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Sperimentare la diversità

martedì, 7 maggio 2013

Pinocchio

Continua l’iniziativa “I vin fat trente” promossa dal Centro Socio-Riabilitativo Educativo (CSRE) di Campo Lessi per celebrare il trentesimo anno di attività. Dopo la festa di domenica scorsa [], quest’oggi, martedì 7 maggio, e domani 8 maggio, dalle ore 9 alle ore 12 avrà luogo l’evento “CSRE open day”. Tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa avranno modo di partecipare a cinque laboratori insieme agli ospiti del centro: attività manuali con il legno e la ceramica, attività motoria, espressivo-teatrale e di cucina. Un’occasione per conoscere questa realtà gemonese, spesso invisibile, che si muove fuori e dentro il mondo della disabilità, una realtà composita, portatrice di umanità e di creatività.
L’evento rientra anche nell’ambito della tradizionale iniziativa “I colori del vento” promossa dal Coordinamento delle Associazioni.

[Immagine tratta da lungometraggio Pinocchio di Enzo Dalò]

Cementare le reti

lunedì, 18 marzo 2013

Mattoni e cemento

Giovedì prossimo 21 marzo alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare del Comune di Bordano si svolgerà una serata di presentazione della Rete territorialeB*Sogno d’esserci”, nata nel 2010 dall’esigenza di alcune agenzie educative (scuole, amministrazioni comunali, Servizio sociale dei Comuni, Dipartimenti dell’Azienda sanitaria, …) di un confronto e un’azione di coordinamento sulla realtà giovanile. L’incontro sarà anche l’occasione per la firma del protocollo d’intesa da parte dei legali rappresentanti e dei dirigenti degli enti e delle istituzioni che fanno parte della rete, un passo importante verso il suo consolidamento.
Durante la serata interverranno: Flavio Schiava, epidemiologo del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria n. 3, che presenterà un’indagine territoriale sulla realtà giovanile; le docenti Adriana Marini e Amalia Ellero, che riferiranno sui progetti avviati nel campo delle nuove tecnologie e della cittadinanza attiva; Stefano Marmai, assessore alla cultura del Comune di Gemona, che presenterà il nuovo sito internet della rete.
Finalità, progetti e prospettive della rete territoriale saranno introdotti da Giuseppina Cozzutti, assessore all’istruzione del Comune di Artegna, e da Irma Londero, docente dell’Istituto Comprensivo di Gemona.
[QUI il nuovo sito internet della rete “B*sogno d’esserci”]

Un domino di sventure

lunedì, 8 ottobre 2012

Domino

Pare davvero un domino di sventure quello che si sta abbattendo su Gemona. Dai trasporti [] alla scuola [1.►, 2.►], dalla sanità [] alla giustizia []. L’ultima notizia è di questi giorni: la sede dell’Agenzia delle Entrate di via Liruti [] chiuderà, nonostante alcuni mesi addietro il sindaco Paolo Urbani avesse garantito, in forza delle rassicurazioni del deputato Udc Angelo Compagnon, che «l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Gemona al momento non subirà alcuna soppressione» e rimproverava le varie cassandre [] di «vagheggiare piani occulti». Secondo Urbani «la circolare con la quale il direttore dell’Agenzia Entrate di Roma disponeva la chiusura di alcuni uffici territoriali in Italia tra cui figurava anche Gemona (era) stata ritirata in data 20 giugno». E invece, da quanto sta trapelando sulla stampa in questi giorni, la chiusura ci sarà, e per i 14 addetti dell’ufficio di via Liruti si dovrà individuare una diversa collocazione. La chiusura, prevista per il mese di giugno 2013, sarebbe motivata dalla necessità di economizzare i costi di gestione delle strutture territoriali dell’Agenzia, in linea con le previsioni di riduzione degli assetti organizzativi contenute nel decreto legge del governo sulla “revisione della spesa”.
Compagnon già quest’estate aveva presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia Vittorio Grilli [QUI], affinché valuti l’opportunità di mantenere a Gemona almeno un presidio dell’Agenzia delle Entrate, così da evitare gli evidenti disagi e le ricadute negative sui cittadini, che altrimenti dovranno recarsi a Udine o a Tolmezzo per tutte le loro pratiche. L’amministrazione comunale di Gemona, al di là delle fiduciose parole del sindaco, avrebbe già manifestato la propria disponibilità ad attivare a proprie spese uno sportello di assistenza fiscale per erogare specifici servizi di front-office, con orario di apertura e prestazioni calibrati sulle effettive richieste dei cittadini. Un altro tassello del domino che cade, un altro palazzo vuoto in centro storico, un altro servizio che se ne va. Gemona, la città del “benstare”.

Il “benstare” in centro storico

mercoledì, 12 settembre 2012

Aracon Logo

Una nuova presenza nel centro storico di Gemona fa notizia, dopo anni di continue chiusure e abbandoni (l’ultimo quello della libreria “Il pensiero” []). Da alcune settimane, in via Bini, dove fino a qualche tempo fa c’era lo studio grafico “Next01” [], ora trasferito in via Nazionale, si è sistemata la “Aracon”, cooperativa sociale che «si occupa di progetti rivolti alla persona, ai cittadini, al territorio, secondo la metodologia dell’animazione di comunità e del lavoro di rete, finalizzati alla promozione umana e sociale e alla riduzione del disagio, con un costante impegno culturale-politico» [].
Composta da oltre 140 soci lavoratori, sul nostro territorio Aracon opera in special modo a supporto di alcune amministrazioni comunali e del Servizio sociale dei Comuni, insieme a cui cura servizi socio educativi e socio assistenziali per minori, progetti di aggregazione giovanile e animazione di comunità, attività di formazione e supervisione, informazione e sensibilizzazione.
Accogliamo l’apertura della nuova sede come un segnale positivo per tutta la nostra comunità. Una presenza qualificata del privato sociale costituisce un tassello importante per la costruzione della “Città del benstare”. La collocazione in centro storico, poi, assume un significato ulteriormente positivo. Coniugare la vocazione commerciale con quella sociale potrebbe costituire un punto di forza per il rilancio di Gemona, contrariamente a quanto aspira a fare l’amministrazione comunale, che in più occasioni ha cercato di dislocare in zone decentrate uffici e servizi alla persona. Non ultimo il tentativo di trasferire in Campo Lessi (con l’obiettivo di riempire gli spazi, in stato di progressivo abbandono, dell’ex scuola elementare) il centro diurno per anziani, gli uffici del servizio seciale dei comuni e addirittura la sede del coordinamento delle associazioni. In linea con la scelta della cooperativa “Aracon”, invece, c’è chi possiede una lungimiranza più ampia di quanto non possiedano alcuni rappresentati politici locali, e sa resistere davanti a logiche dal respiro corto.

Pianificare a servizio della comunità

venerdì, 6 luglio 2012

Gente

Le amministrazioni comunali e il Servizio sociale dei comuni del nostro ambito distrettuale “Gemonese, Canal del Ferro, Val Canale” stanno predisponendo il Piano di Zona 2013-2015, lo strumento per la costruzione del sistema integrato di interventi e servizi sociali previsto dalle normative nazionali e regionali per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale.
Per l’elaborazione del Piano sono previsti tre tavoli di consultazione, che costituiscono un’importante occasione per riflettere sulla situazione demografica, sociale ed economica del territorio assieme a coloro che hanno a cuore le sorti della comunità locale: cittadini, volontari, operatori dei servizi socio-sanitari, educativi, scolastici, dell’orientamento. E un momento per raccogliere informazioni e punti di vista, descrivere i fenomeni e le dinamiche in atto, analizzare i bisogni della popolazione e individuare prospettive di intervento a favore di bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani e dell’intera comunità.
Tre gli appuntamenti in programma: oggi, venerdì 6 luglio, alle ore 18 a Dogna presso il Centro Polifunzionale; venerdì 13 luglio, sempre alle 18, a Gemona presso la Sala dela Comunità Montana (per i Comuni di Artegna, Montenars e Gemona) e infine venerdì 20 luglio a Venzone presso il complesso scolastico.

Stillicidi gemonesi

mercoledì, 27 giugno 2012

Stille

Sarà proprio come afferma il consigliere regionale della lega Nord Enore Picco? Gemona subirà un altro depauperamento? A suo dire «l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Gemona ha i giorni contati». Sarebbe solo l’ultimo atto di una lunga serie: la soppressione dell’ufficio del giudice di pace, la chiusura della scuola elementare di Campo Lessi, i tagli delle ferrovie, la riduzione dei servizi postali, la perdita della dirigenza al Liceo scientifico, il paventato accorpamento dell’azienda sanitaria. Secondo Picco «sembra uno stillicidio senza fine. Il fenomeno sta assumendo proporzioni allarmanti, tanto da indurre a credere che esista un piano occulto per accentrare tutto a Udine. La gente di questo territorio non può essere costretta ad affrontare ore di automobile solo per pagare una bolletta. Ci sono realtà, come Gemona, che non possono essere svilite e spogliate delle loro prerogative. La classe dirigente non può assistere con rassegnato fatalismo».
Al momento, rispetto alla chiusura dell’ufficio delle Entrate, non vi sarebbero pronunce formali. Certo, non possiamo che concordare con il consigliere regionale quando afferma che «il Comune di Gemona farebbe bene a riprendere in mano le cose serie anziché concentrarsi solo su futili operazioni d’immagine».

Non c’è pace a Gemona

venerdì, 13 gennaio 2012

Stretta di mano

A meno di nuovi interventi da parte del Governo o degli enti locali, l’ufficio del giudice di pace di Gemona sarà soppresso e la competenza passerà a Tolmezzo. La notizia è stata pubblicata ieri, nero su bianco, sul sito del Ministero della Giustizia, precisamente all’interno dello schema di decreto legislativo sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie []. Revisione che ha preso le mosse dagli uffici dei giudici di pace, appunto.
Nelle settimane scorse si era svolto un intenso dibattito sul processo di riordino e sulle nuove competenze territoriali delle strutture giudiziarie. E infine, tra Gemona e Tolmezzo, ha perso Gemona. Nella relazione allegata allo schema di decreto si legge che la scelta è stata effettuaua in base a un raffronto tra i carichi di lavoro dei singoli uffici, alla produttività media e ai rispettivi bacini di utenza.
La partita tuttavia non è del tutto chiusa. Lo schema di decreto, infatti, consente agli enti locali interessati di richiedere il mantenimento degli uffici soppressi, facendosi integralmente carico delle spese relative al loro funzionamento. Ora la palla passa alla politica locale e alla sua capacità di fare squadra e di portare a casa risultati. [ru]