Articoli marcati con tag ‘Lavori pubblici’

Via Caneva: così era, così doveva essere, così è

lunedì, 30 aprile 2012

Via Caneva

I lavori di via Caneva sono stati ultimati e la strada riaperta []. Doveva rappresentare uno dei fiori all’occhiello della giunta Urbani. Simbolo della «politica del fare» e dell’efficienza degli attuali amministratori, è finita invece nelle polemiche, con un intervento che non soddisfa i più, specchio di una modalità di decidere e di progettare ancorata a vecchi metodi dirigistici, con uno scarto evidente tra il progetto iniziale e il risultato finale.
Eppure si era partiti con il piede giusto, tutto sommato. Il Comune, cosciente dell’importanza dell’opera, aveva deciso di affidare la “consulenza architettonica” a un professionista competente, Alberto Antonelli, che con l’amministrazione aveva avviato una buona intesa nella fase di ideazione dell’intervento. Cominciati i lavori, però, sono emerse divergenze, confusione tra i ruoli, intromissioni inopportune del politico sul tecnico. Tutti ricordano i manifesti (costati oltre 2 mila euro, del resto) con la scritta «Via Caneva: così è, così sarà» []. Immaginavano attraverso una simulazione renderizzata la nuova strada, arricchiata della presenza di molto verde, sia di alberi che di fiori, elemento essenziale per farne un percorso vivibile e turisticamente attraente, come vediamo in molte città della Francia e della Germania. Chiunque passi per la via oggi, può constatare quanta distanza vi sia tra quei manifesti e i lavori completati. Nessun albero, ma vasi neri, stile Ikea, a dividere un marciapiede troppo largo e troppo indistinguibile dal manto stradale. Uno spazio spoglio, scialbo, inespressivo. Il contrario di quanto si voleva realizzare.
Siamo certi che non vi è stata malafede. Ma si è trattato – come ormai siamo abituati a Gemona – di un problema di metodo e di presa delle decisioni, in cui un singolo assessore rischia di assumere, cosciente o meno, i ruoli più diversi: architetto, progettista, direttore dei lavori, selezionatore di essenze floreali, lighting designer. Il risultato è evidente. Non serve ricordare quanti problemi siano emersi nel corso dei mesi: le dimissioni dall’incarico di Alberto Antonelli, il ritardo dei lavori, il taglio delle pietre cinquecentesche del San Giovanni [], l’installazione di luci inadeguate (con tanto di “lamierino” posticcio per correggerne la direzione []), l’aumento dei costi del 16% sul preventivo. Non ultima la scelta di coprire con acciottolato i fori per gli alberi [], per poi dichiarare sulla stampa che ora si sta pensando di fare marcia indietro e quindi – chissà – l’acciottolato verrà levato e gli alberi piantumati. La conclusione è sotto gli occhi di tutti. Anche della giunta Urbani. Al momento non è stata prevista alcuna inaugurazione.

C’è lavatoio e lavatoio

mercoledì, 21 marzo 2012

Gemona - Lavatoio via Trasaghis

Durante l’ultima seduta del consiglio comunale, la maggioranza guidata dal sindaco Paolo Urbani ha approvato la 45a variante al Piano Regolatore che prevede la modifica della destinazione urbanistica per l’area del lavatoio di via Trasaghis []. L’amministrazione comunale ha in programma la ricostruzione del vecchio lavatoio in cemento e la riqualificazione dell’area di fronte, fino ad oggi piazzola ecologica per la raccolta dei rifiuti. L’opera è in fase avanzata di definizione. La giunta ha appena approvato il progetto preliminare, realizzato dall’architetto Antonella Indrigo. Nella relazione allegata al progetto leggiamo che «il manufatto [verrà] ricollocato ad un’altezza superiore all’attuale, in modo da essere visibile dalla strada». Verrà costruito «un sistema di captazione dell’acqua dall’acquedotto comunale» e realizzata una fontana. Inoltre, «due corpi illuminanti, ad incasso, sono previsti allocati uno nella parte superiore della quinta scenica ed un secondo in prossimità della statua, in modo da rendere visibili i riflessi generati dal movimento dell’acqua anche di notte».
Il costo previsto dell’intero intervento è di 84 mila euro, di cui 21 mila euro per la ricostruzione del lavatoio, 12 mila per l’acquisto di una scultura marmorea da apporre sul manufatto, 28 mila per espropri, frazionamenti e spese tecniche e 23 mila euro per la sistemazione dell’area prospiciente.
[QUI l’immagine renderizzata del lavatoio di via Trasaghis come dovrebbe apparire a conclusione dei lavori]

Numeri

domenica, 5 febbraio 2012

Numeri

Lavori di ristrutturazione della viabilità generale di via dai Rondins [].

Costi totali ristrutturazione
via dai Rondins
746.265

Via Caneva. L’attesa

giovedì, 2 febbraio 2012

Gemona. manifesto Via Caneva

C’è grande attesa intorno alla riapertura di via Caneva. In primo luogo per i disagi che i residenti del centro stanno sopportando da mesi. Ora la strada è chiusa e si attende con impazienza di poterne nuovamente fare uso. Impazienza accresciuta dal fatto che nel novembre scorso l’amministrazione comunale ha accordato all’azienda appaltatrice ulteriori 40 giorni per la consegna dei lavori.
Ma soprattutto si attende di poter valutare la “qualità” della sistemazione urbana. Via Caneva è un’arteria decisiva per l’intero centro storico, che tanto fatica a riprendere vita. Non è stata pertanto di buon auspicio la notizia – ormai di qualche mese fa – che l’architetto Alberto Antonelli ha lasciato l’incarico della direzione artistica dei lavori. Avevamo salutato con favore la scelta della giunta Urbani di affidargli questo ruolo, convinti della necessità che un’opera così importante richiedesse l’occhio di un professionista esperto. Convinti per di più che l’architetto Antonelli è un profondo conoscitore degli specifici problemi urbanistici, architettonici e paesaggistici di Gemona. La decisione di rimettere l’incarico sarebbe nata – da quanto abbiamo potuto apprendere – da alcune scelte dell’amministrazione che il professionista non si è proprio sentito di avallare, con il rischio di vedersi attribuire interventi non appropriati da lui non suggeriti. Ora rimaniamo in attesa del risultato. Certo, se il buongiorno si vede dal mattino…

Programmi reali, programmi virtuali

lunedì, 16 gennaio 2012

Virtuale

Il Comune di Gemona ha in programma, almeno sulla carta, un ambizioso piano di opere pubbliche per il prossimo triennio. Nel 2012 sono stati messi a bilancio (preventivo) lavori per 6 milioni e 200 mila euro, nel 2013 per 9 milioni e 300 mila e nel 2014 per 7 milioni e 200 mila euro. Totale, nel triennio: 22 milioni 884 mila euro. Sulla carta, però. Perché nella realtà solo una parte di queste opere vedrà la luce, in quanto il Comune non potrà assumersi in proprio la loro intera realizzazione ma dovrà necessariamente attendere la concessione di contributi da parte degli enti pubblici sovraordinati, Regione innanzitutto.
Così, il palazzetto dello sport (3 milioni e 600 mila euro), la ristrutturazione del Cinema Teatro “Sociale” (520 mila euro), la struttura per il volo libero (890), sono a bilancio certo, ma in un bilancio ancora “virtuale”.
Le opere invece che dovrebbero essere portate a termine (il condizionale è d’obbligo di questi tempi) sono: la sistemazione della palestra di roccia sul Glemine (98 mila euro), la costruzione di un impianto di cremazione presso il cimitero (1 milione e 500 mila euro in project financing), il ripristino statico e funzionale della torre del castello e delle ex-carceri (3 milioni 980 mila euro nei prossimi 3 anni, conclusione lavori nel 2015).
[QUI il Programma triennale delle opere pubbliche in dettaglio]

Più o meno Gemona

sabato, 17 dicembre 2011

Gemona più o meno

A distanza di 4 anni dal progetto preliminare, i lavori di ristrutturazione di via Rondins non sono ancora conclusi (clicca sull’immagine). Meno.

Numeri

domenica, 4 dicembre 2011

Numeri

Costi e tempi previsti per la ricostruzione delle ex carceri e della torre dell’orologio sul colle del castello di Gemona.

Base d’asta dell’appalto4.233.999 €
Offerta economica vincitrice dell’appalto2.390.446 €
Ribasso (%)43,5 %
Impegno complessivo di spesa (compresi oneri sicurezza e Iva)3.274.092 €
Tempo di esecuzione dei lavori1.200 giorni (3 anni e 4 mesi ca)

[Fonte: determina comunale n. 630 del 14.07.2011 ]

Una torre per guardare al domani

venerdì, 2 dicembre 2011

Gemona, castello (2011)

Il prossimo fine settimana si svolgeranno le celebrazioni per l’avvio dei lavori di ricostruzione del castello. Un evento atteso da 35 anni che evoca emozioni, ricordi, e smuove interrogativi e riflessioni sul nostro passato e sul futuro.
1. Tutti i gemonesi non possono che compiacersi per l’apertura del cantiere, che andrà finalmente a chiudere, non solo simbolicamente, la ricostruzione del post-terremoto. Il castello, insieme al duomo e alle vie del centro storico, è sentito come uno degli elementi portanti dell’identità storica e culturale della nostra cittadina. Fare festa può rappresentare un’espressione di unità e di coesione sociale.
2. Se la posa della prima pietra può anche essere celebrata, sarà solo a conclusione dell’opera che si potrà davvero festeggiare. Quante altre volte abbiamo visto rimettere in moto la grande gru sul colle per poi constatare che i lavori erano stati stoppati per qualche motivo! Almeno per scaramanzia si potevano evitare i fuochi di artificio e i mega-cartelloni autocelebrativi, e allestire una manifestazione più sobria e composta, tenuto anche conto della situazione economica del Paese.
3. Nessuno ha il diritto di appropriarsi di questo momento, che è “di tutti” e “per tutti” i gemonesi. Il merito di aver ripreso i lavori di ricostruzione del castello è da ascrivere solo in parte alla giunta attuale, e in pari, se non in maggior misura, agli amministratori precedenti, in particolare Mauro D’Aronco e Gianpaolo Londero. Sarebbe davvero patetico se qualcuno volesse attribuire unicamente a sé il merito di aver riaperto il cantiere. Chi conosce la tormentata storia del castello sa bene quanta responsabilità nel ritardo dei lavori abbiano alcuni degli amministratori che oggi siedono in consiglio comunale e che negli anni si sono spesi poco o nulla per accelerarli.
4. Il progetto è stato appaltato con un ribasso d’asta del 43%. Un fatto positivo se permetterà di ottenere dei risparmi da utilizzare su altri capitoli e nel contempo garantirà l’esecuzione dei lavori a regola d’arte. Un elemento di preoccupazione se invece a un ribasso così ragguardevole non seguirà una buona qualità delle opere, il rispetto dei tempi di consegna e se si interverrà con varianti in corso d’opera che faranno lievitare i costi. Sarà impegno degli ammnistratori, e più in generale di tutti i cittadini, esercitare un attento controllo su quest’opera pubblica così importante per la nostra città.
5. Per ultimo, ma forse è il punto decisivo, rimane il problema di quale funzione si voglia assegnare al castello ricostruito. La torre dell’orologio e le ex carceri potranno essere dei contenitori di eventi, un’attrazione turistica, uno spazio per la comunità, ma anche delle scatole vuote se non sapremo, con intelligenza e sguardo “lungo”, collocarle all’interno di un progetto integrato per il rilancio del centro storico e dell’intera cittadina. Altre analoghe esperienze ci insegnano che le architetture storiche possono rivivere, ma per farlo devono interagire con le esigenze e le dinamiche sociali, culturali ed economiche dell’oggi. Costituire un team di esperti e di persone che oggi operano a Gemona nei settori culturale, turistico ed economico, che cominci a progettare fin d’ora, e nella libertà e creatività che talvolta le esigenze “corte” della politica non hanno, dovrebbe essere una priorità da mettere subito in campo, così da arrivare al momento dell’inaugurazione con le idee giuste per sfruttare al meglio il nuovo edificio. Ciò permetterebbe di adattare da subito la nuova struttura alle funzioni che si deciderà di assegnarle, evitando costosi interventi a fine lavori.