Articoli marcati con tag ‘Salute’

Assenze sociali

lunedì, 4 giugno 2012

Tavolo riunioni vuoto

È passata sotto sordina l’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito distrettuale n. 3.1, il nostro, svoltasi mercoledì scorso. Eppure si trattava di eleggere il Presidente. Circa tre anni fa c’era stato lo “schiaffo” a Vincenzo Salvatorelli [], messo in minoranza per far posto a Nadia Campana, assessore alla sanità e all’assistenza del Comune di Tarvisio. La Campana è stata rieletta anche questa volta. All’unanimità. A detta dei presenti per il buon lavoro svolto durante il mandato e per dovere di “continuità”. Secondo altre letture, invece, sarebbe mancata una credibile alternativa, soprattutto di persone disponibili a farsi carico di questo ruolo.
Per quanto riguarda Gemona, poi, non c’era nessuno dei nostri amministratori. Non il sindaco, in “missione” in Emilia, non il vicesindaco Roberto Revelant, né tanto meno l’assessore Salvatorelli.
Spiace davvero rilevare queste assenze. Sono un segnale delle priorità di buona parte dei nostri amministratori, che si occupano di tutto ma, salvo in qualche caso positivo, trascurano l’ambito del sociale. Invece dovrebbe costituire la spina dorsale dell’azione di governo di un Comune, in quanto incide concretamente sul “benessere” dei cittadini, di quelli in difficoltà, tramite interventi e servizi volti al superamento del disagio, sia dell’intera popolazione, tramite interventi e progetti di promozione del benessere – individuale, relazionale e sociale – e di prevenzione.
E se non bastasse, questo “vuoto” di presenze e di idee preoccupa ancora di più se consideriamo che la Riforma elaborata dal governatore Tondo – se mai vedrà la luce – di fatto esclude i servizi sociali (oggi in delega all’ASS n. 3) dalla sanità, richiedendo agli enti locali un profondo ripensamento del rapporto tra Azienda sanitaria e Servizio sociale dei Comuni. Possiamo permetterci di eludere questi problemi e di occuparci solo d’altro?

Lo sguardo lungo della cicogna

giovedì, 1 marzo 2012

Cicogna

«Il nostro territorio […] da tempo è oggetto di logiche politiche, che non rispecchiano i bisogni sanitari della nostra gente». Con il tono inequivocabile di una rivendicazione di diritti, il Gruppo Cicogna, che da anni si batte in difesa dell’Ospedale “San Michele”, ha promosso per domani sera, venerdì 2 marzo, un incontro in cui – sostengono gli organizzatori – «verranno evidenziate le penalizzazioni che il nostro ospedale deve subire, provocando il decadimento di questa struttura in una logica di chiusura». Accanto al momento di protesta, la serata vuole essere anche l’occasione per «iniziare una proficua collaborazione con i rappresentanti della Regione e dei Sindaci, per poter meglio capire e valutare i pro e i contro della prossima nuova riforma sanitaria». Tra gli inviati il governatore Renzo Tondo, i 5 Consiglieri regionali eletti nel nostro collegio e tutti i Sindaci del Distretto.
L’incontro, aperto al pubblico, si terrà presso presso la Sala della Comunità Montanana in via Caneva a partire dalle ore 20.30.

Agire uniti per una sanità efficiente ed equa

venerdì, 10 febbraio 2012

Medici

[di Sandro Venturini]

È da quasi 18 anni che a Gemona il tema della sanità e delle sorti dell’Ospedale tengono banco. Qualche Masaniello locale si è pure costruito la carriera politica, senza peraltro venire a capo del problema. Ad ogni piano socio-sanitario, ad ogni accenno di riforma, i timori riaffiorano. Ed ora ci risiamo.
Era lo scorso 27 settembre, quando – con una inversione “a U” rispetto ai programmi ed agli impegni pre-elettorali – il governatore Renzo Tondo annunciava «la costituzione di un’unica azienda sanitaria territoriale per l’intera Regione e di due aziende ospedaliere universitarie», una a Udine e una a Trieste, affiancate a quella Pordenonese già costituita. Un fulmine a ciel sereno, che nel Gemonese rischia di trasformarsi in un nubifragio con danni irreversibili. Qualora venisse attuato, il riassetto organizzativo porterebbe alla chiusura della sede della Direzione Generale dell’A.S.S. n. 3, all’accorpamento dei distretti del Gemonese e della Carnia, alla messa a repentaglio della delega del Servizio Sociale, con ripercussioni immediate sulla continuità della cura e dell’assistenza, all’incorporazione degli ospedali di Gemona e di Tolmezzo all’Azienda Ospedaliera Udinese.
In un solo colpo Gemona perderebbe la sede dell’Azienda Sanitaria e del Distretto Socio Sanitario, e l’Ospedale, in un abbraccio asfissiante con Udine, rischierebbe un forte ridimensionamento dei servizi o, peggio, la chiusura. In ultimo il servizio sociale – che ora è affidato in delega dai comuni all’Azienda Sanitaria nella logica dell’integrazione socio-sanitaria (cura, riabilitazione e assistenza sociale devono andare di pari passo) – tornerebbe in capo ai Comuni, i quali, oltre ai mille problemi che già li assillano, si ritroverebbero a dover gestire anche questa funzione.
Ciò che inquieta soprattutto è la mancanza di un disegno organico e del coinvolgimento degli attori sociali (amministratori locali e operatori sanitari innanzitutto). Tutto quello di cui si viene a conoscenza passa unicamente attraverso la stampa e discorsi di corridoio. Si paventano risparmi di spesa, razionalizzazioni, nuovi modelli organizzativi, ma, di tutto ciò, non c’è un pezzo di carta, un documento ufficiale della Regione che ne illustri gli obiettivi, i contenuti generali, gli assetti. Non si costruisce un buon edificio se manca il progetto e se le “maestranze” non operano in modo coordinato.
Non solo gli obiettivi sono oscuri, ma non si conoscono nemmeno esplicitamente i veri motivi che inducono a programmare questa riforma. Solo economici? Perché demolire il sistema sanitario dell’Alto Friuli se in questi anni ha dimostrato buona qualità dei servizi e soprattutto sostenibilità economica? I bilanci dell’A.S.S. n. 3 per esempio hanno sempre chiuso in attivo. Perché non fare una semplice manutenzione di sistema, migliorandolo e rendendolo ancora più efficiente, anziché stravolgerlo con seri rischi di destabilizzazione complessiva? Perché non lasciare i centri di governo più vicini ai territori? Perché non prendere atto che i bisogni di salute della Regione sono diversificati (la montagna richiede altre risposte di salute rispetto alla città) e che è necessario quindi diversificare l’offerta portando i servizi sempre più vicini ai cittadini e non l’opposto? Perché non tenere conto, in una logica di sussidiarietà, che i territori più periferici e marginali sono quelli dove sono maggiori le fragilità, ma dov’è minore il potere negoziale e politico? Tutte domande a cui mancano le risposte.
Per questo motivo abbiamo predisposto un Ordine del Giorno che verrà discusso durante il prossimo Consiglio Comunale. Vogliamo esprimere alla Regione tutte queste preoccupazioni; vorremmo che davvero la politica sanitaria non fosse un semplice riassetto organizzativo teso al contenimento dei costi di gestione, ma fosse orientata prioritariamente e concretamente a fornire risposte di salute ai bisogni dei cittadini, soprattutto dei più deboli, rimettendo al centro il cittadino e non le strutture. Ci ascolteranno? Solo se sapremo agire uniti, nell’interesse del Gemonese e dei suoi cittadini.

[QUI l’Ordine del Giorno sulla sanità presentato da “Con te Gemona”]

L’uomo è ciò che mangia?

martedì, 25 ottobre 2011

Hamburger

Una corretta alimentazione e una regolare attività fisica, si sa, sono indispensabili per una vita salubre. Purtroppo, al giorno d’oggi, l’educazione impartita dai genitori ai loro figli, anche su questo importante aspetto della loro crescita, non è sempre adeguata. C’è chi mangia troppo, e chi troppo poco; chi consuma ad ogni ora della giornata, specialmente nell’ambito scolastico, snacks e patatine. E c’è anche chi cade in gravi patologie dell’alimentazione, quali l’anoressia e la bulimia. Per questo il Ministero della Salute ha pensato di diffondere su tutto il territorio nazionale il progetto “Guadagnare Salute in Adolescenza”. La nostra Regione ha aderito all’iniziativa incaricando le Aziende sanitarie n. 2 “Isontina” e n. 3 “Alto Friuli” di promuovere nell’anno scolastico 2011/2012 la sana alimentazione e l’attività fisica nelle scuole medie e superiori. All’inizio di ottobre alcuni insegnanti hanno partecipato ad un corso di formazione presso il Corso di Laurea di Scienze Motorie di Gemona. Durante il corso sono state affrontate diverse tematiche con lo scopo di promuovere corrette abitudini alimentari, e una pratica sportiva finalizzata al benessere integrale della persona, e non solo quale attività agonistica. Il progetto, coordinato dall’Azienda sanitaria n. 3 in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze Motorie, non si limiterà alle sole scuole aderenti, ma sarà allargato anche alla collaborazione con il Servizio Sociale dei Comuni, gli enti locali e le associazioni del territorio.
Uno sguardo alla tragica carestia che sta colpendo il Corno d’Africa, e che sta mietendo migliaia di morti per fame, dovrebbe interrogarci sul valore del cibo e l’importanza della solidarietà. Il cibo da noi, per ora, non manca, ma chi sa che la crisi economica non ci riporti per necessità a riprendere delle antiche e consolidate abitudini alimentari, come quella di non buttare via con facilità il cibo che avanza, e se possibile di condividerlo con gli altri. [gv]

Restyling di area vasta

mercoledì, 3 agosto 2011

Territorio Medio Alto Friuli

Dopo le tormentate tensioni degli ultimi mesi, finalmente una buona notizia sull’ospedale di Gemona. L’Azienda sanitaria ha infatti in progetto un significativo restyling del “San Michele”. Nel mese di agosto devrebbero essere effettuati lavori di ammodernamento e miglioramento tecnologico del blocco operatorio. Verrà realizzata una recovery room, una sala con due posti per il soggiorno temporaneo delle persone operate dopo l’intervento, che permetterà all’anestesista di sorvegliare la fase di risveglio completo del paziente. Il costo dell’intervento complessivo sul blocco operatorio dell’ospedale ammonterà a oltre 410 mila euro. Inoltre è già in fase di progettazione esecutiva un nuovo reparto di dialisi, il cui costo preventivato dovrebbe ammontare a 2 milioni e 200 mila euro.
Interventi importanti, decisi dall’Asl oltre tre anni addietro, che ridanno un po’ di speranza alla sanità del Gemonese. Accanto alle dichiarazioni di questi giorni sullo slittamento della riforma sanitaria [] e alle (seppur parziali) aperture di Tolmezzo e San Daniele, queste operazioni di restyling - per quanto decise da tempo – ci danno fiducia che stia cambiando il vento della politica locale. E i suoi risultati, soprattutto. Almeno questo è il nostro auspicio. Dopo le sterili e demagogiche contrapposizioni, sulle quali l’ex sindaco Virgilio Disetti aveva costruito la sua (magra) carriera politica, stiamo forse – un “forse” quanto mai opportuno – passando a una logica di maggiore apertura e collaborazione con i territori contermini. Ragionare in una dimensione di “area vasta” è davvero l’unica possibilità per garantire servizi più efficaci ed efficienti ai cittadini, per aumentare la coesione sociale e la competitività tra territori. E per salvare il “San Michele”.

Riforma sanitaria: sì, no, forse

lunedì, 11 luglio 2011

Dado

Il progetto di riforma che doveva portare alla costituzione di un’azienda sanitaria unica per tutta la regione, appena nato, è già acqua passata. Non si farà. «Per cambiamenti così significativi ci vuole la partecipazione più ampia». Parole del governatore Renzo Tondo riportate a margine di un incontro con il vescovo di Udine Bruno Mazzocato e con alcuni sacerdoti e politici di Tolmezzo. Secondo quanto scrive il settimanale diocesano «la Vita Cattolica», Tondo avrebbe affermato che «in un percorso riformatore così importante, è necessario anche il consenso dell’opposizione. Anzi, delle tante opposizioni che ci sono: quella politica, ma anche quella del territorio». Parole condivisibili, che speriamo non venga contraddette nei fatti. Il progetto dell’azienda unica avrebbe penalizzato i territori marginali, quello montano e collinare soprattutto, e avrebbe accentuato la conflittualità tra Comuni e Regione. Ora, se non ancora certo, è molto probabile che la riforma non possa vedere la luce in questa legislatura. Le parole di Tondo – peraltro condivisibili in questo caso – sono un ulteriore segnale delle contraddizioni e dell’incapacità politica dell’attuale maggioranza al governo della Regione. Tra proposte inattuate, false partenze, rumors e mezze parole, sono passati tre anni senza che nulla sia stato deciso. Intanto la situazione sanitaria è ferma al palo. Unico segnale positivo il fatto che i territori, in particolare il nostro, stiano comprendendo quanto sia decisiva un’ottica di «rete», un lavoro di «area vasta», un’integrazione socio-sanitaria sempre più stretta. Segnali di speranza per Gemona, che, dopo gli anni dell’autarchia disettiana, potrà forse sperare di contare e pesare di più.

Ottoquattrottoquattroquattrottottottoquattro

giovedì, 30 giugno 2011

Call center sanitario

Dal primo giugno 2011 tutti i friulani hanno a disposizione un nuovo numero utile: 848.448.884. Risponde il call center del Riferimento unico per salute e sociale. Si tratta di un numero riservato a tutti coloro che hanno bisogno di informazioni riguardanti i servizi sociali erogati da Distretti e Comuni e a coloro che vogliono prenotare prestazioni sanitarie ambulatoriali nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale delle province di Udine, Gorizia e Pordenone.
Le Aziende sanitarie coinvolte in questo nuovo servizio sono la n. 2 «Isontina»; la n. 3 «Alto Friuli»; la n. 4 «Medio Friuli»; la n. 5 «Bassa Friulana»; la n. 6 «Friuli occidentale»; l’Azienda ospedaliera di Pordenone; l’Azienda ospedaliera universitaria di Udine e il CRO di Aviano. Dal 2012 si aggiungerà anche Trieste.
Con questo strumento si è ritenuto di semplificare l’accessibiltà ai servizi sanitari e di rendere più chiara la modalità di consultazione e prenotazione delle prestazioni per la cura e la tutela della salute di tutti i cittadini della regione. Una piccola goccia nel grande mare della sanità friulana, che in questo momento non naviga certo in buonissime acque.

«Collaborare per vincere»

domenica, 19 giugno 2011

Alveare

Nuove e vecchie nubi si addensano sulla sanità gemonese. Nei corridoi della Regione si rincorrono voci che i conti non tornino. Per i prossimi bilanci si prevederebbero forti deficit. La causa sarebbe l’immobilità della giunta Tondo, inerte da tre anni e incapace di mettere in campo una riforma efficace e seria. Mentre la politica avanzava e ritirava proposte impopolari e non condivise, il treno della spesa ha proseguito la sua corsa. E presumibilmente i nodi stanno venendo al pettine.
Anche noi, nel nostro piccolo, lo denunciamo da tempo: l’attuale giunta regionale è inadatta a gestire processi complessi come quello sanitario []. Ammanta la mancanza di idee con la demagogia (basti ricordare la vicenda degli ambulatori per i migranti, soppressi dalla retorica xenofoba della Lega). Ora, la giunta Tondo sta cercando di correre ai ripari, vagheggiando l’ennesimo nuovo assetto della sanità regionale. Mentre fino a ieri si andava ripetendo che la riforma avrebbe mantenuto le attuali sei Aziende – Alto Friuli, Medio Friuli, Bassa friulana, Friuli occidentale, goriziano e Trieste – ora si pensa di farne una soltanto. Così, per i gemonesi non solo è a rischio l’ospedale «San Michele», ma la sede stessa dell’Azienda Sanitaria.
Da tempo andiamo chiedendo che queste battaglie non vengano combattute in solitaria, che è necessario fare squadra, serrare i ranghi, fare massa critica. Proprio come hanno saputo fare in alcuni momenti della loro storia la Carnia, la Valcanale, il Tarcentino o il Sandanielese. Per questo motivo, alcuni mesi fa abbiamo avanzato una richiesta al sindaco Paolo Urbani e a tutte le forze politiche e sociali del territorio di elaborare insieme una strategia per la sanità gemonese []. E accanto a intenti comuni e condivisi servono idee e contenuti.
Su questa linea vediamo con interesse l’iniziativa promossa dalla CISL Alto Friuli che domani, lunedì 20 giugno, proporrà una tavola rotonda tra l’assessore Kosic e gli amministratori locali. L’incontro, che ha per titolo «Salute e sanità. Bisogni e diritti. Collaborare per vincere» avrà inizio alle ore 10.00 presso il ristorante Picaron di San Daniele. «Con te Gemona» ci sarà: porteremo il nostro modesto contributo di idee e di proposta. E continueremo a tenervi informati. [sv]
[QUI la locandina dell’iniziativa]