definizione del bando di gara per il progetto preliminare.
Come sosteniamo ormai da anni, il “concorso di idee” rappresenta una delle precedure più efficaci di cui un’ente locale può dotarsi per elaborare i propri piani di sviluppo. È un modo per mettere in circolo creatività, ampliare le prospettive, allargare gli orizzonti. Certo, serve una buona dose di disponibilità al confronto, capacità di coordinamento e soprattutto consapevolezza che problemi complessi possono avere molteplici soluzioni.
A questo punto ci auguriamo che la giunta Urbani estenda questo metodo anche ad altri àmbiti. Si potrebbe partire – come ripetiamo da tempo – dall’assetto urbano, paesaggistico e della viabilità. Era un punto del programma elettorale dell’attuale maggioranza, in cui stava scritto, nero su bianco: «Elaborazione di un progetto urbanistico complessivo avviando un concorso di idee al fine di definire un migliore assetto dello stesso, con interventi diretti ad una migliore coerenza e compatibilità complessive delle sue funzioni ed ad una maggiore chiarezza morfologica dello spazio urbano». Un punto decisivo del programma, in assenza del quale il “Patto per Gemona” non sta molto in piedi.

Avvocati in difesa del giudice. Di pace

venerdì, 27 gennaio 2012

Toga avvocato

È crescente la preoccupazione per la futura chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Gemona, importante presidio di giustizia al servizio dei cittadini. Un’altra tegola, dopo quelle dell’imminente riforma della sanità, della chiusura degli uffici postali e dei disservizi del trasporto ferroviario. Preoccupazione manifestata anche dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Tolmezzo Barbara Comparetti, che ha appena inoltrato una lettera ai sindaci dei mandamenti di Gemona e di Pontebba (QUI in anteprima), in cui chiede di attivarsi «al fine di scongiurare il pericolo oggi concreto e reale di veder privare il nostro territorio degli Uffici [del Giudice di Pace]». Il decreto legge, infatti, prevede la possibilità per gli enti locali – anche consorziati tra loro – di mantenere i Giudici di Pace facendosi carico delle spese di funzionamento delle sedi e del personale amministrativo (mentre il personale di magistratura rimarrebbe a carico dell’amministrazione giudiziaria). La scelta dovrà essere effettuata entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto.
Ora, dunque, è la politica che deve operare con celerità, verificando i vantaggi e i costi dell’operazione ed eventualmente decidere se accorpare le sedi di Pontebba e di Gemona. Se ciò non avverrà, la chiusura sarà automatica e il servizio verrà unificato presso il tribunale di Tolmezzo.
Da parte nostra, riteniamo che l’amministrazione comunale di Gemona debba prendere in seria considerazione l’opportunità di mantenere questo servizio, non solo per gli ovvii benefici per i cittadini, che così non si troveranno costretti a inutili spostamenti, ma anche per il “valore aggiunto” dell’ufficio in termini di visibilità e di indotto economico per un centro storico già eccessivamente impoverito dalle politiche degli ultimi anni.

Senza nuove logiche Gemona non ha futuro

mercoledì, 25 gennaio 2012

Cervello creativo
[di Sandro Venturini]

Potremo festeggiarla come una bella notizia se il Pisus (Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile) realizzato dal Comune di Gemona sarà tra i vincitori e si aggiudicherà i cospicui finanziamenti stanziati (da 3 a 6 milioni di euro per progetto). In molti però ne dubitano. Da quanto abbiamo visto durante la fase di elaborazione del Piano, dobbiamo rilevare che la nostra amministrazione comunale ha perso un’altra occasione utile per riflettere sullo sviluppo della nostra cittadina.
Il Pisus gemonese (che pubblichiamo QUI in anteprima), elaborato in fretta e furia a ridosso della scadenza di presentazione – più per il pressing delle opposizioni che per convinzione –, si presenta privo di contenuti progettuali innovativi e strategici che guardino davvero lontano. Il principale motivo sta nel fatto che non si è voluta seguire la principale linea d’azione che connota strumenti di questo genere: la partecipazione, il confronto, un’ampia discussione con il tessuto economico, sociale e culturale, nonostante diversi portatori d’interesse si fossero, per tempo, resi disponibili a fornire un contributo costruttivo di idee e di progettualità.
Si è invece accomodato in fretta qualche incontro, più di paravento che con la seria intenzione di costruire una squadra di stakeholder che potesse definire nuove linee di sviluppo, mettendo insieme quell’indispensabile partenariato pubblico-privato che solo può rilanciare una realtà piccola ma complessa come Gemona. I progetti di sviluppo calati dall’alto non funzionano al giorno d’oggi: solo se si coinvolgono i partner fin dall’inizio si può sperare in sinergie efficaci e durature. La “Città dello sport” – che nel Pisus poteva davvero trovare esplicazione operativa e finanziamenti cospicui – ne è un esempio: all’adesione iniziale al progetto da parte dei comuni limitrofi non è seguita una strategica concertazione di obiettivi ed iniziative, tanto che lo stesso documento operativo predisposto da Enzo Cainero non è stato nemmeno diffuso. E nel Pisus la dimensione del “fare rete” era un obiettivo primario per Gemona, quale amministrazione capofila. In questi progetti, come’è noto, viene attribuito un punteggio più elevato in funzione dell’efficacia nel realizzare un ampio coinvolgimento di soggetti pubblici e privati. Neanche questo siamo stati in grado di fare. Lo dimostra il fatto che abbiamo presentato il progetto da soli. È lo specchio dell’eterna solitudine di Gemona: incapace di giocare un ruolo guida per i Comuni del mandamento, di progettare su una scala più ampia dei propri confini.
Nel merito, poi, ciascuno potrà farsi un’idea leggendo il progetto. Si tratta di una serie di opere pubbliche in buona parte già programmate ed alcune perfino già realizzate:

Totale5.070.205€
Ripristino statico e funzionale del Colle del Castello di Gemona1.244.330€
Nuova viabilità di accesso al Percorso vita al fine di collegare i parcheggi esistenti di via Zugli direttamente con il centro storico266.200€
Sistemazione parte laterale della Via B.Brollo e messa in sicurezza aree contermini528.478€
Ristrutturazione dell’intersezione tra Via Osoppo, Via Julia e Via Piovega70.712€
Urbanizzazione primaria del capoluogo – Via Caneva – Tratto da Piazza Garibaldi al sedime dell’ex chiesa di “Madonna delle grazie”448.056€
Ristrutturazione viaria della Via Armentaressa918.868€
Ristrutturazione dello Storico asse viario di Via San Giovanni – Piazza del Municipio269.040€
Ristrutturazione e riqualificazione della Via Dante1.098.900€
Impianto geotermico a servizio della nuova scuola materna di Piovega147.620€
Messa in rete delle schede del patrimonio artistico e storico documentario museo della pieve78.000€

Manca soprattutto una logica di sistema. Gli obiettivi del Pisus – lo ricordo – erano quelli di: riqualificare o recuperare infrastrutture, sostenere le attività produttive, commerciali ed artigianali, specie i servizi di prossimità; rivitalizzare la città e i suoi luoghi storici anche mediante strategie di marketing; animare e promuovere l’integrazione commerciale, turistica e culturale; il tutto in una logica integrata. Così recitano i documenti regionali che sottendono l’iniziativa: «si tratta di un insieme di opere pubbliche e private strettamente connesse tra loro e riconducibili a obiettivi unitari e coerenti per l’attuazione di una strategia di sviluppo territoriale e locale per la risoluzione di problemi economici, ambientali e sociali delle aree a cui si riferiscono». Questo doveva essere il Pisus. Da tempo, come Lista civica “Con te Gemona”, in un’ottica di collaborazione, avevamo avanzato proposte, soprattutto di metodo, per affrontare efficacemente questa progettualità. In particolare con il documento “Disegnare scenari di futuro” del giugno 2011 []. Poi, più concretamente, con il progetto “Il nuovo Niederlech” [], nel quale insistevamo sulla necessità di puntare sul cicloturismo, sfruttando la Ciclovia Alpe Adria []. Inoltre abbiamo proposto di ripensare in grande l’assetto viario del centro storico, puntando a pedonalizzare via Bini e a realizzare una nuova viabilità verso est, per risolvere l’annoso problema della strettoia di via dei Conti. E poi il castello: che cosa ne faremo []? Non era questa una buona occasione per discutere e prospettare da subito la sua destinazione d’uso, integrata in un progetto per il rilancio del centro storico, previsto anche il programma della giunta Urbani [], ma ben lungi dal vedere la luce? Abbiamo perso l’occasione di affrontare questi snodi importanti per il futuro di Gemona, ma soprattutto abbiamo perso l’opportunità di costruire “reti”, di mettere insieme idee ed esperienze, di superere le tante divisioni che ancora attraversano la nostra città, di far sì che la politica svolga il ruolo che le è proprio: la regia di una credibile e condivisa prospettiva di largo respiro per lo sviluppo del Gemonese.

Il Centro a Gemona

lunedì, 23 gennaio 2012

Centro

Martedì 10 gennaio scorso è nato il nuovo direttivo dell’UDC di Gemona. Una scelta che gli iscritti attendevano da tempo, tanto più che il sindaco e una parte della coalizione che lo sostiene è iscritta al partito centrista.
L’incontro, che si è tenuto presso l’auditorium di San Michele, è stato introdotto da Carlo Simeoni, componente del comitato provinciale e delegato al congresso regionale, seguito dal segretario provinciale Ottorino Faleschini, che ha richiamato la necessità, in questa fase storica di importanti mutamenti politici, di rilanciare il ruolo dei partiti, strumento essenziale della democrazia, partendo soprattutto dalla dimensione locale. Di seguito è intervenuto Stefano Marmai, assessore alla cultura del Comune di Gemona, il quale ha richiamato la necessità di un nuovo protagonismo dello schieramento di centro, visto il fallimento della politica degli ultimi anni, soprattutto della Lega Nord, manchevole a suo dire di credibilità e di capacità di assumersi una vera responsabilità politica. Di qui la necessità, secondo Marmai, di ripartire dal basso, da un confronto trasparente e sincero tra chi governa e i cittadini. Ha di seguito preso la parola il sindaco Paolo Urbani, che ha elogiato i successi dei suoi primi due anni di amministrazione e la propria convinta adesione all’Unione Di Centro. Durante la prima fase dell’incontro erano presenti anche alcuni esponenti di opposizione, il segretario del PD Igor Marcon e la leghista Barbara Zilli, che hanno portato il loro saluto.
L’incontro è stato l’occasione per insediare il nuovo direttivo della sezione gemonese dell’UDC, nelle persone di: Giuseppe Pretto (segretario), Maria Pia Fantina, Enrico Ferrarese, Annamaria Foschiatti, Luca Guerra, Carlo Simeoni e Gianni Vidoni. A conclusione della serata, il neo segretario Pretto ha esposto alcuni punti programmatici su cui si concentrerà il lavoro del nuovo direttivo nei prossimi mesi: la difesa della struttura ospedaliera di Gemona; percorsi di valorizzazione della famiglia; iniziative per la città e in modo particolare per il centro storico; informazione e formazione dei cittadini sulle linee nazionali e locali del partito.

Un tallero di chiarezza

venerdì, 6 gennaio 2012

Tallero

La messa del Tallero rappresenta per la comunità di Gemona un appuntamento annuale carico di significati perchè rende visibile l’indispensabile, ma anche delicatissima, relazione tra la Chiesa e le istituzioni politiche. Lo scorso anno erano state introdotte alcune modifiche alla celebrazione liturgica: l’ingresso e l’accoglienza del Sindaco da parte di un diacono e la collocazione del primo cittadino su un alto scranno posto di lato tra l’altare e i fedeli. Modifiche al rito verranno apportate anche quest’anno: il diacono assumerà un ruolo ancora più importante, in quanto «intermediario tra la realtà di Dio e quella degli uomini, tra l’altare e il piano dei fedeli» – avrebbe dichiarato mons. Valentino Costante al Messaggero Veneto alcuni giorni fa. Sarà lui infatti e non più il parroco a raccogliere dalle mani del sindaco il tallero per deporlo sull’altare come offerta. Il motivo è semplice: «la liturgia prevede che il sacerdote sia dedito solo alle cose di Dio e che il diacono si faccia carico dell’umano per portarlo sull’altare». Inoltre, il primo cittadino di Gemona non occuperà più l’insolita posizione che ha occupato durante la scorsa Epifania, che a molti era parsa richiamare eccessivamente un anacronistico connubio tra trono e altare, ma ritornerà al posto che gli spetta, tra la gente. Queste scelte volute dal nuovo parroco di Gemona ci sembrano rispettose dei differenti ruoli delle due istituzioni senza scadere in ambigue confusioni. La Chiesa, crediamo, è tanto più libera quanto più mantiene le proprie porte aperte all’impegno e alla responsabilità politica, ma nel contempo sa rimanere estranea a qualsiasi compromesso con il potere.
La festa dell’Epifania, è bene ricordarlo, fa memoria di alcuni sapienti e ricchi, forse anche potenti stranieri, ma certamente non ebrei, che a differenza del potere locale, ignaro ed ostile, si recarono ad adorare la nascita di Gesù a Betlemme; saranno proprio loro a salvare la vita del “Principe della pace”, ritornando ai loro paesi per un’altra strada senza dire nulla ad Erode sul luogo dove si trovava. Si tratta di un messaggio che va in tutt’altra direzione rispetto al connubio tra trono e altare: un messaggio ecumenico e di libertà, che potrebbe essere ripreso all’interno delle celebrazioni del Tallero, per fugare definitivamente la fastidiosa sensazione che qualcuno voglia strumentalizzare questa bella festa della tradizione gemonese.

Buon 2012, Gemona

domenica, 1 gennaio 2012

Gemona, via Bini

Nel 2012 entreremo nel 4° anno della giunta Urbani. Alcune somme si possono tirare. Una parte del “Patto con Gemona” è stata concretizzata, ma molti punti del programma elettorale sono ancora da realizzare. In particolare, questo l’augurio con il quale accogliamo il nuovo anno, mancano ancora interventi di rilancio del centro storico, che in questi ultimi 3 anni ha subito un vero collasso per la chiusura di attività commerciali e di servizio. Era un punto qualificante del programma, di cui si sono realizzati solo alcuni interventi di riqualificazione viaria, mentre manca un piano complessivo di ridefinzione degli spazi urbani e delle attività turistiche, economiche e commerciali. Lo riportiamo, quel famoso “Patto per Gemona”, così ciascuno può farci sopra le valutazioni che ritiene:

«Progetto rilancio del Centro storico
Elaborazione di un progetto urbanistico complessivo avviando un concorso di idee al fine di definire un migliore assetto dello stesso, con interventi diretti ad una migliore coerenza e compatibilità complessive delle sue funzioni ed ad una maggiore chiarezza morfologica dello spazio urbano.
Tale Piano sarà finalizzato al rilancio in particolare:
- della sua centralità direzionale (anche in funzione dell’ambito territoriale circostante);
- del miglioramento delle relazioni e attività socio-culturali, (Cineteca, Laboratorio Internazionale della Comunicazione, Biblioteca, Cinema –teatro, ecc.;
- della valorizzazione del patrimonio storico e architettonico, del sistema museale, dei siti storici archeologici e di quelli ambientali (via Bini, Colle del Castello, Musei, scavi archeologici, area del S. Giovanni, ecc.);
- del potenziamento delle attività commerciali, e dell’inserimento di nuove attività di accoglienza , gastronomiche e ricettive ( ristorazione, affitta camere, alberghi , ecc…) per rispondere alle richieste di visitatori e turisti;
- di soluzioni ai problemi legati ai parcheggi ed al traffico ed ai “conflitti” che si generano con l’accessibilità pedonale (aumento delle aree pedonali, abbattimento delle barriere architettoniche, miglioramento dei livelli di sicurezza e dei flussi di traffico, salvaguardia delle parti più monumentali delle città, ecc…);
- dell’innalzamento del livello di benessere dei cittadini e a rispondere alla domanda di spazi sicuri, di luoghi di incontro e di relazione interpersonale che recuperi il senso più forte dello spazio urbano come luogo sociale per eccellenza. (In quest’ottica via Bini diventa l’asse portante per la sua monumentalità, pregio architettonico e valore storico)».

La crisi, le feste e i veri problemi di Gemona

martedì, 15 novembre 2011

Gemona (1890)
di Sandro Venturini

È davvero singolare che il consigliere di “Per Gemona” Paolo Copetti, forse mal consigliato, si scagli pubblicamente contro la maggioranza che sostiene il sindaco Urbani. È passato all’opposizione? È normale, e salutare, che all’interno di uno schieramente vi sia dialettica, ma nelle buone famiglie i panni sporchi si lavano prima in casa. Se si mettono subito in piazza, forse lo si fa per lanciare dei messaggi, magari per nulla attinenti ad altri più scottanti temi. Che cosa vuol dire il consigliere Copetti, sempre che non parli per interposta persona, al nostro primo cittadino? Personalmente ritengo che la festa per l’ennesima prima pietra del castello – speriamo sia quella definitiva – non sia un problema, sebbene in tempi di crisi. Anzi, come il sociologo Giuseppe De Rita ricordava alla recente assemblea dei cristiani indetta dalla Diocesi di Udine, dopo un periodo in cui l’individualismo è stato esasperato, ora c’è bisogno di ricostruire relazioni. E la festa può andare in questa direzione.
I temi sollevati dal consigliere Copetti circa la crisi sono reali e ci preoccupano da tempo, ma non si risolvono con una festa in meno, quanto mettendo in campo politiche sociali strutturate, per le quali quest’amministrazione latita, anche a causa dello scarso impegno dell’assessore competente.
E poi dov’era il consigliere Copetti quando in Consiglio Comunale abbiamo chiesto che si costituisca un osservatorio sul lavoro, per monitorare le situazioni di crisi e per attuare interventi di sostegno mirati? Perché non ha sostenuto quest’iniziativa se ha tanto a cuore le famiglie colpite dalla crisi economica?
Riguardo al castello il problema che da tempo stiamo sollevando è quello del ruolo che dovrà svolgere quest’opera in vista del rilancio della nostra città. Prima di procedere ai lavori è necessario decidere che funzioni collocheremo nel castello. Quest’edificio ha un alto valore simbolico e sarà di sicuro richiamo. Potrebbe davvero diventare un tassello importante dello sviluppo di Gemona ed in particolare del centro storico. Serve però un progetto complessivo di rilancio della “città alta”. Altrimenti rischiamo di costruire una cattedrale nel deserto. Solo una progettualità di lungo respiro, realizzata e sostenuta da tutti gli attori sociali di Gemona, potrà fornire concrete prospettive di sviluppo e creare nuove economie e posti di lavoro. Invitiamo il sindaco a costituire un gruppo di lavoro che affronti la questione del centro, anche usufruendo della disponibilità che diversi cittadini gli hanno da tempo manifestato.