Articoli marcati con tag ‘Chiesa’

La Chiesa in campo per il Friuli

mercoledì, 18 aprile 2012

Campanile basilica Aquileia

A partire dallo scorso ottobre la Diocesi di Udine ha avviato una serie di tavoli di confronto e di studio per ricercare soluzioni ad alcuni snodi problematici del tempo presente. Sono state individuate cinque aree tematiche, su cui alcuni rappresentanti delle parrocchie friulane si sono fermati a riflettere: il cambiamento demografico; la conciliazione tra lavoro e famiglia; la sanità e il welfare; la questione “montagna”; le autonomie locali.
Il risultato di questo lavoro di condivisione e di approfondimento è ora giunto alle sue fasi conclusive e si stanno promuovendo incontri nei territori per presentare i risultati. Per la Forania di Gemona sono previsti tre appuntamenti. Il primo si terrà questa sera, mercoledì 18 aprile, alle ore 20.30 presso la Sala Teatro “Lavaroni” di Artegna. Interverrà il medico e assessore al Comune di Tolmezzo Cristiana Gallizia, che parlerà di “Sanità ospedaliera e assistenza medica”. Gli altri due appuntamenti si svolgeranno a Trasaghis il 27 aprile (relatore Bruno Tellia) e a Osoppo il 3 maggio (relatore Renato Pilutti).
[QUI il documento conclusivo sulla Riforma sanitaria elaborato dal gruppo di ricerca diocesano]

Un tallero di chiarezza

venerdì, 6 gennaio 2012

Tallero

La messa del Tallero rappresenta per la comunità di Gemona un appuntamento annuale carico di significati perchè rende visibile l’indispensabile, ma anche delicatissima, relazione tra la Chiesa e le istituzioni politiche. Lo scorso anno erano state introdotte alcune modifiche alla celebrazione liturgica: l’ingresso e l’accoglienza del Sindaco da parte di un diacono e la collocazione del primo cittadino su un alto scranno posto di lato tra l’altare e i fedeli. Modifiche al rito verranno apportate anche quest’anno: il diacono assumerà un ruolo ancora più importante, in quanto «intermediario tra la realtà di Dio e quella degli uomini, tra l’altare e il piano dei fedeli» – avrebbe dichiarato mons. Valentino Costante al Messaggero Veneto alcuni giorni fa. Sarà lui infatti e non più il parroco a raccogliere dalle mani del sindaco il tallero per deporlo sull’altare come offerta. Il motivo è semplice: «la liturgia prevede che il sacerdote sia dedito solo alle cose di Dio e che il diacono si faccia carico dell’umano per portarlo sull’altare». Inoltre, il primo cittadino di Gemona non occuperà più l’insolita posizione che ha occupato durante la scorsa Epifania, che a molti era parsa richiamare eccessivamente un anacronistico connubio tra trono e altare, ma ritornerà al posto che gli spetta, tra la gente. Queste scelte volute dal nuovo parroco di Gemona ci sembrano rispettose dei differenti ruoli delle due istituzioni senza scadere in ambigue confusioni. La Chiesa, crediamo, è tanto più libera quanto più mantiene le proprie porte aperte all’impegno e alla responsabilità politica, ma nel contempo sa rimanere estranea a qualsiasi compromesso con il potere.
La festa dell’Epifania, è bene ricordarlo, fa memoria di alcuni sapienti e ricchi, forse anche potenti stranieri, ma certamente non ebrei, che a differenza del potere locale, ignaro ed ostile, si recarono ad adorare la nascita di Gesù a Betlemme; saranno proprio loro a salvare la vita del “Principe della pace”, ritornando ai loro paesi per un’altra strada senza dire nulla ad Erode sul luogo dove si trovava. Si tratta di un messaggio che va in tutt’altra direzione rispetto al connubio tra trono e altare: un messaggio ecumenico e di libertà, che potrebbe essere ripreso all’interno delle celebrazioni del Tallero, per fugare definitivamente la fastidiosa sensazione che qualcuno voglia strumentalizzare questa bella festa della tradizione gemonese.

I cattolici per la Terza Repubblica

venerdì, 4 novembre 2011

Campanile, Val Venosta

Che cosa pensano oggi i cattolici italiani della politica del nostro paese? La risposta a questa domanda, secondo i dati emersi dal sondaggio condotto da Ipsos e commissionata dalla Fondazione “Achille Grandi” per il bene comune, può essere così sintetizzata: sfiduciati e in attesa di novità. I 60.000 cattolici intervistati hanno espresso chiaramente la loro attesa di qualcosa di politicamente nuovo che rompa l’attuale situazione. Il giudizio sui partiti, e anche sulle istituzioni di Camera e Senato, è molto negativo. Il gradimento è sceso in sei mesi dal 32% al 14%. Un vero crollo si registra per il governo e per Berlusconi, che passa dal 50% al 22% con tendenza a diminuire ancora. La conseguenza immediata di questa disaffezione, ed è il dato più rilevante dell’indagine, è una forte tendenza all’astensione. La propensione dichiarata di non voto raggiunge il 44,5%, e un picco di 48,7% tra i cattolici praticanti impegnati. L’80% è d’accordo con il cardinale Angelo Bagnasco quando esprime la necessità che la politica si rinnovi radicalmente. E qui emerge la volontà di qualcosa di veramente nuovo, ma che non si identifica necessariamente con una nuova DC. Solo il 24% sente l’urgenza di una forza politica che rappresenti i cattolici. Il 33%, invece, ritiene sbagliata questa prospettiva, soprattutto per non confondere religione e politica. Il restante 35% pensa che non serva un unico partito, ma ritiene comunque importante un movimento che promuova i valori cristiani. Gli intervistati chiedono con forza ai politici la “coerenza” con i valori che professano, e anche di poter scegliere i loro eletti con una nuova legge elettorale.
L’indagine rivela, dunque, una forte domanda di rinnovamento qualitativo della politica nazionale. La tendenza all’astensione e la voglia di rinnovamento non sono per forza antitetici. Il non voto potrebbe trasformarsi in scelta deliberata se qualcosa di veramente nuovo potesse sorgere dal caotico quadro politico. Nel recente convegno di Todi sono stati presi in considerazione questi dati nel tentativo di delineare un nuovo protagonismo dei cattolici, che da una parte non scada nella riproposizione di un partito cattolico, oggi improponibile, e dall’altra non lasci i cattolici totalmente divisi e disseminati dovunque senza nessuna voce che li rappresenti efficacemente. Questo il compito di una terza via ancora da inventare che sia all’altezza dell’attuale situazione politica, in transizione verso una “Terza Repubblica”, oltre il berlusconismo, e forse anche oltre il bipolarismo. Anche la Chiesa di Udine ha intrapreso, a partire dall’assemblea svoltasi il 21 ottobre scorso (dall’eloquente titolo “Cristiani in assemblea per il futuro del Friuli”), un percorso di formazione alla politica molto intenso e partecipato. Auspichiamo che i cattolici di Gemona, che nel passato hanno saputo affrontare con determinazione situazioni difficili, come per esempio quella del terremoto del ’76, anche con l’espressione di rappresentati di alto profilo morale nelle istituzioni regionale e parlamentare, sappiano nell’immediato futuro far convergere le proprie forze e idee per affrontare la crisi economica e sociale che ci sta investendo. [gv]

Benvenuto a Gemona

lunedì, 29 agosto 2011

Gemona - Duomo - San Cristoforo

La parrocchia di Santa Maria Assunta di Gemona avrà dunque un nuovo parroco: mons. Valentino Costante. La notizia è stata data ieri ufficialmente da don Federico Grosso, che rimarrà ancora con noi facendosi carico delle parrocchie di Campo Lessi e di Ospedaletto. Un’importante azione pastorale attende mons. Costante. Gemona è una realtà complessa, ricca di “talenti”, dentro e fuori la chiesa. Un pluralismo vivace. Associazioni, borgate, scuole, istituzioni. Tante iniziative, progetti, idee, che necessitano di “sintesi”, affinché insieme rendano la nostra comunità ancora più viva e solidale. C’è bisogno di “ascoltare”, “farsi carico”, soprattutto della realtà giovanile, centro di ogni pastorale che si apra al futuro, e delle situazioni di disagio e di marginalità. Siamo convinti che il nuovo parroco saprà affrontare e vincere queste sfide. E gli garantiamo, nel rispetto dei reciproci ruoli, la nostra vicinanza e collaborazione. Benvenuto a Gemona, mons. Valentino.

Maratona biblica

lunedì, 21 febbraio 2011

Marathon des Sables

Più di 550 anni fa Johann Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili. Il primo libro che uscì dalla sua macchina da stampa fu una Bibbia. Da allora sono stati pubblicati miliardi di libri, ma la Bibbia è rimasta sempre in cima alla classifica come il libro più diffuso nella storia dell’umanità, e anche il più tradotto (oltre 3.000 lingue). La Bibbia è Parola di Dio per il credente cristiano ed ebreo; per il non credente è una biblioteca di libri religiosi più o meno interessanti. Per tutti, invece, costituisce uno dei testi fondamentali della cultura, dell’arte e dell’identità dell’Occidente. A fronte di ciò, tuttavia, l’ignoranza in merito a questo fondamentale deposito di cultura, di sapienza, di poesia, non solo da parte dei non credenti, ma soprattutto da parte dei credenti, pare enorme. Pochi sono coloro che leggono la Bibbia in modo integrale, pochissimi coloro che la studiano. È un’occasione speciale, allora, e da non perdere, quella promossa dall’Arcidiocesi di Udine, insieme all’Agenzia Regionale per la lingua friulana e l’associazione Glesie Furlane: una lettura continuata e integrale della Bibbia dal 3 aprile, festa della Patria del Friuli, al 9. Circa 1.300 lettori si daranno il turno per recitare i 73 libri del testo sacro nella versione friulana di don Francesco Placereani e don Pierantonio Bellina. L’evento ha un significato simbolico molto forte: in questi tempi di smarrimento etico e spirituale la Bibbia può ancora essere per tutti una fonte di valori perenni; una parola che stimola a una ricerca autentica della verità, e a una condivisione sociale che non esclude mai i poveri, i deboli e gli stranieri. La «maratona biblica» si svolgerà presso l’Oratorio della Purità a Udine, vicino al Duomo.
Chi desiderasse donare la propria voce per la lettura dei testi, può telefonare al numero 0432.555979 dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.00, e dalle 15.00 alle 19.00; oppure scrivere a bibie@regione.fvg.it.

Visita pastorale

giovedì, 25 novembre 2010

Gregge

Da domani, venerdì 26, a domenica prossima 28 novembre l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzoccato sarà in visita pastorale nella forania di Gemona. Il presule incontrerà le realtà ecclesiali e civili del Gemonese: sacerdoti, comunità religiose, operatori pastorali e fedeli, innanzitutto, ma anche sindaci, responsabili delle istituzioni locali, sindacati. Ad accompagnarlo il parroco di Gemona Gastone Candusso, anche nella sua veste di vicario della forania, che raccoglie, accanto a Gemona, le parrocchie di Alesso, Avasinis, Bordano, Braulins, Campo Lessi, Interneppo, Montenars, Osoppo, Ospedaletto, Peonis, Pioverno-Carnia, Portis, Trasaghis e Venzone. Momento conclusivo della visita, l’ordinazione diaconale – in programma domenica alle ore 18 nel duomo di Gemona – di Andrea Venturini, che diventerà diacono permanente.

La sapienza biblica: la via per comprendere il «vicino» e il «lontano»

giovedì, 1 luglio 2010

Vicino Lontano

Pochi gemonesi sanno che ogni anno uno dei maggiori biblisti italiani tiene un corso di tre giorni sul Libro dei Libri a Gemona. Rinaldo Fabris è l’attuale presidente dell’Associazione Biblica Italiana. La sua produzione scientifica in campo esegetico è ormai riconosciuta a livello internazionale. E da quasi vent’anni la Forania di Gemona ha il privilegio di ospitarlo per un breve corso rivolto a tutti coloro che desiderano approfondire le tematiche fondamentali dell’Antico e del Nuovo Testamento. Quest’anno l’appuntamento avrà come tema «Vicini e lontani nella Bibbia: i libri di Rut e di Giona» e si terrà da domani, venerdì 2 luglio, a domenica 4, presso il centro parrocchiale di via Salcons.
Il programma prevede l’inizio, domani alle ore 9, con due sessioni (mattino e pomeriggio) dedicati al libro di Rut. Le due sessioni di sabato 3 luglio saranno invece dedicate al libro di Giona. Conclusione domenica 4 con inizio dell’ultima sessione dedicata sempre a Giona alle ore 9, e la celebrazione eucaristica alle ore 11.
Il tema scelto, la relazione con i «vicini» e i «lontani», è di estrema attualità. La sapienza biblica, ne siamo certi, può essere, per un mondo globalizzato come il nostro, un ottimo antidoto contro malattie antiche come la xenofobia, il razzismo, o il semplice individualismo, che rinchiude se stessi dentro i confini del proprio «orto», nell’incapacità di farsi prossimi al vicino e di accogliere il lontano. Magari sventolando crocefissi [].
[Per iscrizioni e ulteriori informazioni ci si può rivolgere presso la canonica di Gemona (mons. Gastone, tel. 0432 980608) oppure presso la canonica di Bordano (suor Fides, tel. 0432 988180)]