Articoli marcati con tag ‘Economia’

I nostri poveri banchieri

venerdì, 6 aprile 2012

Clochard

Con il post di oggi usciamo dal consueto recinto gemonese, a cui ci atteniamo su questo blog, per un grido di indignazione, condiviso – chissà – dai tanti che ci leggono.
Che l’Imu fosse un’imposta ormai ineludibile, dopo l’abolizione dell’Ici da parte dell’indecente governo Berlusconi, lo sapevamo. Come sapevamo, o credevamo, che avrebbe colpito un po’ tutti. Magari di più i possessori di case di villeggiatura, un po’ meno le famiglie a basso reddito o con molti figli a carico. Ma apprendere che un pensionato costretto in casa di riposo debba pagare l’Imu sulla sua abitazione come fosse “seconda casa”, mentre le Fondazioni Bancarie, che gestiscono i pacchetti azionari di controllo delle banche italiane, siano considerate enti no profit e siano pertanto esentate, questo davvero ci fa indignare. Tanto più se pensiamo che nel 2009 le Sezioni unite della Cassazione hanno stabilito che le fondazioni non possano godere di sconti fiscali, in quanto non sono equiparabili agli enti no profit. In passato lo stesso Mario Monti, in veste di commissario europeo per la concorrenza, ebbe a criticare il meccanismo di controllo (che non ha equivalenti in nessun Paese europeo) delle fondazioni sulle banche. Anche se siamo a Gemona, lontani da Roma, ai confini dell’Impero, gridiamo il nostro scandalo. Prima di tutto a nome degli anziani della nostra comunità che in questo momento si trovano in casa di riposo o in qualche struttura di accoglienza e che tra qualche mese riceveranno la bella sorpresa di essere proprietari di una “seconda casa”.

Innovare, internazionalizzare, infrastrutture: tre “i” contro la crisi

lunedì, 5 dicembre 2011

Lampadina puzzle

I risultati dell’indagine della Confindustria del Friuli-vg relativa al terzo trimestre 2011 segnalano il prevalere di segni negativi rispetto al trimestre precedente e di segni positivi nel confronto tendenziale con lo stesso periodo dell’anno scorso []. Nel complesso la congiuntura rimane preoccupante. «La situazione è tutt’ altro che rosea» – afferma il presidente degli industriali regionali Alessandro Calligaris –«ci si rende conto, cioè, che il ciclo espansivo che era iniziato attorno alla fine del 2009 e che ci aveva fatto ben sperare in un superamento, anche se lento, della lunga precedente fase recessiva, si sta esaurendo. Direi, anzi, anche in linea con la prevalenza dei pareri previsionali che abbiamo raccolto dai colleghi imprenditori, che il ciclo virtuoso è già finito». Parole che indicano il pericolo di ricadere in una nuova fase di recessione. La Confindustria regionale chiede alla politica decisi interventi che possano comportare una rapida inversione di tendenza. È indispensabile potenziare gli strumenti finalizzati a favorire la ricerca e l’innovazione industriale, ma soprattutto è urgente potenziare le infrastrutture del territorio. Ciò favorirebbe l’esportazione, da sempre il punto di forza dell’economia industriale friulana. Calligaris non ha dubbi: solamente «le piccole e medie imprese che riusciranno ad inserirsi in filiere operanti sui mercati internazionali potranno sopravvivere e crescere; quelle che, invece, non sapranno allargare il proprio raggio d’azione al di fuori del mercato domestico sono a forte rischio di estinzione». Per superare la crisi e rilanciare lo sviluppo sembra non ci sia altra strada che l’internazionalizzazione delle imprese. Meta che potrà essere raggiunta se i territori sapranno fare sistema tra loro e integrarsi con il settore pubblico. Di qui l’importanza che anche la politica dei diversi comprensori non rimanga a guardare. Da oltre due anni continuiamo a ripeterlo anche a Gemona. L’amministrazione comunale ha il dovere di fare la sua parte, innanzitutto riunendo il consiglio comunale, che fino ad oggi non è stato coinvolto sui temi della crisi economica, nonostante le nostre richieste []. Miope è la politica che in situazioni di emergenza non sa ricercare la più ampia collaborazione per individuare le scelte possibili più condivise, efficaci e lungimiranti.

«La ripresa è ancora lontana»

mercoledì, 14 settembre 2011

Lunga strada

«La ripresa è ancora lontana». Sono parole del segretario locale della Cisl Franco Colautti, pronunciate alcuni giorni fa durante la presentazione dei dati sull’andamento dell’occupazione nell’Alto Friuli. Nel 2008 sono state attivate 680 mobilità, 976 nel 2009, 868 nel 2010. Nel primo trimestre del 2011 sono state 202. Meglio invece le assunzioni: nel primo trimestre del 2011 a fronte di 3.743 cessazioni (compresi i pensionamenti e i contratti a termine) si sono avute 4.369 nuove assunzioni. Secondo i dati forniti dalla Cisl, a soffrire di più sono le imprese edili e metalmeccaniche, due settori su cui la crisi si è abbattuta con maggiore intensità.
«Occorre intervenire con azioni strutturali forti e determinate» ha detto Colautti. Condividendo le posizioni del segretario della Cisl, constatiamo con preoccupazione l’incapacità della politica di mettere in campo azioni organiche ed efficaci che aggrediscano con decisione la crisi. Se la situazione è complessa e gli enti locali non sempre possiedono le risorse e le deleghe per intervenire in campo economico, è anche vero che mancano nuove idee e soprattutto il coraggio di assumere decisioni, magari impopolari o rischiose, ma che vadano nella direzione del cambiamento e delle riforme strutturali.
L’economia, lo stiamo scoprendo amaramente in questo momento di crisi, non è solo finanza, ma anche fiducia, responsabilità, impegno comune. Come sostengono molti analisti economici, abbiamo smarrito la “coesione sociale”; quella coscienza collettiva che induce ciascuno a un impegno nel quotidiano a favore della propria comunità. Solo da uno sforzo comune e condiviso può nascere una società più equa e più giusta. È su questo fronte che gli enti locali dovrebbero investire e giocare la propria parte, contribuendo a (ri)generare un senso di appartenenza solidale e a costruire ponti fra le forme sociali ove si svolge la personalità di ciascuno, come recita la Costituzione italiana.

Con lo sport “Gemona vince”. Ma cosa vince?

venerdì, 2 settembre 2011

Pistorius- corsa

Oltre a Gemona ci sono altri comuni friulani che hanno investito nello sport. Lignano, per esempio. E in misura ben più consistente. Con tanto di robusti contributi regionali e grandi sponsor. Eppure non sono sempre rose e fiori. I grandi eventi sportivi, pur riempiendo le prime pagine dei media, non è detto che paghino in termini turistici ed economici. Lo sostiene il numero in edicola de Il Friuli [], che riporta alcuni dati sugli European Masters Games 2011, i giochi che prenderanno il via nella località balneare il 10 settembre prossimo []. Secondo il settimanale, nel 2007 si ipotizzava una partecipazione di 15 mila sportivi. Due anni dopo si puntava a raggiungere quota 10 mila. Oggi, a ridosso della cerimonia di apertura, gli organizzatori sperano di arrivare ai 4 mila iscritti, dopo che la soglia anagrafica è stata ritoccata al ribasso, dilatati i tempi per l’iscrizione e ridotto drasticamente il costo di partecipazione per gli atleti locali. Secondo le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alle attività produttive Federica Seganti, le stime prevedono che gli European Masters Games di Lignano produrranno un indotto di circa 3 milioni di euro. A fronte però di un contributo regionale già stanziato di 5 milioni, e senza tener conto degli sponsor e di altri finanziamenti.
Se queste previsioni sono corrette, la conclusione va da sé: gli eventi sportivi da sostenere attraverso contributi pubblici vanno selezionati con grande attenzione, pena il rischio di rimetterci una valanga di soldi. Ora, a Gemona c’è qualcuno che sta facendo i conti sul rapporto costi/benefici del progetto “Città dello Sport?”. Le centinaia di migliaia di euro spesi e in bilancio – tra contratti con sportivi, manifestazioni, infrastrutture, promozione, e via discorrendo – quale ricaduta hanno avuto finora nel territorio del comune? E quale avranno in futuro? Esiste qualche studio, qualche dato obiettivo? O ci fidiamo solo delle parole del sindaco o di qualche suo sostenitore? Se “Gemona vince con Pistorius” – come citava lo slogan di uno striscione promozionale della “Città dello Sport” -, bene, ma cosa vince? Cos’hanno vinto i cittadini gemonesi finora? Cosa vinceranno in futuro? Domande legittime che in molti si stanno ponendo e a cui la giunta Urbani dovrebbe cominciare a rispondere con chiarezza e trasparenza.

Crisi di mercato. E di metodo

lunedì, 22 agosto 2011

Gemon, 1770

«Il muro contro muro non serve a nulla, anzi, è controproducente» []. Parole del sindaco Paolo Urbani, pronunciate venerdì scorso durante la protesta degli ambulanti, che chiedono di trasferire il mercato in stazione. Parole sagge. Accompagnato dall’onnipresente assessore Fabio Collini, l’altro giorno Urbani pare essersi convinto di un fatto di cui sono consapevoli tutti i gemonesi: il mercato del venerdì è solo l’ultimo pezzo di un centro storico che da tempo sta scivolando verso la piana. È il risultato di una politica miope decennale. Concedendo ampie superfici commerciali nella zona bassa di Gemona e lasciando cadere ogni progetto complessivo per il centro, il declino era inevitabile e prevedibile. È la politica degli ultimi 20 anni di governo della nostra cittadina. Per invertire la rotta servirà uno sforzo ben maggiore di qualche escursione estiva di Pistorius o del trasferimento degli uffici comunali a Palazzo Scarpa. È di un atteggiamento nuovo che Gemona ha bisogno. Non di politici del «ghe pensi mi» – stiamo vedendo dove stanno portanto l’Italia! – ma di persone che sappiano far camminare insieme idee, competenze, risorse e che attuino metodi pro-attivi di governance. Un esempio dei danni che altrimenti si possono arrecare è la recente questione delle pietre del San Giovanni. Un assessore “poco attento” – per usare un eufemismo benevolo – rischia di rovinare un patrimonio storico inestimabile. Ci fosse invece stata una commissione per i lavori pubblici (che una volta esisteva) o un gruppo di esperti, quelle pietre avrebbero probabilmente subìto una migliore sorte.
Ma vogliamo guardare in avanti. Con fiducia. Ormai da tempo “Con te Gemona” sta avanzando all’amministrazione proposte che vanno nella direzione di una più ampia progettualità. La più recente quella dei Piani Integrati di Sviluppo Sostenibile [], un bando finanziato dall’Europa che potrebbe portare nelle casse comunali dai 3 ai 6 milioni di euro. Ma soprattutto potrebbe costituire un primo laboratorio per nuovi metodi di far politica a Gemona. Ce ne sarebbe davvero bisogno. E questi tempi di crisi possono proprio essere la leva per cominciare ad attuarli.

Numeri

domenica, 17 luglio 2011

Numeri

Debito pubblico dello stato italiano.

Luglio 2011€ 1.904.610.000.000 ca.
Luglio 2010€ 1.838.296.000.000 ca.

[Fonte: www.chicagoblog.it]

Uscire dallo sviluppo

giovedì, 14 luglio 2011

Bambino con gelato

«Sarebbe senz’altro una bella soddisfazione poter mangiare alimenti sani, vivere in un ambiente equilibrato e meno rumoroso, non subire più i condizionamenti del traffico». Questo diceva il sociologo e teologo francese Jacques Ellul, celebre autore di numerosi saggi sulla società tecnologica, nel non lontano 1994. Per troppi secoli infatti, l’uomo si è convinto che la propria felicità fosse direttamente proporzionale all’aumento della crescita, della produttività, del potere d’acquisto e quindi dei consumi. Questo ha però portato inevitabilmente a decenni di sprechi frenetici, guerre del petrolio a cui hanno seguito quelle dell’acqua, sconvolgimento climatici. Per non parlare della paura per il possibile prolificare di pandemie e il rischio della scomparsa di specie vegetali e animali essenziali in seguito alle prevedibili catastrofi biogenetiche. Ecco perché entrare nell’ottica di uno stile di vita diverso, in qualche modo antitetico a quello presente basato tutto sul PIL, che suggerisca di tirare il freno al progresso, diventa sempre più un’ipotesi concreta.
Dal 13 al 18 settembre, l’Associazione per la Decrescita [] organizza a Pesariis [] una scuola estiva residenziale sui temi della decrescita. L’obiettivo sarà quello di formare persone in grado di organizzare i fattori che possono creare nuclei ed istituzioni per una società e un economia solidali, basate sulla decrescita economica. All’interno della settimana molti relatori, tra cui docenti universitari, sociologi, economisti e studiosi di decrescita, si passeranno il testimone in dibattiti, colloqui e casi di studio. Tutte le informazioni su vitto, alloggio e il programma completo della scola estiva sono presenti sul sito della Casa per l’Europa di Gemona [QUI]. [ap]

Una corsa per riscaldarsi

venerdì, 8 luglio 2011

Corsa a ostacoli

«Chi prima arriva meglio riscalda la sua dimora». Potrebbe essere questo lo slogan adatto alla maratona, che ha preso il via il 27 giugno, per aggiudicarsi i contributi del progetto «Gemona ambiente sostenibile», fortemente voluto dal vicesindaco Roberto Revelant. Il regolamento che disciplina l’assegnazione di incentivi economici finalizzati al risparmio energetico nel nostro Comune è stato approvato lo scorso mese di aprile, e ne avevamo dato notizia []. Ora la giunta comunale ha stabilito le modalità e i termini di presentazione delle domande per poter usufruire degli incentivi con l’approvazione del bando []. Le domande devono essere presentate entro 60 giorni dall’ultimazione dei lavori, a partire dal 27 giugno scorso, utilizzando l’apposito modulo []. La richiesta di contributo, si legge nella delibera di giunta, possono effettuarla anche coloro che hanno «realizzato interventi incentivanti nel periodo intercorrente tra la data di esecutività del regolamento di cui trattasi (29.04.2011) e la data di pubblicazione del bando con i tempi e le modalità in esso contenute». Il budget messo a disposizione nel bilancio comunale è di 98.200 euro. Le domande di contributo verranno evase in base all’ordine di presentazione, mentre le eventuali domande che non riusciranno ad essere finanziate per esaurimento del fondo stanziato saranno poste in graduatoria nell’anno successivo, ma «compatibilmente alle esigenze di bilancio». Ciò significa che potrebbero anche non esserci soldi disponibili il prossimo anno per chi è arrivato ultimo nella corsa.
Avevamo già segnalato che i criteri per l’assegnazione previsti dal regolamento sono a nostro avviso assolutamente iniqui, in quanto non prevedono alcuna graduatoria di merito. È giusto che una persona, poniamo, con un reddito di 100 mila euro superi in graduatoria una famiglia numerosa con 25 mila euro di reddito, solo perché è arrivato un’ora prima a depositare la domanda? È giusto che chi ha già usufruito di contribuiti provinciali o regionali, magari la medesima persona dell’esempio precedente, abbia la precedenza su chi non ha mai richiesto un contributo pubblico, sempre perché è arrivato un’ora prima allo sportello? È giusto che nello stilare la graduatoria non si tenga in minimo conto il grado di efficienza energetica dell’intervento, la valutazione sulla prima/seconda casa, la distinzione tra locutore/locatario? E ancora: è giusto che il beneficiario possa sapere se il contributo gli verrà concesso solo a lavori conclusi e non abbia la possibilità di decidere prima se effettuarli o meno, proprio in base all’entità del contributo erogato?
Tant’è. Oramai la maratona è partita. E chi ha gambe e fiato per correre più velocemente, certamente lo farà. Sia chiaro, noi siamo del tutto contrari a questo bislacco criterio del «chi prima arriva meglio alloggia», pur plaudendo la decisione dell’Amministrazione comunale di voler erogare incentivi finalizzati a ridurre il consumo di energia e a promuovere il risparmio e la tutela delle risorse ambientali. Speriamo che la dovuta informazione giunga tempestivamente a tutti coloro che vorranno «partecipare» alla gara, ma speriamo soprattutto che i «premi» possano bastare per tutti, in modo da evitare ingiustizie e parzialità. Chiediamo infine all’Amministrazione comunale che, qualora i fondi non fossero sufficienti a soddisfare tutte le richieste, provveda, come previsto dalla delibera, ad «implementare ulteriormente il fondo», facendo a meno di qualche festa o concerto che servono a riscaldare i gemonesi solo per poche ore.[gv]