Archivi per la categoria ‘Tariffe acqua’

Gambe corte

sabato, 10 ottobre 2009

Pinocchio01

«Nel 2008 c’è l’ATO che deciderà la tariffa per tutti […], è impossibile che si riesca a mantenere le tariffe inalterate. Dovremmo cercare di contrattare con il CAFC degli aumenti programmati che evitino una “botta finale” del 40%». Con queste parole del sindaco Paolo Urbani, pronunciate durante il consiglio comunale del 20 giugno 2005, si chiude il volantino distribuito nelle case dei gemonesi in questi giorni da parte della minoranza di centro-destra [].
Ancora tariffe dell’acqua, dunque. Le critiche rivolte al sindaco sono sempre le stesse sollevate in questi mesi anche da «Con te Gemona» [ ]:
> Il fatto che Urbani fosse assessore al bilancio quando si decise di entrare nel CAFC e quindi la sua diretta responsabilità nella vicenda.
> Il fatto che l’attuale vicesindaco Roberto Revelant e l’assessore Luigino Patat fossero seduti sui banchi di entrambe le passate amministrazioni.
> Il fatto che il sindaco Gabriele Marini mai avrebbe potuto condizionare le tariffe dell’acqua, tenuto conto che l’assemblea dell’ATO è composta da 136 comuni.

Gocce

mercoledì, 30 settembre 2009

Gocce01

Continua la diatriba sollevata dal sindaco Urbani in merito alle tariffe dell’acqua. I consiglieri di minoranza Mariolina Patat, Giacomino Dorotea e Sandro Venturini – attraverso un volantino che sta circolando tra i gemonesi – proseguono nella loro azione di trasparenza, informando i cittadini sulle vere responsabilità. Responsabilità che l’attuale sindaco sta cercando di rovesciare su altri e che invece ricadono su di lui e sui suoi sodali, vecchi e nuovi. Un’altra goccia.

«No signor sindaco: lei non la sta raccontando giusta»

venerdì, 25 settembre 2009

Rubinetto01

Non sembra proprio placarsi il confronto sulla questione delle tariffe dell’acqua. Dopo la “salata” lettera [] che il sindaco Paolo Urbani ha inviato, casa per casa, a tutti i gemonesi [], è ora il consigliere comunale Giacomino Dorotea a contestare le parole del primo cittadino.

Partiamo da una considerazione generale: l’acqua, come l’aria e come il sole, è di tutti. Dovrebbe essere un diritto inalienabile, di proprietà di tutti, a garanzia collettiva al pari di sanità, istruzione ed energia, al fine di garantire una crescita equilibrata per tutti. Così non è, o almeno cosi è sempre meno.
Tant’è che il nostro sindaco dopo aver convocato un consiglio comunale sulle tariffe dell’acqua e letto un comunicato senza possibilità di dibattito, ha preso carta e penna e scritto a tutti i cittadini gemonesi.
La sostanza della lettera: pagherete l’acqua sempre di più non per colpa mia ma per colpa d’altri.
No signor sindaco: Lei non la sta raccontando giusta e comunque non la racconta tutta!
L’accordo con il CAFC l’ha sottoscritto Lei e già all’epoca si sapeva come sarebbe andata a finire!
Le alternative c’erano. Lei e la sua maggioranza le avete scartate millantando assunzione di personale e guadagni economici da parte dell’amministrazione.
Dei quattro addetti uno solo è stato assunto dall’organico del comuni, più altri due non dipendenti comunali (casualmente uno è un ex consigliere comunale di maggioranza, della sua ex maggioranza, e l’altro un figlio di un consigliere regionale). Dei soldi in capo al comune nemmeno l’ombra.
Si poteva allora fare meglio e le opportunità c’erano.
Per esempio aderire ad un altro consorzio, tenendo unito l’Alto Friuli come hanno fatto tutti gli altri comuni limitrofi.
Se non lo sa, la informo che in questi comuni l’acqua ai cittadini costa meno, basta chiedere a Trasaghis, a Venzone o a Bordano.
Così facendo – pensi – si poteva rafforzare quel consorzio e avere un peso politico molto maggiore, dentro quella società, che non il 2% o giù di lì che con l’adesione al CAFC.
Oppure, muovendosi per tempo, si poteva valutare la possibilità di fondarne uno proprio assieme ai comuni del Gemonese. Serviva lungimiranza e buone relazioni, tutte cose di cui i politici di questi decenni hanno difettato.
Ora, il problema è come uscirne, come riappropriarci se non del bene acqua, almeno della capacità di decidere e di incidere sulle scelte, anche per ovviamente far pagare meno l’acqua ai nostri concittadini, di questa società a cui Lei ci ha fatto aderire.
Quello che non può fare è scaricare le responsabilità su altri, che pure non è immune da responsabilità.
La cosa non sarà facile visto gli accordi sottoscritti da Lei e votati dalle maggioranze, ma l’obiettivo non può e non deve essere solo quello delle tariffe, ma deve essere come riappropriarci del controllo di un bene primario quale è l’acqua.
Giacomino Dorotea

[QUI l’articolo de Il Gazzettino dell'altro ieri]
[QUI un nostro vecchio post di chiarificazione sull’intera vicenda di qualche tempo fa]

Acqua azzurra acqua chiara

lunedì, 7 settembre 2009

Acqua03

Non si placa la polemica sui costi delle tariffe dell’acqua e sugli investimenti del CAFC. Ora è Eddi Gomboso, presidente del Consorzio, a replicare al sindaco di Gemona Paolo Urbani. Ancora una volta i cittadini gemonesi si chiedono se poteva essere evitata questa misera diatriba. Perché nel 2005 – con Urbani assessore – si scelse di entrare nel CAFC, carrozzone inefficiente e costoso, quando si poteva entrare in Carniacque?
Riportiamo l’articolo del Messaggero Veneto del 5 settembre scorso:


Il Cafc: a Gemona investimenti per 745 mila euro

Il presidente Gomboso replica alle dichiarazioni del sindaco Urbani, che parlava di azzeramento della somma
«I circa 600 mila euro previsti nella convenzione siglata nel 2005 tra Cafc Spa e il Comune di Gemona saranno utilizzati nel territorio gemonese per la realizzazione di nuove reti o il rifacimento delle esistenti o la manutenzione straordinaria, tenendo conto dei tempi tecnici necessari per la progettazione delle opere e non andranno persi, né tantomeno sono spariti».Lo spiega in una nota il presidente di Cafc Spa Eddi Gomboso a seguito delle affermazioni fatte dal sindaco nel corso di un recente consiglio comunale. Il presidente ricorda inoltre che «nell’attuale piano stralcio sono contenuti interventi a favore del Comune di Gemona che superano di molto i 600 mila euro che preoccupano il primo cittadino, Paolo Urbani. Tutta l’attività del ciclo integrato rientra nell’ambito dell’Ato e gli interventi da realizzare devono essere approvati dall’Autorità d’ambito e inseriti nel piano stralcio: in quello attuale, nel territorio del Comune di Gemona, ci sono dunque 744.762 euro di investimenti».L’impegno di investire nel Comune di Gemona da parte di Cafc Spa – sostiene Gomboso – sarà mantenuto e lo dimostrano le opere già realizzate nel triennio 2006/2008 di concerto tra Cafc Spa e il Comune e quelle che partiranno entro il mese di settembre di quest’anno, quando è previsto il rifacimento della rete acquedottistica (cambiamento della condotta dalla stazione di Vegli al serbatoio Chiampon) per un importo di 250 mila euro, ed entro fine anno, quando si realizzerà un intervento di carattere fognario per ulteriori 100 mila euro. Sul fronte degli aumenti tariffari, Gomboso ritiene utile ricordare che il Comune di Gemona per lungo tempo ha usufruito di una tariffa differenziata più bassa rispetto agli altri soci. Tale tariffa è stata necessariamente allineata dal 1° gennaio 2009 all’aumento stabilito dall’Ato, a seguito della crescita dei costi fissi.

Bomba acqua

sabato, 29 agosto 2009

Bomba_acqua

Sarà un autunno di scontro politico quello che si prospetta all’orizzonte. Il consiglio comunale di giovedì scorso ne è stato l’incipit. I toni dell’intervento di Urbani e, soprattutto i metodi, non lasciano dubbi. Linea dura e senza offrire spazi alla discussione, né alla maggioranza, né – tantomeno – alla minoranza.
Durante il consiglio il sindaco Urbani ha ribadito che il CAFC, il consorzio idrico che gestisce acquedotto, fognatura e depurazione comunali, avrebbe dovuto: 1) fare degli investimenti annuali pari al 33% degli incassi; 2) Concordare con il Comune le tariffe degli utenti []. La colpa – a suo dire – sarebbe dell’amministrazione precedente che non avrebbe vigilato sull’operato del consorzio, portando ad una perdita di oltre 600 mila euro e all’aumento esponenziale delle tariffe.
Linea demagogica, dunque, che ha probabilmente altri obiettivi, oltre quelli dichiarati di far rientrare denaro nelle casse del comune.
La minoranza si è lamentata di non aver potuto replicare. Altrimenti avrebbe ricordato a Urbani alcuni elementari fatti che i gemonesi conoscono:
1) Le rimostranze del sindaco sono in buona parte corrette e giustificate. Le attribuzioni di responsabilità molto meno. E’ vero che Marini non ha mai brillato per efficacia nella contrattazione politica, ma l’errore principale è stato il fatto di aver aderito al CAFC dall’inizio quando si poteva aderire a Carniacque. Oggi la situazione sarebbe stata assai diversa.
2) La convenzione con il CAFC, al posto di Carniacque, è stata firmata nel 2005 mentre Urbani era al governo della città in qualità di assessore (QUI il testo della convenzione). Principale sostenitore dell’operazione CAFC e contrario a Carniacque fu il consigliere regionale Virgilio Disetti, da sempre ferocemente ostile a ogni accordo con la Carnia;
3) Gli aumenti delle tariffe 2009 non sono più di pertinenza del CAFC, bensì dell’ATO. E in quel contesto Gemona si è ritrovata senza poter far molto a causa della nuova legge regionale. Battere i pugni non sarebbe certo bastato. Di nuovo, l’errore principale è il fatto di non aver aderito al consorzio carnico nel 2005.
4) Gli aumenti delle tariffe fino al 2008 erano stati chiaramente definiti nella relazione economica in base alla quale il consiglio ha deliberato nel giugno 2005 (QUI), mentre nessun vincolo veniva posto al CAFC per gli anni successivi;
5) Gemona al tempo aveva le tariffe più basse della Regione e proprio in quella relazione economica fatta buona dal Comune con Urbani assessore si ribadiva che Gemona avrebbe pagato tariffe uguali a quelle degli altri comuni (QUI);
6) I rapporti tra CAFC e Comune sarebbero stati disciplinati da un ulteriore “Contratto di servizio” che nel 2005/2006 la giunta Marini/Urbani non si è mai sognata di richiedere al CAFC (QUI);
7) Gli investimenti per i quali ora Urbani grida vendetta non furono da lui richiesti con eguale pertinacia negli anni 2006/7 quand’era assessore – e soprattutto non risultano in alcun bilancio da lui redatto in quei periodi.
Senza dimenticare i mugugni dei gemonesi quando hanno saputo che al CAFC furono assunti l’ex consigliere Claudio Polano della “storica lista” Per Gemona e il figlio di quello stesso Disetti che ieri l’altro si è seduto tra il pubblico sollevando non pochi interrogativi tra i presenti (QUI un energico intervento di Gianpaolo Londero del dicembre 2008).

A questo punto dovranno essere le minoranze, fuori e dentro il consiglio, a dover replicare alle argomentazioni di Urbani, riportando i fatti nella loro giusta luce e soprattutto cercando di operare affinché anche a Gemona si esca dalle logiche del muro contro muro e si cerchi di risolvere i veri problemi del paese nell’interesse dei cittadini. Se Urbani fosse davvero convinto della giustezza delle proprie idee permetterebbe la discussione in consiglio. Ma così non è stato.

Quella stretta di mano

venerdì, 28 agosto 2009

DisettiUrbani01

Consiglio comunale con due sindaci, ieri a Gemona del Friuli. Da una parte Paolo Urbani, neoeletto nella recente tornata amministrativa. Dall’altra – seduto in prima fila tra il pubblico – Virgilio Disetti, che lo scranno di primo cittadino lasciò nel lontano 2003. Erano molti anni che Disetti non presenziava a un’ordinaria seduta consiliare. Precisamente dal 29 giugno 2005. Anche allora seduto fra il pubblico. Anche allora si parlò – come ha fatto ieri Urbani – di acqua. O meglio, di servizio idrico integrato, cioè del conferimento al C.A.F.C. per trent’anni della titolarità del servizio di acquedotto, fognatura e depurazione comunali.
Anche ieri Disetti ha dimostrato grande attenzione nel momento in cui Urbani ha letto il suo intervento sulla necessità di rivedere i rapporti del Comune di Gemona col Consorzio idrico. Grande attenzione che non è sfuggita ai membri dell’attuale maggioranza, che hanno dimostrato in alcuni momenti imbarazzo e inquietudine, e consapevolezza che certe presenze non si materializzano mai per caso.