Articoli marcati con tag ‘Storia’

Un memoria che si rinnova

venerdì, 24 agosto 2012

Partigiani in marcia

Una memoria che si rinnova dal 1946: l’ultima domenica di agosto si ricordano i 31 partigiani osovani e garibaldini caduti nella zona di Ledis, tra il Cjampon e la Venzonassa. Una memoria che ci riporta agli anni terribili della scelta di salire alla macchia per difendere la libertà e la democrazia, contro la dittatura e la violenza nazifasciste. Era l’inverno del ’44-’45 quando il nucleo osovano comandato da Pietro Londero “Sardo” prese l’impegno di erigere una chiesetta in memoria dei compagni caduti. L’edificio fu inaugurato nel settembre del ’46, a breve distanza dalla fine del conflitto mondiale. Distrutto dal sisma del 1976 fu ricostruito e reso agibile nel 1986, e da allora accoglie ogni fine estate la commemorazione dei 31 caduti.
Quest’anno l’iniziativa è promossa dall’Associazione Partigiani Osoppo assieme all’Amministrazione comunale, con la collaborazione dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese e della Sezione ANPI di Gemona-Venzone. Domenica prossima 26 agosto, alle ore 11 presso la chiesetta della Madone di Ledis, si svolgerà una celebrazione liturgica, seguita dai saluti del sindaco di Gemona e del rappresentante dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dall’intervento del Presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo e da un breve momento conviviale.
L’appuntamento di domenica sarà preceduto dall’incontro pubblico che si terrà domani, sabato 25 agosto, alle ore 17.30 presso l’auditorium San Michele, dal titolo Esperienze di memoria, nel corso del quale saranno presentate le attività dell’Ecomuseo della Resistenza della Val Pellice in provincia di Torino.

Quel colpo di fucile. Che non partì

venerdì, 2 marzo 2012

Fucile Steyer Zaniboni 1925

4 novembre 1925. Un colpo di fucile poteva cambiare la storia. Il colpo non partì, ma la storia cambiò lo stesso. In peggio.
Questa sera, venerdì 2 marzo, alle ore 20.30 presso la sala consiliare di palazzo Boton verrà presentato il libro dello storico Dino Barattin dal titolo Tito Zaniboni e il complotto friulano per uccidere Mussolini.
Il volume narra la vicenda del primo dei falliti attentati al Duce organizzato dal socialista Tito Zamboni. Una vicenda intricata che incrocia le sorti di Buja, un piccolo paese friulano ai confini del (futuro) “Impero”. Una vicenda tragica. Tragica come la sorte successiva dell’Italia.
La presentazione è promossa dal Comune di Gemona, dalla Biblioteca Civica “Baldissera” e dalla Sezione A.N.P.I. di Gemona-Venzone.

Laici e clero a Gemona. 500 anni fa

mercoledì, 17 agosto 2011

Elmo e mitria

Quarto appuntamento dell’appassionante ciclo “Accadeva 500 anni fa” promosso dall’associazione Ostermann a margine delle feste dell’agosto gemonese. L’ultimo incontro ha per titolo “‘Quella chiesa fu sempre retta da laici’. La Comunità di Gemona contro il papa Alessandro VI Borgia per Santa Maria la Bella (1499)” e sarà l’occasione per presentare la controversia per l’assegnazione in beneficio della chiesetta di Sant’Anna [] e per parlare dell’antico istituto dello jus patronatus laico sulle chiese, tornato alla ribalta delle cronache quest’anno con la rinnovata cerimonia del Tallero.
Un conflitto, quello che riguardò la chiesetta di Maniaglia, che si svolse alla fine del ’400 e vide i gemonesi confrontarsi addirittura con il pontefice Alessandro VI Borgia, padre di Cesare, “Il Valentino”, celebre per aver ispirato a Niccolò Machiavelli la figura del suo Principe. L’incontro è previsto per domani, giovedì 18 agosto, presso l’auditorium di San Michele alle ore 20.30. L’introduzione storica sarà curata da Daria Gorlato, mentre la lettura dei documenti originali sarà affidata al gruppo teatrale “Dret e Ledrôs”.

La storia si ripete?

mercoledì, 10 agosto 2011

Spirali

Cinquecento anni fa il Friuli visse una drammatica crisi. Era il 1511. Un anno che si ricorda soprattutto per la “crudel zobia grassa”, e i conflitti politici e sociali che ne seguirono, ma anche per il terribile terremoto e per la guerra fra Venezia e l’Impero asburgico . Uno snodo drammatico per la Piccola Patria. E anche per Gemona, che ne faceva parte.
Dopo il successo dello scorso appuntamento [], proseguono gli incontri promossi dall’associazione “Ostermann” a margine delle manifestazioni estive organizzate dalla Pro Loco. Domani, giovedì 11 agosto, alle ore 20.30 presso l’auditorium di “San Michele”, si terrà l’incontro “L’anno della ‘stupenda ruina’. I fatti del 1511 nei verbali dei Consigli della Comunità di Gemona (la ‘rabbia dei rustici’, il terremoto, la peste, la guerra)”. Dopo un’introduzione del periodo storico da parte di Elisa Della Mea, giovane studiosa allieva di Furio Bianco [], alcuni attori del gruppo teatrale “Dret e Ledrôs” leggeranno le note scritte dagli amministratori della Gemona di allora. Conosceremo così come la nobiltà reagì alla notizia delle rivolte contadine, come la Comunità affrontò l’emergenza del terremoto e i problemi delle ricostruzione e come vennero vissute le vicende della guerra e della resa agli Imperiali.

Gemona e Tolmezzo: ieri come oggi?

lunedì, 16 maggio 2011

Cane e gatto

Un paese sviluppa la sua storia intrattenendo relazioni con altri luoghi vicini e lontani. Il passato di una comunità non si può ricostruire senza tener conto dei rapporti con gli altri. La storia intreccia, lega, mette a confronto uomini, istituzioni, poteri.
Domani, martedì 17 maggio, alle ore 20.30 nell’auditorium San Michele, l’associazione «Ostermann» ospiterà la conferenza «La comunità di Tolmezzo nel medioevo. Riflessioni sui rapporti tra Tolmezzo e Gemona in età patriarcale» tenuta da Gilberto Dell’Oste, storico e autore di vari studi condotti su fonti archivistiche. La serata offrirà l’occasione per ripercorrere la storia e i rapporti che, durante il Patriarcato di Aquileia e nei secoli della dominazione veneziana, hanno contraddistinto le due comunità. Un confronto basato sull’analisi critica e scrupolosa dei documenti archivistici che stanno aprendo nuove e interessanti prospettive agli studi della nostra storia locale. L’autore ha pubblicato di recente il volume Tolmezzo medioevale. Il quaderno dei camerari di S. Martino (1402-1486), edito dalla Biblioteca Civica di Tolmezzo.

Gente di Gemona

sabato, 14 maggio 2011

Gente di Gemona

PIERINO CELETTO
Medaglia d’oro alla Resistenza (1924 – 1944)

Nacque a Gemona nel maggio del 1924 da una famiglia il cui cognome originariamente era Culetto; frequentò le scuole pubbliche, poi le scuole medie presso i Padri Stimmatini a Gemona ed il Liceo Scientifico “Marinelli” ad Udine, dal quale uscì con ottimi risultati. Si iscrisse alla facoltà di Scienze Politiche presso l’Università di Trieste e fu ben presto chiamato ad insegnare presso la Scuola Industriale di Gemona dal direttore di allora, don Domenico Copetti (pra Domeni Blanc). Amava scrivere poesie, suonava il violoncello ed aveva vasti interessi culturali, sostenuti da vivace intelligenza. Dopo l’8 settembre 1943 lasciò, assieme al fratello Luigi/Gigino, la famiglia ed entrò a far parte della formazione partigiana “Osoppo” con il soprannome Mazzini. Attraverso la forcella di Ledis i partigiani gemonesi avevano raggiunto la zona montana sovrastante Nimis e Faedis, da dove cercavano di liberare dalla presenza degli occupanti la vallata sottostante. Una battaglia decisiva si ebbe a Nimis il 30 agosto 1944 contro un gruppo armato di cosacchi, che furono messi in fuga; gli altri centri vicini furono liberati nei giorni successivi. Si formò così il Territorio Libero Orientale. I tedeschi, per contrastare questa avanzata, misero in atto un rastrellamento di grosse proporzioni: furono impegnati circa trentamila uomini, tra i quali fascisti repubblichini e tre reggimenti di cosacchi, scortati da carri armati e cannoni. Le forze furono fatte convergere da vari punti: durante la notte del 25 settembre gruppi di armati erano stati trasportati nella zona Bergogna – Caporetto per impedire ai partigiani la ritirata oltre il confine. All’alba del 26 iniziarono le operazioni: il mancato aiuto del battaglione sloveno del IX Corpus jugoslavo permise ai reparti tedeschi di riconquistare Faedis e di tagliare in due le brigate partigiane. In un primo scontro armato Pierino ebbe la gamba ferita; nonostante ciò volle assolutamente partecipare ai violenti combattimenti che seguirono. Il 29 settembre 1944, colpito da una granata, morì dissanguato nel cosiddetto Territorio Libero Orientale, sul Monte Nagrad a soli vent’anni di età. Attualmente i suoi resti riposano nel cimitero di Gemona. Alla sua memoria fu concessa la medaglia d’oro alla Resistenza (al valor partigiano) con la seguente motivazione: Giovane ventenne animato da alto amore di Patria, vivificò con il suo ardore combattivo e con una capacità organizzativa, degna di età più matura, la resistenza partigiana nel Friuli, ricoprendo incarichi di responsabilità e di comando. Impegnato con la sua formazione in duro combattimento contro preponderanti forze nemiche e seriamente ferito ad una gamba, continuò a combattere in posto e solo più tardi consentì di farsi medicare. Febbricitante e indebolito dalla perdita di sangue volle tornare dopo poche ore al combattimento, animando la resistenza dei partigiani. Colpito nuovamente e mortalmente, rifiutò ogni soccorso ed ogni speranza e chiedeva di morire sulla linea del fuoco dicendosi contento di aver operato per l’Italia e per il suo onore. La sicurezza della sua fede e la luce del suo sacrificio brillano esemplari per tuti i combattenti e per i giovani in particolar modo.
L’Università di Trieste concesse alla sua memoria la laurea honoris causa.
[Fonte: Mariolina Patat, Oms innomenâts a Glemone. Personaggi di rilievo nella storia di Gemona, Comune di Gemona, 2002, con aggiunte e correzioni dell'autrice].

Fazzoletti verdi, fazzoletti rossi

mercoledì, 27 aprile 2011

Bandiera Corpo volontari Prealpi

Se vuoi la libertà, combatti l’ignoranza. Potrebbe essere un’utile massima per questi tempi. Tempi alquanto ostili a coloro che girano la testa verso il passato, per scovarne gli insegnamenti e i moniti. Come scrisse Nuto Revelli: «Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell’ignoranza, come eravamo cresciuti noi della ‘generazione del Littorio’. Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza la libertà non si vive, si vegeta».
Domani, giovedì 28 aprile, Gemona ricorda il 66° anniversario della liberazione dalla dominazione tedesca e dal regime fascista. E lo ricorda con due appuntamenti interessanti. Alle ore 18.30 presso palazzo Boton la sezione locale dell’ANPI ha in programma un incontro-dibattito dal titolo «Risorgimento e Liberazione a Gemona». Interverranno il sindaco Paolo Urbani, lo studioso di fatti risorgimentali gemonesi Giuseppe Marini, l’autore del volume Gemona liberata Gianfrancesco Gubiani e porterà la sua testimonianza Grazia Levi. Alle ore 21, invece, la Cineteca propone un «Ricordo dell’eccidio di Avasinis». Al cinema Sociale verranno proiettati due documentari sui drammatici eventi del 2 maggio 1945: Avasinis 2 maggio 1945, luogo della memoria (2007) di Dino Ariis e Renata Piazza e il breve Tatort Avasinis (2003) di Jim G. Tobias, prodotto dalla tedesca Medienwerkstatt Franken e.V. Introdurrà la proiezione lo storico Pieri Stefanutti.
[QUI l'eccellente sito curato da Pieri Stefanutti sull’eccidio di Avasinis]
[QUI ulteriore materiale sulla II guerra mondiale nel Gemonese]

Il quarto stato. Una volta

venerdì, 8 aprile 2011

Il quarto stato - Pelizza da Volpedo (part.)

Prima che nascessero i moderni sindacati, gli operai cercavano di tutelare alcuni loro diritti e di promuovere le proprie condizioni economiche e sociali attraverso le Società di mutuo soccorso, libere associazioni nate attorno alla metà dell’Ottocento. Erano le avvisaglie di quel welfare state che maturò durante l’«età dell’oro» del secondo Novecento, e che oggi vediamo eroso progressivamente dalle sfide del mercato mondiale.
Anche a Gemona fu attiva la Società operaia di mutuo soccorso ed istruzione. Dal 1875 al 1976. Domani, sabato 9 aprile, alle ore 11 presso Palazzo Boton, la ricercatrice Carla Pederoda ne presenterà l’archivio storico, recentemente ordinato e inventariato dalla Soprintendenza archivistica regionale.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Gemona e dalla Soprintendenza, si inserisce nelle iniziative della XIII settimana della cultura indetta dal Ministero per i beni e le attività culturali [].