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Per un’IMU (un po’) più equa

venerdì, 27 aprile 2012

Agenzia Entrate

Una tra le questioni più controverse di queste ultime settimane circa l’applicazione dell’IMU è la previsione del pagamento della nuova tassa da parte di disabili e di anziani, proprietari di immobili, che risiedono presso istituti di cura o case di riposo. Con il Decreto Legge n. 201/2011, convertito in Legge 214/11, viene infatti stabilito che l’abitazione principale sia «l’unica unità immobiliare nella quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente». La norma così formulata comporta che gli anziani e i disabili che vivono in casa di riposo o in struttura devono pagare un surplus di IMU, in quanto la loro abitazione è ritenuta “seconda casa”. Norma che sfiora il ridicolo e il paradossale, soprattutto se pensiamo, per esempio, che le fondazioni bancarie vengono considerate dallo Stato italiano enti non profit e quindi sono esentate dal pagamento dell’IMU sui loro immobili.
In questi giorni la Commissione Finanze della Camera ha portato a termine l’esame del DDL di semplificazione fiscale, con l’approvazione di alcune modifiche alla norma contestata, tra cui un emendamento in cui si stabilisce che per anziani e disabili i Comuni possano fissare l’applicazione di aliquote agevolate, a patto che si facciano carico del mancato gettito fiscale. Una parziale rettifica, anche se per lo Stato non cambierà l’entità delle somme introiettate.
La questione tocca anche i cittadini gemonesi. Di qui abbiamo ritenuto opportuno inoltrare una specifica richiesta al sindaco Paolo Urbani affinché si faccia carico di un problema che tocca le fasce più deboli della popolazione. Considerata l’entità numericamente modesta di coloro che vivono nella situazione descritta, l’impatto economico sul bilancio comunale sarebbe poco elevato. Chiediamo che con un intervento di buon senso, l’amministrazione comunale provveda ad evitare il paradosso per cui una persona in stato di malattia e di fragilità, costretta a risiedere in una struttura assistenziale, si veda addebitare un’imposta aggiuntiva iniqua e paradossale.
[QUI la richiesta inoltrata da “Con te Gemona” al sindaco]

Numeri

domenica, 11 settembre 2011

Numeri

Aliquote Irpef in Italia. Cambiamenti dal 1988 a oggi.

19881994198919982001200320052007
12%10%10%18,5%18%23%23%23%
22%22%22%26,5%24%29%33%27%
27%26%27%33,5%32%31%39%38%
34%33%34%39,5%39%39%(43%)41%
41%40%41%45,5%45%45%43%
48%45%46%
53%50%51%
58%
62%

Numeri

domenica, 14 agosto 2011

Numeri

Da quando il premier italiano Silvio Berlusconi ha cominciato a promettere la riduzione delle tasse.

Anni17

P.S.: «La prima misura che prenderei, se dovessi tornare al governo sarebbe quella di alleggerire la pressione fiscale»; «se non ci riusciamo è inutile stare qui a dannarci. Se non ci riuscirò non mi ricandido» (Silvio Berlusconi, 2004).

Numeri

lunedì, 25 aprile 2011

Numeri

Lotta all’evasione fiscale in Friuli-vg nel 2010.

20092010Differenza
Verifiche esterne effettuate218229+5%
Evasione incassata173 mln €230 mln €+33%

[Fonte: Agenzia delle entrate]

Errare humanum

mercoledì, 9 marzo 2011

Scacco

Contraddicendo le consuetudini, alla nostra lettera sui finanziamenti persi per l’asilo comunale [], il sindaco Paolo Urbani ha risposto con celerità e con un’insolita dovizia di informazioni []. Presumibile che l’abbia irritato il fatto di aver perso oltre 67 mila euro per non aver saputo attivare un più rigoroso controllo sulle troppe distrazioni dell’assessore alle «Opportunità per l’infanzia e l’adolescenza». La risposta del nostro primo cittadino non aggiunge nulla, se non qualche puntualizzazione, che nella nostra lettera avevamo omesso per non infierire ulteriormente. Vi sono invece i soliti panegirici retorici sui risparmi per i contribuenti e sull’efficienza dell’attuale amministrazione comunale. Il dato però è sempre lì, obiettivo: la giunta non è riuscita a spendere 67 mila euro di un contributo regionale elargito per l’asilo nido di via S. Lucia. Basterebbe riconoscere l’errore. Tutti sbagliamo. È umano e saggio riconoscerlo.

I rifiuti, le tasse e la politica

lunedì, 31 gennaio 2011

Rifiuti, tasse e politica

L’abbiamo documentato analiticamente ieri []: in 5 anni i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Gemona sono aumentati di oltre 500 mila euro, pari a quasi il 70%. Un aumento continuo e preoccupante, che drena risorse da destinare ad altri capitoli di bilancio. Nel 2011 l’aumento sarà del 7,7%.
A fronte di questi dati incontrovertibili, riportati nei bilanci del Comune, ai Gemonesi viene detto che le tasse, anche la Tarsu, non aumentano. Possibile? Possibile. Infatti, ogni amministrazione comunale può definire in autonomia – entro certi paramentri – il Tasso di copertura, che può essere inferiore ai costi totali sostenuti per lo smaltimento. Nel 2010 il sindaco Paolo Urbani e la sua giunta furono «coraggiosi»: portarono il tasso di copertura al 99,94%, in modo da pareggiare nella sostanza l’intero costo del servizio tramite le tasse sui rifiuti pagate dai contribuenti.
La situazione cambierà quest’anno. Avendo infatti promesso che la Tarsu non crescerà, il sindaco ha dovuto ritoccare il tasso di copertura. E infatti l’ha portato al 93,95%, «nascondendo» l’aumento del 7,7%, che – ovviamente – sarà sempre a carico dei cittadini. Se la volontà fosse stata davvero quella di sostenere i redditi delle famiglie in difficoltà, non avrebbe avuto più senso far pagare a tutti i contribuenti l’intera tassa sui rifiuti, attivando poi delle agevolazioni mirate per le fasce di reditto più basse? Equità e giustizia sociale significa trattare tutti allo stesso modo, o trattare in modo differenziato chi si trova in situazioni diverse? L’art. 53 della Costituzione italiana orienta ancora le scelte di chi governa la cosa pubblica? «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività»?