Articoli marcati con tag ‘Mostre’

Design in movimento

sabato, 18 febbraio 2012

Cumini design

È stata inaugurata lo scorso 26 gennaio e sarà visibile fino al 24 marzo 2012, presso lo Store Cumini di via San Daniele a Gemona, la seconda edizione de “Il Design che avanza”, mostra che rinnova l’attenzione ai giovani creativi associando il design alla ricerca tessile nella moda e all’innovazione.
Tema dell’esposizione è l’idea di “materiale”, impiegato sia nell’arredo che nella moda, diventa protagonista della nostra quotidianità, base della produzione e della ricerca innovativa nel design contemporaneo.
L’iniziativa, firmata ADI (delegazione FVG) e Gruppo Cumini, vede per quest’anno la prestigiosa collaborazione con Mittelmoda e con la Facoltà di Architettura dell’Università di Udine e con Material ConneXion, organo di riferimento mondiale per tutto ciò che riguarda l’innovazione e le soluzioni nel campo dei materiali.
Obiettivo della Cumini Gallery è infatti quello di imporsi come angolo privilegiato per accogliere mostre, manifestazioni e rassegne d’arte e design e per dare risalto alle eccellenze offerte dalle aziende friulane.
L’esposizione è patrocinata dalla Camera di Commercio di Udine, dal Comune di Gemona, Banca Antonveneta, Università degli Studi di Udine, Ordine degli Architetti della provincia di Udine, Associazione “Le Arti Tessili”, si avvale della collaborazione delle aziende Grafiche Filacorda, Loewe e Jermann.
[QUI ulteriori informazioni]

Natura morta a Gemona

giovedì, 8 dicembre 2011

Anzil Toffolo

Pennellate dense, colori freddi che evocano le campagne friulane, l’intensità del gesto e del colore trasforma la tela in un inno a quel Friuli che gli era così caro. È stata inaugurata venerdì scorso 2 dicembre a palazzo Elti, la personale di Anzil Toffolo (Monaco di Baviera 1911 – Udine 2000) che racchiude cinquant’anni di lavoro dell’artista attraverso la sua evoluzione, cambiamenti di linguaggio ed influenze.
Stilleben. Il silenzio eloquente propone circa 30 tele di piccole dimensioni, perlopiù inedite, che hanno come tema centrale la raffigurazioni di nature morte. La mostra, realizzata in collaborazione con Villa Manin e curata personalmente dal figlio dell’artista Aulo, vuole celebrare Anzil Toffolo nei cent’anni dalla nascita, ripercorrendo la sua intera vita artistica nel segno dell’originalità e di un attaccamento al simbolico e al realismo che lo caratterizzò fin dagli esordi.
Amato da molti e altrettanto conosciuto, Anzil non deve essere considerato un artista minore, bensì un importante esponente della nostra cultura, che con la sua umiltà e pittura carica di personalità è riuscito a trasmettere valori e sensazioni di grande impatto emotivo.
La mostra rimarrà aperta fino al 26 febbraio 2012 ed è visitabile ogni giorno dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.

Sguardi sul terremoto: 35 anni dopo

martedì, 3 maggio 2011

Terremoto 1976 - Gemona

Si intitola «1976 – Frammenti di Memoria» la nuova mostra permanente voluta dall’amministrazione comunale per celebrare il 35° anniversario del terremoto. Una serie di istantanee provenienti dagli archivi di alcuni fotografi gemonesi sono state collocate nella ex-sede della Galleria Babele e narrano per immagini la storia del sisma del 6 maggio e della ricostruzione. L’inaugurazione si è tenuta ieri sera, lunedì 2 maggio, alla presenza, tra gli altri, della curatrice Valentina Piccinno, del sindaco Paolo Urbani e dell’assessore alla cultura Stefano Marmai.
La realizzazione ci è parsa positiva, come anche l’obiettivo, che è quello di «conservare la memoria» del terremoto e far emergere «la drammaticità dell’evento e la forza di un popolo di risollevarsi dalla polvere» – come recita la delibera istitutiva del progetto. Ciò detto, riteniamo che sia solo un primo passo, verso progettualità di maggior respiro. Da tempo andiamo infatti sostenendo l’opportunità di fare di Gemona una vera «capitale della ricostruzione», un modello positivo di come in Friuli si siano potuti superare positivamente i drammi prodotti dalla catastrofe sismica, il cosiddetto «modello Friuli» di cui andiamo orgogliosamente fieri. Ciò che serve, a nostro avviso, sono cospicui investimenti, competenze e determinazione politica. Se il progetto «Città dello sport» potrebbe essere portato avanti da qualsivoglia comune, Gemona ha il prezioso (quanto drammatico) privilegio di essere stato uno dei pochi paesi italiani in cui la ricostruzione è stata portata a termine in modo rapido, completo ed equilibrato. Perché non sfruttare questa nobile storia che ha contraddistinto gli ultimi 3 decenni della nostra cittadina?

Saurs furlans

sabato, 2 aprile 2011

Gnognosaurs

Doman, ai 3 di Avrîl, e cole la Fieste de Patrie dal Friul, par celebrâ chel lontan 1077, cuant che l’imperadôr Indrì IV – chel di Canossa – al concedè al Patriarcje di Aquilee Sigeart di Belstein l’investiture feudâl cun prerogativis ducâls. In chel moment al nassè il Principât gleseastic di Aquilee, une sorte di proto-stât furlan. Par 3 secui, fintremai al 1420 cuant che Vignesie lu concuistà, il Friûl al podè vivi l’unic moment di autonomie politiche de sô storie. Une date di ricuardâ in dì di vuê – cuintri di ogni forme di nazionalisim talian, padan o friûl-julian – inte logjiche di une Europe dai popui, policentriche, vierte a dutis lis culturis, lis lenghis e lis identitâts, vecjiis e gnovis, cence confins di stâts anacronistichis e pericolôs.
Ancje il Comun di Glemone al à inmaneât cualchi iniziative par celebrâ chescj 3 di Avrîl. Doman a lis 5 e miege sot sere a Palaç Elti si screarà la mostre sui «Gnognosaurs» [], lis strichis in lenghe furlane dissegnadis di Dree Venier, che al à publicât di resint il secont volum cu lis storis dai «saurs» furlans [].
Miercus ai 6 dî Avrîl, invecit, a lis 5 sot sere tal Auditorium di San Michêl il grop «Coccolastorie» al proponarà «Fevele furlan, fevela a colôrs»: leturis di flabis e proiezions di strichis animadis par fruts. La ministrazion comunâl e à in program ancje la publicazion di 1.000 block notes, di dâ fûr ai fruts di Glemone, cun detulis e sprocs par prudelâ la lenghe furlane. E sperìn – cheste volte – ch’a no copiin [].

Mostra sismica

venerdì, 11 marzo 2011

Rischio sismico

In vista del 35° anniversario del terremoto il Comune di Gemona ha in programma di realizzare alcune importanti manifestazioni per celebrare i tragici eventi del 1976. Nella delibera della giunta comunale del 10 febbraio scorso si legge che verrà messa a «disposizione per le celebrazioni legate al 35° anniversario del terremoto una cifra massima di € 100.000,00». Una cifra cospicua, che pare motivata dalla volontà del sindaco Paolo Urbani di trasformare l’attuale «Mostra sul terremoto», ospitata in via Bini, in una mostra permanente. Ciò «per offrire al visitatore un quadro completo sulle motivazioni, le dinamiche e le conseguenze di un sisma, compresa una sezione sull’importanza della prevenzione relativa ad un fenomeno naturale legato all’esistenza stessa della Terra». Alla mostra permanente sarà collegata una sezione didattica, in cui verrà illustrato il fenomeno del terremoto nei suoi aspetti fisici e scientifici. Tale sezione distacca troverà spazio nei locali attualmente occupati dall’ufficio I.A.T. e dalla sede della Pro Loco in piazza Municipio 5 (questi due uffici saranno trasferiti in via Bini 7). Per realizzare questa «passionale e travolgente» mostra fotografica – come cita la delibera – verrà nominata una commissione di massimo cinque persone.
Vista la cifra messa a disposizione ci auguriamo che l’iniziativa possa attirare davvero tanti turisti e scolaresche a Gemona. Siamo certi che alla commissione dei cinque non sfuggirà il fatto che a Venzone esiste già un museo sul terremoto [], e che fra poco questo centro di documentazione verrà ampliato con importanti documenti dall’archivio storico del commissario straordinario Giuseppe Zamberletti. Ci chiediamo se sia proprio utopico pensare alla messa in rete di queste due realtà, per un migliore utilizzo delle risorse pubbliche, ma soprattutto per un’offerta culturale e didattica ancora più rilevante che ambisca in futuro ad un circuito internazionale.

Una bella città fa un bel vivere

venerdì, 4 febbraio 2011

Gemona

Tutti i gemonesi avranno certamente ammirato le immagini storiche della città riportate su dei pannelli fotografici posti nel portico della Salita dei Longobardi, e in quello che collega via Bini con via Vicinale. Questa mostra fotografica permanente, che l’Amministrazione Comunale ha finanziato con l’intento di abbellire il centro storico, è stata recentemente ampliata con l’installazione di nuovi pannelli fotografici. L’opera è stata realizzata in collaborazione con il Gruppo Fotografico Gemonese. Ci auguriamo che questa collaborazione continui, così come quella con i Writers che hanno recentemente colorato i sottopassi della Stazione ferroviaria. Creare dei luoghi pubblici confortevoli significa produrre un «riambientamento» per noi individui postmoderni che continuiamo a fatica a ritrovarci nei cosiddetti «non luoghi». Dopo la ricostruzione di Gemona è giunto il tempo per iniziare una vera «ricostruzione estetica» di Gemona, affinché i cittadini possano riappropriarsi dei luoghi pubblici con gusto ornamentale e con decoro. Ma per realizzare una ricostruzione estetica del paese non ci si può affidare all’improvvisazione, a progetti di arte pubblica sporadici e completamente scollegati tra di loro. È necessario coinvolgere le menti artistiche più raffinate del nostro paese. Perchè non creare una commissione che si occupi di ripensare complessivamente da un punto di vista artistico i luoghi pubblici di Gemona con la possibilità di aprire concorsi di idee su nuovi monumenti, nuove decorazioni, nuove soluzioni estetiche? Chissà se il sindaco Paolo Urbani non sappia stupirci impegnandosi nella realizzazione non solo della città del «ben-stare», ma anche della città del «bel vivere».
[Foto: www.flickr.com]

Chi bada alle badanti?

venerdì, 28 gennaio 2011

Badanti

Solitudine e straniamento dalla realtà. Lasciare il proprio paese, gli affetti più cari in cambio di un reddito che può migliorare il tenore di vita proprio e quello dei propri cari. Non sono le prime cose che ci vengono in mente quando sentiamo parlare di badanti; donne che migrano verso un mondo e un modello culturale i cui codici sono tutti da comprendere. Abitano nelle nostre case e si prendono cura dei nostri anziani, ma le conosciamo davvero?
«Onora il padre e la madre. Badanti» è il titolo della mostra fotografica di Roberta Valerio ideata e prodotta dall’associazione culturale «vicino/lontano» di Udine.
Ora approda a Gemona all’interno del più progetto «Assistenti familiari straniere e comunità locale» gestito dal Servizio sociale dei Comuni, con la collaborazione dell’amministrazione comunale di Gemona.
La mostra fotografica verrà inaugurata domani, sabato 29 gennaio, alle 18.00 presso la sala consiliare di Palazzo Boton, congiuntamente alla presentazione del progetto che fa da cornice anche ad altre iniziative, pensate per approfondire la conoscenza delle assistenti familiari straniere e favorire l’integrazione e l’inclusione sociale. Ciò con l’intento di promuovere ricadute positive per una migliore qualità di vita sia per le donne immigrate, che per gli anziani, ma anche per le rispettive famiglie.
La mostra sarà visitabile a ingresso gratuito presso le sale D’Aronco di Palazzo Elti fino al 27 febbraio; tutti i sabati dalle 15.00 alle 19.00 e le domeniche dalle 10.30 alle 12.30, e nel pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00.
Roberta Valerio, la curatrice, è nata a Udine nel 1973, si è laureata in legge all’Università di Bologna; vive e lavora a Parigi dal 1998. I suoi reportage vengono pubblicati su riviste italiane, francesi ed internazionali.
[QUI il volantino dell'iniziativa]

Presepi

martedì, 4 gennaio 2011

Bimbo e mamma

Il simbolo religioso che ha affascinato artigiani, pittori, scultori, gente comune, attratti dalla narrazione plastica dell’evento che ha diviso la storia; una tradizione che vanta secoli di cultura; una forma di devozione semplice che si trasmette di generazione in generazione. È il presepe: da sempre celebrato anche a Gemona, sta diventando occasione di dialogo, di incontro e forse di turismo. Con quest’anno ha preso il via il «Percorso dei presepi», un itinerario tematico alla scoperta dei punti della città in cui ammirare alcune rappresentazioni della nascita di Gesù nazareno. Il più famoso è quello dell’istituto S. Maria degli Angeli. Nato con l’intento di coinvolgere personaggi più o meno celebri nel dipingere una statuetta di gesso, conta ad oggi oltre 10 mila statuette realizzate da personalità dell’arte, della televisione, della stampa, della moda, dello sport, dello spettacolo, della scienza, della politica. C’è poi la mostra «Presepi da collezione», promossa dalla parrocchia Santa Maria Assunta, che propone diverse opere interessanti, per creatività e forma, realizzate con l’uso dei materiali più disparati. Infine ci sono alcuni luoghi gemonesi: la Chiesa di San Rocco, dove è allestitito il suggestivo presepe con alcune statuine dell’Ottocento; il Santuario di Sant’Antonio, con una rappresentazione semplice e spirituale della natività; e il Duomo, con un presepe ispirato alla vita tradizionale friulana. Tutte le mostre saranno aperte fino alla fine di gennaio.
[QUI il dettaglio degli orari]