Archivi per la categoria ‘Trasparenza’

Una casa di vetro

venerdì, 12 aprile 2013

Casa di vetro
[di Sandro Venturini]

Della trasparenza della Pubblica Amministrazione e del nostro Comune in particolare ce ne occupiamo da tempo. Tra le prime proposte che abbiamo avanzato all’amministrazione Urbani, in forma di mozione in Consiglio Comunale, vi era proprio esplicita richiesta di far sì che il Comune sia una casa di vetro, dove i cittadini possano vedere e valutare in modo chiaro l’operato dell’amministrazione.
Più volte abbiamo anche sostenuto la necessità che il sito internet del Comune [] fosse aggiornato nei contenuti e nella grafica, perché questo è ormai uno dei canali più utilizzati per un facile accesso alle informazione ed ai servizi di una moderna Pubblica Amministrazione.
Del resto, non eravamo certo gli unici a percorrere questa strada. Anche gli indirizzi e le norme si pongono ormai da anni in questa direttrice. E ora si è compiuto un ulteriore passo in avanti con l’approvazione del Decreto Legislativo 14 marzo 2013 n. 33Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.
«La trasparenza è il grande deterrente contro la corruzione e l’illegalità» ha dichiarato il Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi a commento dell’approvazione in via definitiva del nuovo testo unico per la trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Ma non solo, la trasparenza è anche un modo concreto per dialogare con i cittadini, per far crescere la partecipazione e la coesione sociale, tutti elementi di cui ha estremo bisogno il nostro Paese e la nostra Città.
Ci auguriamo che, in questo spirito di opportunità, e non come un ennesimo appesantimento burocratico, anche il Comune di Gemona si adegui presto ai nuovi dettati normativi e metta in funzione il nuovo sito internet che da anni richiediamo.
[QUI il testo del Decreto Legislativo “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”]
[QUI una spiegazione sintetica del Decreto]

Numeri

domenica, 27 maggio 2012

Numeri

Impegno di spesa deliberato dall’amministrazione comunale di Gemona per la «colazione di lavoro» con il Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, in visita a Gemona il 14 maggio scorso. La “colazione” è stata l’occasione per i referenti politici gemonesi per illustrare al Ministro le modalità operative e le procedure tecniche che permisero di attuare efficacemente la ricostruzione dopo il sisma di 36 anni fa.

Spesa colazione di lavoro
con il Ministro Barca
1.000 €

Il Comune e la rete: una relazione tormentata

venerdì, 25 maggio 2012

Computer rotto

Il Comune di Gemona realizzerà a breve un sito internet per promuovere il progetto “Gemona Città dello sport”. Lo leggiamo nella determina n. 343 dell’11 maggio, in cui si indicano anche le motivazioni della scelta: «Ritenuto doveroso, alla luce della crescente penetrazione degli strumenti informatici e della notevole fruizione dei contenuti del web da parte degli utenti/cittadini, avere a disposizione uno strumento di comunicazione dinamico quale un sito informatico che interagisca efficacemente con l’utenza in modo da facilitare il raggiungimento degli obiettivi prefissati». L’incarico di realizzare il sito web è stato affidato alla ditta Ideo di Marco Da Rin Bianco di Cavazzo Carnico [] e prevede un costo totale di 5.640 euro.
Nella determina sono specificati anche gli obiettivi che si intendono centrare: «Fornire un’informazione ampia ed esaustiva sulle attività organizzate nell’ambito del progetto [...]; interagire e dialogare con gli utenti stessi; incrementare il suo pubblico e i suoi interlocutori; rafforzare la vocazione internazionale del progetto; dare ulteriore impulso e dinamismo all’azione promozionale a supporto della diffusione del progetto e degli eventi ad esso collegati; dare la possibilità a tutti gli stackholders di avere uno strumento comune [...]».
Motivazioni e obiettivi di ampio respiro, che tuttavia non possono non sollevare alcune perplessità. Mentre il Comune di Gemona rimarca l’importanza delle nuove tecnologie per informare, comunicare con i cittadini, rafforzare il progetto della Città dello sport, dimentica che a distanza di oltre due anni dalla delibera in cui si impegnava a rinnovare il portale www.gemonaweb.it [], il sito internet comunale è rimasto qual era una decina di anni fa, uno strumento obsoleto, privo di contenuti, graficamente deprimente. Non certo una vetrina che possa attirare coloro che vogliano recarsi a Gemona per una visita turistica. Tanto meno uno strumento di comunicazione tra l’amministrazione e i cittadini (va ricordato che da alcune settimane si è anche deciso di rimuovere l’archivio storico delle delibere e delle determine, precludendo ai cittadini la possibilità di reperire on line i documenti prodotti dall’ente locale).
Infine, se ciò non bastasse, c’è quella spesa di 11.000 euro che il Comune ha corrisposto nel 2011 al professionista che ha realizzato il nuovo portale. Portale che non ha mai visto la luce. Possibile che non si colga l’incongruenza di queste scelte?

Controllo della spesa

lunedì, 2 aprile 2012

Carrello della spesa

Mentre la crisi economica impoverisce larghi strati della popolazione e costringe molte imprese a chiudere, a ridurre gli occupati e a veder evaporare i margini di profitto, c’è ancora chi non sembra pienamente consapevole della situazione in cui ci troviamo.
Se si chiedono sacrifici ai cittadini, costretti ad accettare spropositati aumenti delle imposte, dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali, diventa un imperativo ineludibile evitare sprechi e spese inutili da parte di chi governa. Un dovere non solo dei rappresentanti in parlamento – troppo facile far ricadere sulla “casta” romana tutte le miserie del Paese -, ma anche degli amministratori locali e del “sottobosco” che vive di brebende, connivenze, relazioni politiche e professionali spesso opache.
Accade, allora, che anche a Gemona una fetta della spesa pubblica – all’interno di un bilancio gestito con relativa oculatezza – saltino agli occhi spese non giustificabili nell’attuale contesto di crisi. Un esempio tra tutti riguarda il discusso e discutibile progetto “Città dello sport”. Se nel 2011 avevamo sottolineato l’inopportunità di sostenere una spesa di 15 mila euro per una consulenza a Enzo Cainero, che produsse un risultato talmente deludente che il committente non ha ritenuto nemmeno di pubblicarlo (l’unico luogo in cui si può consultare a tutt’oggi rimane il nostro sito, QUI 11 Mb), ancor più incomprensibili ci paiono le due consulenze decise per il 2012: la prima di 20 mila euro, sempre a Cainero, per la mansione di project manager; la seconda di 8 mila euro per un coordinatore da affiancargli. In tutto 43 mila euro. Non servono molti commenti: tre anni di stipendio di un operaio. Per consulenze i cui obiettivi nemmeno sono stati definiti dalla giunta comunale. E, se tutto procederà come in passato, senza una valutazione obiettiva e pubblica dei risultati raggiunti. Possiamo davvero permetterci queste spese per incarichi la cui efficacia appare tanto aleatoria e non fondata su criteri mimini di analisi costi/benefici? Non sarebbe più opportuno, anche nel Comune di Gemona, cominciare a realizzare una seria e approfondita spending review, per individuare innanzitutto le priorità, le spese davvero essenziali, i settori del bilancio dove si annidano ancora sprechi e soprattutto ripensare la “qualità” (efficacia, efficienza, trasparenza, …) delle procedure che il decisore politico mette in atto?

Verso un’amministrazione pubblica più moderna, aperta e trasparente

lunedì, 26 marzo 2012

Scacchi di vetro

[di Sandro Venturini]

Come si assumono le decisioni su questioni che hanno rilevanza pubblica? I pubblici amministratori secondo quali criteri decidono? Perché sistemare quella strada piuttosto che un’altra? Perché prevedere in quell’area un nuovo centro commerciale invece di un parco pubblico?
Recenti episodi, anche nel nostro piccolo ambito comunale, hanno rimesso in evidenza l’importanza di questa tematica, che presenta certamente aspetti controversi: da un lato la già fin troppo farraginosa burocrazia che rallenta la rapida realizzazione delle iniziative pubbliche, dall’altro l’opportunità di ascoltare e dialogare con i cittadini affinché le decisioni assunte siano condivise e sostenute.
Il nuovo corso del governo della cosa pubblica, impostato sullo stile dei paesi anglosassoni, mette al centro i cittadini, la loro partecipazione attiva alle scelte e presuppone una pubblica amministrazione trasparente, aperta, dinamica e nello stesso tempo meno bloccata dalla sua stessa burocrazia, dove si nascondono spesso inefficienze e centri di potere.
Se questa è la strada che l’amministrazione pubblica dovrà percorrere per modernizzarsi, stare al passo con le migliori esperienza europee e contribuire a risollevare le sorti del nostro Paese, gli strumenti di partecipazione attiva dei cittadini già ci sono, grazie anche alle nuove tecnologie. Uno tra i più utilizzati è quello della consultazione pubblica. Si tratta di raccogliere, attraverso la rete, elementi di valutazione, spunti di riflessione, osservazioni e proposte da parte di tutti gli interessati. Con questo strumento si favorisce la trasparenza, elemento essenziale per il controllo sull’attività delle amministrazioni pubbliche, e si agevola l’attività degli amministratori, che possono così configurare la propria attività sulla base delle necessità concrete dei cittadini e delle imprese.
È su questa strada che da tempo si muove l’Europa, mantenendo un dialogo aperto con cittadini sulle questioni strategiche in discussione [].
Molti enti locali del nostro Paese si stanno adeguando a queste procedure. La Regione Friuli-vg per esempio ha utilizzato questo strumento per redigere il Libro Verde sul futuro del sistema sociosanitario regionale [], che poi però è rimasto lettera morta.
L’ultimo interessante esempio è quello del Ministero dell’Istruzione che ha in corso una consultazione pubblica sul valore legale del titolo di studio a cui tutti gli interessati possono partecipare [].
Perché non adottare questi strumenti anche nel Comune di Gemona? Perché non chiedere l’opinione dei cittadini sui criteri di sviluppo urbanistico, per esempio? Ma non quando le varianti sono già realizzate e rese operative. Ma prima! Certo, tutto ciò presuppone massima trasparenza, buon utilizzo dei sistemi informatici, capacità di mediazione, e soprattutto volontà di dialogo con i cittadini.

Pacta sunt servanda

sabato, 28 maggio 2011

Mano Monitor

Due anni. Tanto è passato dal cambio di governo nel Comune di Gemona. Molte erano le attese, quando si andò a votare il 6 e il 7 giugno del 2009. Siamo quasi a metà mandato. Si possono trarre i primi bilanci. I gemonesi possono chiedersi se la loro vita, per quanto riguarda le scelte dell’amministrazione comunale, sia cambiata. Se a Gemona, nel concreto del quotidiano, si viva meglio o peggio di due anni fa. Soprattutto si possono chiedere se i programmi, che allora a tutti sembrarono ambiziosi, siano stati attuati, quanto e come. Ma chissà se qualcuno li ha poi tenuti quei programmi. Se ne ha conservata copia, per poi chiederne conto ai propri amministratori. Se cerchiamo sul web i siti delle liste che sostenevano il sindaco Paolo Urbani, «Per Gemona», «Gemona nel cuore», «Gemon@ssieme», dobbiamo constatare che sono decaduti o fermi al giorno delle elezioni.
Così tocca farlo a noi. Mettere a disposizione dei cittadini i programmi elettorali è un dovere e un segno di serietà politica. Ci fa sperare che poi i cittadini i conti li facciano. E non in base a sensazioni del momento, alla simpatia dei candidati al consiglio comunale, ma sui progetti realizzati, sul coerente rispetto di un programma e di un mandato elettorale. Anche da questo si misura la qualità di un paese e della sua democrazia.
[QUI il programma del candidato sindaco Paolo Urbani]
[QUI il programma della lista civica «Gemona nel cuore»]

Legge Brunetta a Gemona: così così

lunedì, 4 aprile 2011

Dalla carta al digitale
di Sandro Venturini

Dal 1° gennaio scorso è entrata in vigore una delle tante norme «Brunetta» sulla trasparenza nella pubblica amministrazione. Tra i vari articoli della legge 69/2009 il n. 32 riconosce l’effetto di pubblicità legale solamente agli atti e ai provvedimenti amministrativi pubblicati dagli Enti Pubblici sui propri siti informatici: dal punto di vista legale – e già da tre mesi – vale esclusivamente l’Albo pretorio on line, mentre quello cartaceo diventa superfluo. La norma vale per bandi di concorso, permessi di costruzione, delibere del Consiglio e della Giunta comunale, elenco dei beneficiari di provvidenze economiche, pubblicazioni di matrimonio, ecc. Sono invece esclusi i bandi di gara («procedure a evidenza pubblica») e i bilanci, che tuttavia dovranno essere pubblicati on line a partire dal 1° gennaio 2013 (e infatti per il momento ci pensano siti «privati» come il nostro).
E il Comune di Gemona com’è messo con il rispetto della legge «Brunetta»? A una prima indagine, così così. Se da un lato vanno riconosciuti ai dipendenti comunali impegno e dedizione nell’applicare la norma, dall’altra si riscontrano ancora difficoltà di carattere tecnico (documenti importanti non si «aprono»), di tempistica (delibere e determine vengono immesse in linea diversi giorni dopo la loro promulgazione) e di completezza (allegati importanti sono assenti). La causa – a nostro avviso – è tutta politica. L’informatizzazione di un Comune con quasi un centinaio di dipendenti richiede un investimento strategico e organizzativo ben superiore a quanto sta facendo la giunta Urbani. Auspichiamo che la situazione migliori con l’aggiornamento del nuovo sito internet comunale. Anche perché risulterebbe poco giustificabile ai cittadini il fatto che nel 2011 si spendano 9.223 euro per il solo aggiornamento del software comunale, se poi le cose continueranno a funzionare «così così».

Testing digitale

mercoledì, 23 marzo 2011

Calibro

Come avevamo indicato tempo addietro [], il Comune di Gemona sta allestendo il suo nuovo portale internet. Uno strumento indispensabile per comunicare con i cittadini, ridurre i tempi della burocrazia, rispettare gli adempimenti di legge e la scelta della stessa amministrazione gemonese di non rendere più disponibili in formato cartaceo le delibere di giunta. Avevamo scritto che il progetto era in fase di testing e di implementazione dei contenuti. Chi volesse prendere visione di come sarà il nuovo sito può andare QUI. Da quanto si può vedere al momento, si tratta di un restyling grafico dell’attuale portale [], niente di eccezionalmente innovativo. Ma si dovrà attendere la definitiva messa in linea per un giudizio puntuale sul progetto.